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Per quanto unazienda
farmaceutica si sforzi, di tanto in tanto può succedere
che si verifichino delle carenze a causa di problemi di fornitura
o di qualità o magari per uninaspettata eruzione
vulcanica. Ma cosa si potrebbe fare per migliorare le cose? Il
dott. Paul Robinson, direttore medico di MSD UK, spiega
come lazienda stia cercando di migliorare la situazione.
È già capitato a tutti di sperimentare la frustrazione
di andare al supermercato per comprare un prodotto duso
comune e scoprire che era esaurito. Siamo un po infastiditi
ma alla fine decidiamo di acquistare un prodotto di unaltra
marca e continuiamo a fare la spesa. Ma cosa succede se il prodotto
che vogliamo, e soprattutto di cui abbiamo bisogno, ci serve
per alzarci al mattino, per andare al lavoro o controllare le
nostre funzioni corporee?
Qualunque sia la ragione dellesaurimento delle scorte (potrebbe
trattarsi di problemi con la fornitura, di difetti qualitativi
o di una bizzarra eruzione vulcanica), esse si verificano di
tanto in tanto. Tuttavia, il fatto che i pazienti non riescano
ad avere le medicine di cui hanno bisogno mina la ragion dessere
stessa dellindustria farmaceutica e causa frustrazione
a tutti i soggetti coinvolti.
Questo articolo è basato sulle discussioni durante lincontro
dellEPDA nellambito del Congresso Mondiale sul Parkinson
tenutosi a Glasgow lo scorso settembre. Il workshop era ispirato
ad uno scenario di vita reale (una carenza globale di Sinemet,
un prodotto utilizzato comunemente contro il Parkinson) ma il
caso è applicabile a molti altri ambiti. La speranza è
che la lezione appresa possa essere condivisa e adattata da altri
per gestire meglio situazioni simili e ridurre limpatto
per tutte le parti coinvolte.
EFFETTO DOMINO
In questa particolare situazione la carenza del prodotto era
dovuta ad un cambio del fornitore di uno degli principi attivi,
il che ha comportato la necessità di trovare un nuovo
fornitore e di far approvare le varie modifiche alle autorizzazioni
di vendita in ciascun paese nel quale il prodotto era commercializzato.
Si tratta di un processo lungo e complesso con numerose conseguenze
ad ampio raggio che possono influenzare ogni fase del processo
produttivo, come mostra il grafico a fronte.
Alla fine del 2009, MSD UK (una controllata dellazienda
farmaceutica Merck & Co., Inc.) cominciò col comunicare
le imminenti carenze alle associazioni professionali (neurologi
e infermiere specializzate nel Parkinson), alle organizzazioni
di pazienti del Regno Unito, ai farmacisti, alle autorità
competenti e al ministero della salute.
Ciò ebbe come unica conseguenza una scarsa copertura mediatica.
Nella prima metà del 2010, la disponibilità del
farmaco calò gradualmente ma le persone con Parkinson
(PCP) erano per lo più ancora in grado di reperirlo cambiando
farmacia o aspettando qualche giorno in più.
A metà del 2010 la disponibilità era più
limitata e sempre più PCP cominciarono a rivolgersi a
Parkinsons UK e a MSD per ottenere spiegazioni, per sapere
quando la fornitura sarebbe ripresa e per avere una consulenza
medica sulle terapie alternative.
Sebbene fossero disponibili farmaci generici alternativi, la
fedeltà alla marca e il beneficio percepito di utilizzare
sempre lo stesso prodotto rendevano le PCP reticenti a cambiare
cura. Anche i medici generici erano riluttanti a prescrivere
un medicinale diverso alle PCP siccome le decisioni relative
alle cure per il Parkinson sono generalmente prese dagli specialisti.
Intanto, si agiva in diverse direzioni per ridurre limpatto
del problema. MSD ha creato un processo di distribuzione avvalendosi
di un grossista per ottimizzare la distribuzione delle limitate
quantità di prodotto che arrivavano nel paese e per evitare
che le scorte rimanessero inutilmente in giacenza nei magazzini
o sugli scaffali delle farmacie. Settimanalmente lazienda
forniva al ministero della salute i dati relativi alle scorte
e degli aggiornamenti sulla situazione. Anche i pazienti avevano
cominciato a mobilitarsi attraverso Parkinsons UK e lEPDA.
IN CERCA DI RISPOSTE
Con laumento del numero di richiesta da parte delle PCP,
Parkinsons UK lanciò una campagna per comprendere
a fondo le ragioni dei problemi di approvvigionamento e chiese
a MSD di informare direttamente le PCP utilizzando il suo sito
internet come forum dove porre domande. MSD rispondeva alle domande
entro una settimana.
I vari canali di comunicazione dettero voce alle preoccupazioni
e alle frustrazioni di numerose PCP mettendo MSD a conoscenza
delle numerose domande della gente e dellimportanza di
fornire unadeguata informazione. Tramite questa comunicazione
aperta, MSD ha avuto modo di scoprire limportanza di collaborare
tempestivamente con gruppi di pazienti per evitare il dilagare
dellincertezza; abbiamo messo le mani in alto e abbiamo
detto: Ci dispiace. Avremmo potuto gestire meglio certi
aspetti della situazione.
FRUSTRAZIONI RECIPROCHE
Quindi cosa avrebbe potuto fare MSD (o qualsiasi altra azienda)
per gestire meglio la situazione? La mancanza di un maggiore
intervento nei primi giorni di carenza è sfociata in inutili
speculazioni. Il problema era legato ad esportazioni parallele?
MSD ha privilegiato le vendite in paesi che garantivano profitti
maggiori? La produzione di Sinemet stava per essere interrotta?
Anche i parlamentari cominciarono a porre domande per conto dei
propri elettori mentre le notizie radiofoniche gettavano benzina
sul fuoco.
Nonostante si cercasse di spiegare che MSD non poteva ripristinare
immediatamente la fornitura, divenne chiaro che la mancanza di
informazioni sul complesso processo produttivo dei farmaci incoraggiava
conversazioni frustranti per entrambe le parti.
Una PCP di 80 anni non conosce e non è interessata alle
ripercussioni globali e alla pianificazione a lungo termine necessaria
in un ambiente normativo così severo ed è naturale
che sia così. Proprio per questo il settore deve collaborare
più strettamente con le organizzazioni di pazienti per
creare un indispensabile punto dincontro.
Il workshop dellEPDA a Glasgow ci ha permesso di capire
meglio quali fossero le preoccupazioni e i dubbi nelle organizzazioni
regionali affiliate allEPDA. Ci è stato detto che
nonostante ci fossimo messi in comunicazione con le organizzazioni
di pazienti già allinizio della crisi, era necessario
raggiungere un migliore equilibrio tra il tentativo di informare
i membri dellEPDA al momento debito e quello di non scatenare
inutili preoccupazioni o una corsa alle scorte che potrebbe trasformare
da un giorno allaltro un problema di approvvigionamento
in una grave penuria del prodotto.
Su un punto cera assoluto accordo: la necessità
di elaborare un piano di comunicazione chiaro ed efficace da
attuare in tutta Europa contemporaneamente. Vista la complessità
della produzione farmaceutica è sorprendente che non ci
siano problemi più di frequente. Tuttavia quando i problemi
si verificano hanno un forte impatto sui soggetti coinvolti.
Speriamo di poter applicare ciò che abbiamo imparato nella
nostra strategia comunicativa per le carenze di prodotti con
lobiettivo primario di ridurre le preoccupazioni delle
PCP e di chi le assiste.
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