Uno studio esclusivo sulla simulazione per aiutare le PCP a mantenere le capacità di guida.
Da: EPDAPLUS Primavera 2010 - num. 13
(
www.epda.eu.com)
This article has been provided with the kind permission of the European Parkinson’s Disease Association.
Questo articolo è pubblicato con il cortese permesso dell'EPDA (European Parkinsons's Disease Association).


In uno studio senza precedenti nel suo genere, alcuni ricercatori americani stanno valutando se la simulazione di guida può ridurre l'esposizione a un rischio maggiore di incidenti stradali nelle persone con Parkinson (PCP).
I guidatori affetti dal Parkinson sono tre volte più a rischio di essere coinvolti in un incidente d'auto per disturbi cognitivi, motori e spazio-visivi. Studi precedenti hanno dimostrato che le attività che richiedono uno sforzo mentale migliorano la ritenzione delle capacità cognitive.
"La domanda da porsi è per quanto tempo una persona può conservare il vantaggio del riaddestramento delle capacità prima che venga eroso dalla malattia di Parkinson" spiega il Dott. Abiodun Akinwuntan, direttore del Medical College del laboratorio di simulazione di guida della Georgia. Il Dott. Akinwuntan prevede che l'addestramento migliori le capacità di guida e ne rallenti il deterioramento, consentendo alle PCP di guidare più a lungo rispetto a quanti non si sottopongono all'addestramento.
Grazie ai 10.000 dollari devoluti dalla Augusta Chapter della National Parkinson Foundation, i ricercatori potranno studiare 30 PCP di stadio due o tre.
"Quasi il 70% dei pazienti con Parkinson smettono di guidare per sintomi quali: congelamento dei movimenti, mancanza di coordinazione, tempi di reazione lenti, declino cognitivo e/o effetti collaterali dei farmaci, tra cui sonnolenza" afferma il Dott. Akinwuntan, aggiungendo che mentre la maggior parte dei pazienti guida fino allo stadio tre della malattia, il 18% rinuncia a guidare ancor prima che la sicurezza diventi un problema.

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