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In uno studio senza precedenti
nel suo genere, alcuni ricercatori americani stanno valutando
se la simulazione di guida può ridurre l'esposizione a
un rischio maggiore di incidenti stradali nelle persone con Parkinson
(PCP).
I guidatori affetti dal Parkinson sono tre volte più a
rischio di essere coinvolti in un incidente d'auto per disturbi
cognitivi, motori e spazio-visivi. Studi precedenti hanno dimostrato
che le attività che richiedono uno sforzo mentale migliorano
la ritenzione delle capacità cognitive.
"La domanda da porsi è per quanto tempo una persona
può conservare il vantaggio del riaddestramento delle
capacità prima che venga eroso dalla malattia di Parkinson"
spiega il Dott. Abiodun Akinwuntan, direttore del Medical College
del laboratorio di simulazione di guida della Georgia. Il Dott.
Akinwuntan prevede che l'addestramento migliori le capacità
di guida e ne rallenti il deterioramento, consentendo alle PCP
di guidare più a lungo rispetto a quanti non si sottopongono
all'addestramento.
Grazie ai 10.000 dollari devoluti dalla Augusta Chapter della
National Parkinson Foundation, i ricercatori potranno studiare
30 PCP di stadio due o tre.
"Quasi il 70% dei pazienti con Parkinson smettono di guidare
per sintomi quali: congelamento dei movimenti, mancanza di coordinazione,
tempi di reazione lenti, declino cognitivo e/o effetti collaterali
dei farmaci, tra cui sonnolenza" afferma il Dott. Akinwuntan,
aggiungendo che mentre la maggior parte dei pazienti guida fino
allo stadio tre della malattia, il 18% rinuncia a guidare ancor
prima che la sicurezza diventi un problema.
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