Aperta la prima banca di cellule staminali.
Virgilio.it
(23 maggio 2004)

Accoglierà due embrioni sviluppati dal King's College di Londra.

In Gran Bretagna è stata inaugurata la prima banca che raccoglie cellule staminali per la ricerca scientifica. Il centro, nell'Istituto nazionale per gli standard ed il controllo biologici, situato nello Hertfordshire, accoglierà due cellule staminali sviluppate dai ricercatori del King's College di Londra e dal Centro per la vita di Newcastle. Lo riferisce il quotidiano britannico "Guardian".

L'obiettivo è di conservare, analizzare e clonare e distribuire le cellule ai ricercatori in tutto il mondo che ne facessero richiesta, nella speranza di trovare nuove cure per il morbo di Alzhemier e di Parkinson, oltre al diabete, la distrofia muscolare e le malattie cardiovascolari. La banca è stata creata grazie ad un finanziamento pubblico di 40 milioni di sterline (quasi 60 milioni di euro).

"E' un evento molto emozionante" ha dichiarato Colin Blakemore, direttore del Consiglio di ricerca medica. "E' un passo assolutamente essenziale sulla strada che porta alle terapie basate sulle cellule staminali, che tutti riconoscono essere uno sviluppo potenzialmente molto importante per la medicina", ha aggiunto.

Ma il centro ha già suscitato polemiche tra i gruppi anti abortisti, che sono fortemente contrari alla ricerca in questo campo, perchè utilizza cellule derivanti da embrioni umani. La ricerca embrionale - la quale se abusata potrebbe portare alla clonazione umana - è stata condannata anche dalla Chiesa Cattolica, e vietata in Italia. Il parlamento britannico ha approvato una legge nel 2001 che ne consente lo svolgimento dietro l'osservanza di alcune limitazioni molto severe, che vietano espressamente la clonazione umana. La questione è ora all'esame del Parlamento europeo, che potrebbe decidere di vietare la pratica in tutta l'Unione europea.

Negli Stati Uniti, il presidente George W. Bush ha deciso di vietare l'uso di fondi pubblici per la ricerca embrionale, alla quale è personalmente contrario.

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