Notizie sulla malattia di Parkinson raccolte nel 2017.

Riprogrammare cellule per alleviare il Parkinson. Una sperimentazione sui topi ha dimostrato che è possibile riprogrammare cellule non neuronali presenti nel cervello, gli astrociti, per farle diventare neuroni che producono dopamina. L'obiettivo finale dell'esperimento è ridurre parte della perdita di questi neuroni causata dal morbo di Parkinson.
(LeScienze.it) 12 aprile 2017

Due ore e mezza a settimana di esercizio fisico. Questa la 'ricetta' per sperimentare un minor declino della qualità di vita e della mobilità quando si ha il Parkinson. A identificarla una ricerca condotta da un team guidato dalla Northwestern University di Chicago, pubblicata sulla rivista Journal of Parkinson's Disease.
(ANSA.it) 24 marzo 2017

L’ideazione suicida e il rischio di suicidio nel Morbo di Parkinson. Secondo vari studi, la frequenza di ideazione suicida nei pazienti con Morbo di Parkinson sembra essere superiore a quella emersa nella popolazione anziana.
(StateofMind.it) 6 marzo 2017

Nella lotta contro il Morbo di Parkinson, i ricercatori hanno individuato un nuovo bersaglio da prendere di mira. Si tratta di una proteina chiamata SV2C. La glicoproteina SV2C fa parte di una famiglia di proteine coinvolte nella regolazione del rilascio di neurotrasmettitori nel cervello. Ora, la nuova ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mostra che è in grado di controllare il rilascio di dopamina nel cervello.
(ANSA.it) 1 marzo 2017

Un composto presente nell'intestino degli squali potrebbe divenire la base per un farmaco contro il morbo di Parkinson. E' quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of The National Academy of Sciences. La cosiddetta squalamina può bloccare il processo molecolare considerato alla base della malattia neurodegenerativa.
(TGcom24) 20 gennaio 2017

La causa del morbo di Parkinson potrebbe non risiedere nel cervello, quanto nell’intestino. Alcuni batteri intestinali sembrano infatti giocare un ruolo chiave nell’accumulo di quelle proteine «deformi» che innescano la morte dei neuroni dopaminergici e la conseguente comparsa dei disordini motori.
(LaStampa.it) 9 gennaio 2017