La stimolazione cerebrale mi ha regalato una nuova vita.
(A cura del prof. Friedrich Karl Pierau del Max-Plank-Institut per la ricerca psicologica e clinica - Bad Nauheim (D))


Particolarmente forte fu l'interesse al Simposio sulla stimolazione cerebrale profonda per la cura della sindrome di Parkinson organizzata dal DPV- Deutsche Parkinson Verein di Bad Nauheim assieme alla Clinica Parkinson di Bad Nauheim presso l'Istituto Kerckhoff il 25 aprile 2001. Hanno partecipato alla conferenza ben 270 partecipanti contro i 150 previsti provenienti dalla zona di Hessen e tra di loro, oltre ai medici interessati, moltissimi ammalati di Parkinson e loro parenti.

Punti privilegiati per la stimolazione ad altra frequenza sono zone del nucleo subtalamico perché qui il tremore e la rigidità e le discinesie possono essere positivamente influenzate.
Fatta eccezione per l'anestesia locale per la foratura delle due aperture nel cranio e per l'apertura della corteccia cerebrale, l’operazione che può durare dalle 6 alle 8 ore, avviene senza anestesia perché il paziente durante il posizionamento degli elettrodi dovrà collaborare attivamente e la posizione finale degli elettrodi può essere determinata solo con la collaborazione e le reazioni dell'interessato.
Benché il paziente non senta nessun dolore, perché il tessuto cerebrale non sente il dolore, l'operazione presenta per il paziente un enorme impegno fisico e psichico che può essere affrontato solo con un’intensa assistenza e d'altra parte il posizionamento definitivo degli elettrodi può essere stabilito solo dalle reazioni del paziente stesso.
Alla fine dell'operazione il paziente può rendersi conto dei risultati dell'operazione stessa tramite alcuni test.
Dopo 3 giorni ed in anestesia generale, viene fatta l'applicazione dell'apparecchio come se si trattasse di uno stimolatore cardiaco che viene sistemato sotto la clavicola e collegato con due cavi sotto pelle agli elettrodi stimolatori.
Dopo circa due settimane il paziente può lasciare la clinica portando con sé un numero di telefono con il cui aiuto può collegarsi in ogni momento con un partner che ha partecipato all'operazione.
Il dott. Deisenberger fa presente che per la maggior parte degli ammalati i sintomi della malattia dopo
l'operazione sono notevolmente migliorati. Però l'intervento operativo - come per ogni altra malattia - presenta una quota di rischio.
Nel 5% dei casi gli operati presentano problemi di carattere neurologico. Per contro il pericolo di emorragia è dell'1 %.
In tutti i casi però dopo l'operazione si ha una grossa riduzione delle dosi dei medicinali e talvolta non c'è più bisogno di L-Dopa.
1 tre parkinsoniani già operati e presenti in sala che vivono da circa un anno con lo stimolatore cerebrale hanno parlato della loro penosa esperienza ante-operazione e del grosso cambiamento avvenuto in conseguenza dell'operazione stessa.
Così per esempio la signora Onnebrink, ha detto che prima dell'operazione era costretta di rimanere a casa. Essa ha accompagnato la sua relazione con delle riprese video che testimoniano la sua nuova ,situazione. Lo stimolatore mi ha restituito la libertà e ha proseguito dicendo che ora si può spostare completamente da sola, andare al teatro, al cinema e viaggiare.
La riconquistata mobilità ed il suo ritorno nell'ambito del campo del sociale con il vicinato è stato pure testimoniato dal sig. Teichert che ora può anche dedicarsi alla pesca e al giardinaggio grazie allo stimolatore.
Il dott. Washausen ha gridato alla fine dei suo intervento "Lo stimolatore mi ha regalato una nuova vita!".
Dopo la conferenza e le testimonianze ci fu un vivacissimo intervento dei partecipanti all'incontro. Tra le più insistenti domande, chiarimenti sulle variazioni del dosaggio medicinale prima e dopo l'operazione come pure circa l'andamento delle discinesie.
Frequenti gli interventi dei medici e dei pazienti operati riguardanti gli interventi tecnici su disturbi dovuti alla presenza dell'apparecchio, sulle precauzioni e attenzioni da prendere con particolare riguardo ai controlli di sicurezza elettronici in caso di viaggi aerei.
E stato pure esaminato il rapporto costi e vantaggi in confronto con il trattamento con i medicinali.
Non è stata data nessuna risposta documentale relativamente alla durata degli effetti positivi della operazione, perché la nuova tecnica (l'operazione) è troppo giovane e pertanto manca una precisa testimonianza.
Nella maggioranza delle cliniche tedesche essa viene applicata normalmente ormai da due-tre anni. In questo intervallo di tempo solo in pochi casi ci sono stati dei peggioramenti degli effetti della malattia.
Altrettanto favorevole è stato l'andamento del trattamento per i pochi pazienti operati già da 5-6 anni in diverse regioni della Germania.

Attualità Parkinson - n.ro 14, settembre 2002