Freezing e laser pointer.
(Anica Mendini, studentessa di Fisioterapia)

Il fenomeno del "freezing", conosciuto anche come "congelamento", è un disturbo del cammino associato ai parkinsonismi. I pazienti lo descrivono comunemente come una sensazione unica per cui i piedi rimangono incollati al pavimento come congelati. Scientificamente il termine "freezing" si riferisce a episodi transitori, solitamente della durata di qualche secondo, in cui il paziente è incapace di iniziare o continuare il movimento in una situazione di relativamente buona abilità motoria. E' un fenomeno estremamente variabile nell'apparenza e nella severità.
Attualmente sembra che la primaria e fondamentale anormalità abbia sede nei nuclei della base, i quali hanno il compito di pianificare e di mettere in sequenza i movimenti volontari. Nei parkinsoniani affetti da freezing sembra non ci sia la perdita dei programmi motori della deambulazione, ma si pensa piuttosto all'incapacità di richiamarli in quel preciso momento
(1).
E' un fenomeno comune nel morbo di Parkinson Idiopatico (ne soffrono circa il 32% dei pazienti affetti)
(2), in cui la prevalenza aumenta con il progredire della malattia. Negli stadi avanzati, infatti, può diventare il sintomo maggiore, provocando significativa disabilità con alto impatto sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane (ADL).
Il freezing del cammino fa parte della bradicinesia (o lentezza nei movimenti), ed è più precisamente collegato all'esecuzione anormale di compiti complessi come gesti ripetitivi, simultanei, automatici e sequenziali.
Appare tipicamente all'inizio del cammino oppure quando il paziente è forzato a cambiare il suo normale e automatico ritmo, ad esempio in ambiente stretto o quando si raggiunge la destinazione, oppure in risposta a situazioni stressanti, come lo squillare del telefono, del campanello della porta o in ascensore.
Oltre allo stretto collegamento tra stadi avanzati della malattia e comparsa del freezing, una delle maggiori cause è il trattamento a lungo termine con L-Dopa. Ci sono, infatti, fondamentalmente due tipi di freezing in pazienti con morbo di Parkinson trattati con L-Dopa. Il più comune è "off" freezing o effetto di fine dose, che si può migliorare regolando il dosaggio dei farmaci. Più raramente invece, si può osservare "on" freezing, che purtroppo è resistente al trattamento farmacologico. Essendo un disturbo molto complesso esistono diverse possibilità di trattamento, come l'approccio comportamentale, quello medico-farmacologico e quello chirurgico. In particolare l'utilizzo dell'attenzione e di stratagemmi di ogni tipo sono approcci terapeutici molto efficaci per sconfiggere il freezing del cammino.

Tali trucchi possono essere divisi in:
* Modificazioni del cammino da parte del paziente da solo o con l'assistenza di un'altra persona;
* Utilizzo di stimoli uditivi (es. metronomo), verbali (es. dare il ritmo: un, due, un, due ...) e visivi (laser-pointer o puntatore laser, strisce sul pavimento).

In questo articolo vorrei parlarvi e presentarvi la mia esperienza con il puntatore laser, proposta dal Dott. Fabio Baronti e dal team riabilitativo della Clinica Bethesda di Tschugg (CH). Questa idea mi è piaciuta in quanto è uno strumento poco ingombrante (è contenuto in una mano e si può agganciare al cinturino dell'orologio per non perderlo), è economico, ma soprattutto perché si può usare in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Infatti, a differenza del bastone invertito (pericoloso perché il paziente si può inciampare) e delle linee sul pavimento (limitano il percorso e quindi la libertà del paziente), il laser-pointer viene usato all'occorrenza sia all'aperto sia in casa e non è nemmeno uno strumento molto appariscente, per cui spesso passa inosservato dalle altre persone.
Il raggio del laser emesso da questo strumento deve essere proiettato davanti al piede di partenza e il paziente deve pestare o superare con questo il punto rosso che appare sul pavimento.
Con la collaborazione di alcuni pazienti proposti dal Dott. Pramstaller e l'aiuto di Andreas, l'infermiere dell'Associazione Parkinson, ho proposto questo metodo ed ho valutato la sua efficacia nell'influenzare il cammino con freezing. Analizzando attentamente i dati raccolti in questo piccolo studio, ho potuto notare come sia evidente un netto miglioramento e cioè un aumento della velocità e una corrispondente diminuzione dei passi necessari per percorrere una certa distanza nel caso in cui sia utilizzato il laser-pointer (ciò significa che il singolo passo si è allungato). 1 pazienti hanno presentano un cammino più fluido, sicuro e stabile e sono stati soddisfatti dell'esperienza.
Ovviamente oltre a questa soluzione ne esistono molte altre, l'importante è trovare quella adatta ad ogni singola persona ed avere pazienza per provare ed allenarsi e non avvilirsi se al primo tentativo non si raggiungono subito i risultati sperati.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno permesso il realizzarsi di questa interessante esperienza.

Bibliografia:
* Nieuwboer A. et al. (1 997): Is using a cue the clue to the treatment of freezing in Parkinson's disease? Physiotherapy Research International, 2: 125-134.
* Giladi N. (2001): Freezing of gait. Clinical Overview. Advances in Neurology, 47: 191-197.
* Giladi N. et al. (1992): Motor blocks in Parkinson's disease. Neurology, 42: 333-339.

(1) Giladi N.(2001): Freezing of gait. Clinical Overview. Advances in Neurology, 47: 191-197.
(2) Giladi N. et al.(1992): Motor blocks in Parkinson’s disease. Neurology 42: 333-339.

Attualità Parkinson - n.ro 14, settembre 2002