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La sessualità e l'intimità
rappresentano delle sfide importanti che le persone con Parkinson
e i loro partner si trovano ad affrontare. Ma come ci spiegano
le due specialiste Gila Bronner e Orna Moore, canali
aperti di comunicazione sono essenziali per una buona qualità
di vita.
L'intimità è
un aspetto importante del comportamento umano che coinvolge la
comunicazione, la vicinanza fisica ed emotiva e l'interazione
interpersonale.
La sessualità è una delle manifestazioni primarie
dell'intimità. È un processo complesso, influenzato
dall'interazione tra fattori biologici, psicosociali, economici,
politici e culturali. Le disfunzioni sessuali, per contro, sono
un problema che incide sulla salute della persona, oltre che
sul suo benessere emotivo e fisico.
Nel Parkinson, disturbi della funzionalità sessuale sono
comunemente associati ai disturbi motori, alle difficoltà
emotive e cognitive, ai disturbi del sonno e agli effetti collaterali
dei farmaci. Ciascun sintomo della malattia può creare
ulteriori difficoltà emotive, fisiche e cognitive, che
a loro volta possono esprimersi in cambiamenti delle interazioni
intime tra la persona con Parkinson (PCP) e il suo partner.
AFFRONTARE LA REALTÀ
Vivere con il Parkinson comporta il dover avere a che fare con
una vasta gamma di sintomi motori e non motori che possono incidere
negativamente sulla relazione e sulla vita sessuale, con conseguente
frustrazione, inadeguatezza sessuale e, a volte, perdita di autostima.
Mentre alcune coppie accettano di buon grado un'intimità
limitata o la cessazione dell'attività sessuale, per altre
questo può portare a un significativo peggioramento della
qualità della vita.
I problemi motori come la rigidità, il tremore, l'immobilità
a letto o la difficoltà nei movimenti fini delle dita
possono pregiudicare i gesti necessari nei momenti di intimità
(abbracciare, baciare, accarezzare) e l'attività sessuale.
Altri sintomi della malattia quali l'eccessiva sudorazione, l'ipersalivazione
e i disturbi della deambulazione fanno sentire le persone con
Parkinson meno attraenti, mentre la "masked face" del
parkinsoniano può essere interpretata come indicativa
di una mancanza di affetto o desiderio. I disturbi del movimento
possono inoltre portare il paziente ad essere sessualmente passivo,
imponendo pertanto al partner un ruolo più attivo.
In base alla nostra esperienza clinica, il partner spesso si
sente rifiutato e insultato quando il parkinsoniano lo ignora
nell'intimità e nella sessualità. Dall'altro lato,
le PCP possono astenersi dal fare avance per paura del rifiuto
o del fallimento.
GESTIRE I SINTOMI MOTORI
E NON MOTORI
Le manifestazioni non motorie del Parkinson possono spesso essere
più invalidanti dei sintomi motori. Le prime comprendono
disfunzioni intestinali, ipersalivazione, problemi urinari, allucinazioni,
affaticamento, disturbi cognitivi e demenza, sudorazione e problemi
alla pelle. Alcune di queste manifestazioni, come le disfunzioni
olfattive, la costipazione, la depressione e il disturbo comportamentale
durante il sonno REM (RBD) possono precedere i sintomi motori.
Altre, soprattutto i sintomi cognitivi quali allucinazioni e
demenza, tendono a comparire nelle fasi più tarde della
malattia.
Tre PCP su quattro soffrono di costipazione. Le disfunzioni intestinali
e la costipazione possono causare senso di irritabilità,
pesantezza e dolore. Ovviamente, l'intimità è molto
difficile in queste condizioni.
I problemi alla vescica sono anch'essi molto comuni - di fatto
interessano un terzo delle PCP. Il problema più frequente
è la vescica iperattiva, i cui sintomi comprendono il
doversi alzare per
urinare di notte, minzione più frequente e sensazione
di urgenza. Questo tipo di problemi urinari, compresa l'incontinenza,
possono pregiudicare l'autostima di una persona, portandola a
sentirsi meno attraente e sessualmente interessante.
