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La batteria più piccola del mondo
la Repubblica.it, Affari Finanza, di Massimo Miccoli
(13 ottobre 2003)

Si perde tra le dita, la più piccola batteria del mondo, ha un diametro di 2,9 millimetri ed è lunga 13: un cerino, per avere un'idea. Nata dalla collaborazione tra l'Argonne National Laboratory Usa e la società californiana Quallion, la mini pila, che ha la potenza di una tradizionale stilo del tipo AA, una volta caricata conserva l'energia per circa 10 anni. Dimensioni, potenza e durata. La batteria potrebbe essere impiegata per alimentare neuroni bionici, strumenti miniaturizzati capaci di emettere gli impulsi necessari per la stimolazione di muscoli e nervi danneggiati. Le dimensioni ridotte consentiranno ai chirurghi l'uso di tecniche non invasive per l'impianto di neuroni bionici riducendo, al tempo stesso, traumi e rischi d'infezione.
La piccola centrale elettrica sfrutta un polimero del polysiloxane, un materiale che presenta una conduttività fino ad oggi mai raggiunta. La ricarica della batteria può essere effettuata senza fili attraverso la generazioni di un campo magnetico esterno. Ciò nel caso delle applicazioni chirurgiche presenta notevoli vantaggi, dato che la batteria non deve essere asportata e poi reimpiantata. Sempre a distanza è possibile riprogrammare la batteria per modificarne, ad esempio, il ritmo nella generazione degli impulsi.
Ricerca e sperimentazione vanno avanti. Se tutto andrà per il verso giusto, i micro stimolatori potranno essere impiegati in diversi tipi di trattamento medico: per limitare i tremiti dei muscoli nei casi di Parkinson, per stimolare muscoli danneggiati e perfino per il trattamento di emicranie croniche.
In futuro insiemi di queste micro pile potrebbero trova posto nei telefonini e nei computer portatili e in altri dispositivi elettronici. Ma al momento i ricercatori pensano soprattutto al settore medico dove attualmente sono impiegati sistemi meno efficienti e duraturi.
Grazie alla ridotte dimensioni, infatti, sarà possibile per la prima volta inserire gli stimolatori direttamente nel corpo del paziente, nel muscolo, con precisione millimetrica. Operazione fino ad oggi impossibile.
Gli impulsi elettrici sono già impiegati per la stimolazione di muscoli nella fisioterapia, ma i metodi attuali risultano essere poco efficaci in confronto alle promesse della nuova pila. La tecnica maggiormente diffusa, infatti, prevede l'applicazione dello stimolatore elettronico sulla pelle del paziente, limitando così il controllo della stimolazione che non può essere focalizzata con precisione sul muscolo.
Unico limite, il costo di produzione di 400 dollari a pila che, avvertono i ricercatori, potrebbe abbassarsi notevolmente nel caso in cui la pila venisse prodotta industrialmente.