|
Il 'volto nascosto' del Parkinson
ha ricevuto una significativa iniezione di credibilità
grazie a uno studio americano sul fenomeno dei sintomi da astinenza
acuta in caso di riduzione del farmaco. Lo studio ha denominato
questi sintomi "sindrome da astinenza di agonisti dopaminergici"
(o DAWS).
Pubblicato nell'edizione di gennaio della rivista Archives of
Neurology, lo studio sostiene che la riduzione del dosaggio di
farmaci agonisti dopaminergici può causare sintomi acuti
da astinenza simili a quelli osservati nei cocainomani.
I ricercatori affermano che questi sintomi - tra cui ansia, attacchi
di panico, depressione, sudore, nausea, dolore generalizzato,
affaticamento, giramenti di testa e necessità compulsiva
di assumere il farmaco - non sono solo gravi, ma non alleviabili
con l'assunzione di altri farmaci per il trattamento del Parkinson.
"Gli agonisti dopaminergici agiscono stimolando i sistemi
di ricompensa del cervello proprio come la cocaina e le metamfetamine"
afferma l'autrice dello studio, Dott. Melissa J Nirenberg. "Questo
spiega perché i sintomi da astinenza sono simili, soprattutto
nei soggetti con elevata esposizione cumulativa al farmaco."
In commercio dagli anni novanta, gli agonisti dopaminergici sono
farmaci altamente efficaci prescritti a molte persone con Parkinson
(PCP) per evitare gli effetti collaterali del levodopa, un farmaco
tipicamente usato per trattare i sintomi della malattia, in particolare
quei movimenti anomali involontari definiti 'discinesie'.
Gli effetti collaterali di questi agonisti destano crescenti
preoccupazioni soprattutto perché possono dare luogo a
comportamenti incontrollati e compulsivi, definiti 'disturbi
del controllo degli impulsi' (ICD). Gli ICD si verificano nel
14-17% circa delle PCP che assumono questi farmaci e possono
verificarsi anche in soggetti che assumono gli agonisti dopaminergici
per trattare altre condizioni cliniche.
Originating
EPDA Plus issue on the EPDA website
Torna al riepilogo di EPDAPLUS
Primavera 2010: Vai |