Inoltre, depressione, ansia e ridotta autostima contribuiscono
frequentemente alle disfunzioni sessuali e a un peggioramento
dell'appagamento sessuale. Anche questi problemi interessano
un terzo delle PCP. Persino i soggetti moderatamente depressi
perdono interesse nell'attività sessuale e sono molto
difficili da sedurre e stimolare.
I farmaci usati per la depressione e l'ansia hanno a loro volta
effetti negativi sull'intimità e la funzionalità
sessuale. Per quanto un miglioramento dell'umore possa comportare
una maggiore capacità di comunicare intimamente e tornare
ad essere nuovamente attivi da un punto di vista sessuale, gli
antidepressivi possono anche causare disfunzione erettile e difficoltà
a raggiungere l'orgasmo.
Inoltre, i disturbi del sonno e l'eccessiva sonnolenza diurna
possono portare a dover dormire in letti separati e a ridotte
opportunità di intimità e attività sessuale.
I partner possono essere nervosi, impazienti e stanchi e la loro
rabbia e frustrazione in relazione a questi disturbi del sonno
possono incidere seriamente sulla relazione. Inoltre, coppie
abituate a parlare e condividere le proprie sensazioni potrebbero
scoprire che i problemi della parola riducono le opportunità
di ulteriori comunicazioni intime.
IL RUOLO CONTRADDITORIO
DEL PARTNER-ASSISTENTE
In queste difficili condizioni, coloro che assistono le PCP si
ritrovano frequentemente ad assumere ruoli contradditori. Da
un lato, essi ne sono il partner o il coniuge con propri sentimenti
ed esigenze naturali di intimità e attività sessuale.
Allo stesso tempo, tuttavia, ad essi è richiesto di operare
come assistenti che hanno a che fare con le implicazioni di una
malattia cronica progressiva. Questi ruoli obbligati comportano
spesso fortissime sensazioni di frustrazione, depressione, fatica
e senso di perdita. Il conseguente accumularsi di fattori di
stress non risolti, pertanto, può contribuire a dare alla
relazione caratteristiche non desiderabili.
È importante ricordare che l'assistenza richiede molto
tempo, attenzione ed energia. Conseguentemente, le PCP e i loro
partner che se ne occupano possono trovarsi a passare troppo
tempo insieme. Ogni relazione sana richiede un po' di tempo libero
e distanza, il che significa che ogni coppia ha bisogno di dedicare
un po' di tempo del proprio programma settimanale a svolgere
attività separate - per es. fare esercizio, incontrare
gli amici o andare al cinema. Queste esperienze separate arricchiscono
la relazione, creano un po' di spazio necessario e favoriscono
una maggiore intesa sessuale.
IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI
Le PCP sentono spesso imbarazzo per le loro esigenze sessuali.
Esse possono temere che il loro interesse per il sesso non sia
appropriato - considerando soprattutto che molte di loro sono
molto malate o anziane. Alcune PCP sono anche inconsapevoli del
fatto che le loro disfunzioni sessuali siano correlate alla malattia
o al trattamento e, conseguentemente, non ne parlano con il neurologo.
È fondamentale, pertanto, che i professionisti sanitari
siano consapevoli dei cambiamenti sessuali che si producono in
conseguenza della malattia e del trattamento e che riconoscano
l'importanza della sessualità per i loro pazienti. Se
i problemi sessuali restano irrisolti, l'autostima della PCP
si riduce e diventa più difficile adattarsi ai cambiamenti
nell'aspetto del corpo o nelle funzioni corporali.
La maggior parte delle PCP e dei loro partner apprezzano la possibilità
di parlare di sesso e intimità con professionisti sanitari
affidabili. Tuttavia, molti di loro accettano una qualche guida
su come e quando aprirsi in questo senso e preferirebbero che
fosse il medico ad avviare l'argomento. Essi hanno voglia di
descrivere come ci si sente ad avere una malattia cronica, come
questa ha inciso su di loro psicologicamente e fisicamente e
come molta parte della loro vita personale sia stata influenzata
dalla stessa.
