Consulenza medica
Alle Vs. domande risponde
il dott. Peter P. Pramstaller Neurologo presso l'ospedale Regionale
di Bolzano |
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Le domande possono essere mandate
per iscritto oppure fatte telefonicamente all'Associazione Alto
Atesina per Parkinson e malattie affini, Tel. 0471-1931888, via
Galileo Galilei 4/a, 39100 Bolzano.
Domanda: Ho 83 anni e da circa 18 anni soffro
di Parkinson. Da circa 6 mesi durante i pasti devo tossire sempre
di più e mi va di traverso il cibo. Inoltre da poco tempo
e per la seconda volta soffro di polmonite con colpi di febbre.
E il mio Parkinson che è peggiorato oppure si tratta
di qualcosa d'altro?
Risposta PPP: E risaputo che i Parkinsoniani
ammalati da lungo tempo soffrono spesso della difficoltà
ad ingerire gli alimenti. In questi pazienti tutti i muscoli
del movimento sono ritardati e ciò interessa anche i muscoli
del collo, lingua, bocca, gola, che sono interessati all'ingestione,
nonché quelli dell'esofago e respiratorio. Tutto ciò
rende difficile l'ingoio che interessa un complesso di circa
50 muscoli diversi. La situazione viene peggiorata dal portamento
personale. Ripetute polmoniti possono essere un segnale di disturbo
dell'ingestione quando resti del mangiare penetrano nelle vie
respiratorie. Tra i singoli pasti e dopo quando ci si sdraia
a letto, spesso si rileva un fischio dovuto alla saliva nei condotti
respiratori. La saliva ed i resti del mangiare colpiscono non
solo le vie respiratorie ma si depositano progressivamente nei
polmoni e ciò provoca le polmoniti e la febbre. E
molto importante riconoscere per tempo questi problemi di ingestione.
Aiuti agli ammalati e curanti sono difficili ma possibili.
Sintomi premunitori:
· Frequenza della tosse durante i pasti a Ripetute polmoniti
· Voce poco chiara e confusa dopo l'ingestione di liquidi
particolarmente iniziando parole con A e 1
Trattamento complessivo:
· Allenamento al portamento del corpo, terapie della parola.
· Bere separato dal mangiare.
· Attenzione all'ingestione di pietanze miste (Zuppa con
pasta, fagioli ecc.)
· Eventualmente sminuzzare il tutto.
· Evitare succhi di frutta e caffè a causa della
loro acidità. Nel caso di disturbi leggeri bere acqua
non gasata o tè di camomilla perché entrambi sono
poco aggressivi e non provocano lesioni delle vie respiratorie
o dei polmoni.
· Rispettare al massimo gli orari di ingestione dei medicinali
Parkinson ed approfittare dei momenti del loro maggiore effetto
per ingerire gli alimenti.
· Eventualmente ricorrere a forme liquide di L-Dopa (Sinemet
25/100 o Madopar solubile in acqua). Non mescolare L-Dopa con
preparati a base di ricotta o yoghurt.
· Nei casi gravi utilizzare apomorfina subcutanea.
In ogni caso consultate il
vostro neurologo che può fare una diagnosi accurata e
prescrivere una adeguata terapia.
Attualità Parkinson
- n.ro 14, settembre 2002 |