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Il Joint Programme for Neurodegenerative
Disease (JPND) sta acquisendo slancio e il suo obiettivo è
quello di accelerare lo sviluppo di trattamenti per disturbi
come il Parkinson. Come spiega il Dott. Kieran Breen,
l'EPDA si trova in una posizione ideale per contribuire.
La diffusione delle malattie
neurodegenerative sta aumentando con l'allungarsi della vita.
Per esempio, gli ultimi dati stimano che il numero delle persone
con Parkinson (PCP) nell'Unione Europea (UE) raddoppierà
entro il 2030, arrivando a circa 2,5 milioni.
Se si fa un confronto con altre malattie correlate all'età
come le malattie cardiache e il cancro, tuttavia, si rileva una
cifra di denaro relativamente ridotta investita nella ricerca
sul Parkinson in Europa - e questo investimento tende ad essere
frammentato e non adeguatamente coordinato.
Per questo motivo, nel 2008 è nato il programma congiunto
per le malattie neurodegenerative (Joint Programme for Neurodegenerative
Disease - JPND) dell'UE. Quest'iniziativa internazionale, che
coinvolge 23 Paesi, si propone di fornire un quadro generale
per una maggiore collaborazione tra i ricercatori e i finanziatori
della ricerca nell'EU, eliminare eventuali duplicazioni ed ottenere
il massimo dai finanziamenti disponibili. La speranza è
che lavorare insieme possa aiutare i ricercatori europei ad accelerare
gli sviluppi, convertire la ricerca di base in ricerca clinica
e avvicinarci alle cure tanto attese.
Il primo obiettivo del JPND è stato quello di sviluppare
un'Agenda Strategica per la Ricerca (SRA), che individua le aree
scientifiche di intervento che accelereranno il progresso della
ricerca sulla causa, la cura e l'assistenza per le malattie neurodegenerative.
Per quanto ci sia un comitato di consulenza scientifica a supportare
l'implementazione dell'agenda, le organizzazioni rappresentanti
i diversi gruppi di interesse coinvolti hanno avuto un ruolo
chiave nell'elaborare l'agenda strategica e hanno contribuito
ad individuare le principali priorità. (Io ho rappresentato
l'EPDA e sostenuto la causa della ricerca sul Parkinson in occasione
di due di questi incontri.) L'agenda strategica del JPND prevede
tre ampie aree di intervento: ricerca di base, ricerca clinica
e assistenza sanitaria/ricerca sociale.
RISCHIO E RICOMPENSA
Una delle "aree cliniche di intervento" chiave del
JPND è aumentare la nostra comprensione dell'origine di
condizioni quali il Parkinson. Ciò richiede lo sviluppo
di studi sulla popolazione che coinvolgano un gran numero di
persone (coorti) da studiare su lunghi periodi di tempo. Si spera
che tali studi possano consentirci di individuare i fattori di
rischio chiave in grado di influenzare lo sviluppo della condizione
e aiutarci ad indentificare marcatori biologici che possano condurci
a diagnosi precoci e più accurate. Questo è fondamentale
se vogliamo sviluppare nuove terapia modificanti la malattia.
Anche una migliore comprensione del ruolo dei fattori ambientali
come l'alimentazione e lo stile di vita è essenziale.
Tuttavia, i risultati di questi studi possono essere valutati
rigorosamente soltanto su un vastissimo numero di partecipanti.
Per poter sviluppare la prossima generazione di farmaci in grado
di trattare la condizione piuttosto che i sintomi, abbiamo bisogno
di adeguati sistemi di screening. Lo sviluppo di modelli animali
e di strumenti come le cellule staminali sarà fondamentale
in questo processo - e rappresenta una parte importante del JPND.
Sappiamo che il Parkinson non è una condizione univoca,
pertanto dobbiamo assicurarsi che per i trial clinici siano reclutati
pazienti appropriati in modo da garantire risultati più
accurati. Tale obiettivo corrisponde perfettamente allo scopo
del JPND di sviluppare gruppi coorte - e le organizzazioni dei
pazienti avranno un ruolo fondamentale nell'informare le PCP
su queste sperimentazioni.
Da ultimo, la conversione della ricerca in assistenza sanitaria
e sociale è stata identificata come una delle priorità
chiave del JPND. Ciò implicherà il dover considerare
la convenienza in termini di costi dei diversi trattamenti ed
interventi e usare questi risultati per sviluppare un codice
di best practice che possa essere usato in tutta Europa
(pur rimanendo sensibili alle differenze locali e culturali).
Il ruolo delle persone che assistono le PCP e il supporto alle
stesse sarà un altro fattore chiave da considerare in
questo processo.
Il JPND spera di accelerare il passo della ricerca sul Parkinson
in Europa nei prossimi dieci anni. L'EPDA ha svolto un ruolo
fondamentale nel rappresentare il punto di vista delle PCP durante
lo sviluppo del programma e continuerà a farlo nel corso
dell'implementazione dell'agenda strategica.
Il Dott. Kieran Breen è
responsabile per la ricerca e l'innovazione presso Parkinson's
UK. Maggiori informazioni sul JPND possono essere trovate su
www.neurodegenerationresearch.eu.
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