Parlare di sessualità ed intimità consente alle
persone di adattarsi ad una malattia in corso che implica cambiamenti
nel corpo, pattern sensoriali alterati e difficoltà.
Fornendo questo supporto, i professionisti sanitari possono aiutare
le coppie a comprendere il modo in cui il Parkinson incide sulle
capacità della PCP, consentendo ad entrambi di adattarsi
di conseguenza.
Se da un lato alle PCP dovrebbe essere data l'opportunità
di esplorare le questioni legate all'intimità e alla sessualità,
dall'altro le coppie dovrebbero essere incoraggiate ad affrontare
i loro problemi sessuali con i loro professionisti sanitari e
diventare una forza trainante per un miglior trattamento delle
disfunzioni sessuali. Tale approccio basato sul paziente può
portare a significativi miglioramenti nella qualità della
vita.
Gila Bronner è una terapista
sessuale abilitata, direttrice del Servizio di Terapia Sessuale
presso il Centro di Medicina Sessuale, parte del Sheba Medical
Center in Israele. Per contattarla, inviare un'e-mail all'indirizzo
gilab@netvision.net.il.
Orna Moore è un'infermiera specializzata sulla malattia
di Parkinson e i disturbi del movimento.
Gestisce inoltre il Reparto di Neurologia del Memory and Attention
Disorders Center
presso il Tel-Aviv Medical Center in Israele. Per contattarla,
inviare un'e-mail all'indirizzo
ornam@tasmc.health.gov.il.
CONSIGLI TOP PER MIGLIORARE
L'INTIMITÀ E LA SESSUALITÀ NEL PARKINSON
Gestire i sintomi motori
- Individuare i periodi nei quali i sintomi motori sono al minimo.
Si consiglia di sfruttare questi momenti per i contatti intimi
e l'attività sessuale.
- Invece di accarezzare o toccare il partner direttamente, applicare
dei lubrificanti intimi riduce gli effetti del tremore o la rigidità
del tocco.
- Anche l'utilizzo di un guanto di pelle o di un tessuto morbido
(seta, etc.) può essere piacevole.
Non ignorare i sintomi non motori
- È importante diagnosticare e trattare i disturbi dell'umore.
- Assumere determinati farmaci può portare a migliorare
la qualità della vita, la comunicazione intima e la funzionalità
sessuale.
- Quando si producono disfunzioni sessuali come effetto collaterale
dei farmaci (per esempio, degli antidepressivi), si consiglia
di consultare un medico e un terapista sessuale.
Lavorare sulle competenze comunicative
- Quando i problemi del linguaggio sono importanti, si consiglia
il ricorso alla comunicazione non verbale.
- Creare opportunità per condividere amore e affetto abbracciandosi
e toccandosi intimamente.
- Preparare un insieme di frasi frequenti da scrivere su dei
bigliettini. Provate, per esempio, con "Ti amo"; "Buongiorno
amore, come stai?"; "Lavo io i piatti"; "Vuoi
una tazza di tè?" e così via.
- In presenza di disturbi del sonno, le coppie potrebbero decidere
di dormire in letti o stanze separati. In tal caso, concordare
degli orari per stare insieme e invitarsi reciprocamente per
una visita intima prima di dormire. Cercare di prepararsi alla
visita come se fosse un appuntamento - fare una doccia, farsi
la barba, applicare una buona crema o un buon profumo e così
via.
Non dimenticate gli assistenti
- Le PCP dovrebbero aiutare i loro partner ad affrontare al meglio
gli aspetti pratici ed emotivi dell'assistenza. Ricordarsi di
esprimere la propria gratitudine, fare complimenti e ringraziare,
dal momento che da ciò trarrà beneficio la relazione.
- Permettere agli assistenti di prendersi del tempo da dedicare
ai loro svaghi consentirà loro di riposare, rilassarsi
e gestire i cambiamenti del loro ruolo. |
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