Olanda, marijuana in farmacia come antidolorifico.
Per la prima volta al mondo: "I benefici sono superiori all'assuefazione".
Maria Maggiore, da: La Stampa, 2 settembre 2003
Bruxelles - Dai coffee shop alle farmacie, l'Olanda non finisce mai di stupire. Da ieri la cannabis, o marijuana, può essere venduta anche in farmacia, dietro presentazione di una ricetta medica.
Il governo dell'Aia infatti, dopo un esperimento durato due anni su malati terminali, ha deciso di utilizzare i principii rilassanti dello spinello per pazienti afflitti da cancro, Aids o sclerosi multipla. La cannabis verrà consigliata dai dottori olandesi per il trattamento dei peggiori sintomi che intervengono negli stadi avanzati della malattia: il dolore cronico, la nausea, la perdita d'appetito nei malati terminali per cancro e Aids, gli spasmi nelle persone affette da sclerosi multipla e i tic fisici e verbali della sindrome di Tourette.
Così il piccolo Regno dei Paesi Bassi, fiero della sua tolleranza storica, scala ancora una volta un primato mondiale. Dopo la legge sull'eutanasia e quella sui matrimoni gay, ora è la volta della "canna" venduta in farmacia. Non liberamente, perché dosi, consumo e prezzi vengono rigorosamente fissati da una legge del 2001, che è entrata ieri in vigore.
Si potranno vendere al massimo cinque grammi alla volta, con due dosaggi diversi della stessa varietà indicata dalla legge, la Thc (Tetrahydrocannabinol). Il farmaco più leggero, con il 15 per cento di Thc costerà 44 euro e quello a più alto dosaggio (18 per cento di marijuana) 50 euro, entrambi quasi il doppio dei prezzi praticati nei coffee shop di Amsterdam. Ma il costo elevato - spiegano le autorità - si giustifica per i severi controlli ai quali saranno sottoposti i farmaci per evitare infezioni con batteri oppure germi.
Il Ministero della Sanità ha pensato a tutto. Ha firmato un contratto con due produttori di marijuana per le forniture farmaceutiche e predisposto il rimborso per i 7 mila pazienti olandesi che per le loro malattie incurabili potrebbero beneficiare della "cannabis terapeutica".
Adesso 1650 farmacie, 400 medici e 80 ospedali possono vendere erba, se - precisa un comunicato del Ministero della Sanità - le cure tradizionali non hanno più effetto oppure quando i farmaci "classici" producono gravi effetti collaterali. "E' soltanto un modo per portare alla luce del sole una pratica già diffusa da anni", aggiunge il Ministero olandese, secondo il quale i pazienti già andavano nei coffee shops a procurarsi la cannabis.
Gli effetti benefici sono di gran lunga più importanti, secondo il Governo, dell'assuefazione che produce l'uso di questa droga "dolce". La marijuana diminuirebbe infatti la rigidità dei malati affetti da sclerosi multipla, ridurrebbe la perdita di appetito dovuta alle chemioterapie e i dolori delle malattie neurologiche.
"I farmacisti spiegheranno come usare questa droga", spiega Caroline de Roos, portavoce dell'Associazione reale dei farmacisti olandesi. "E' consigliato di inalarla come un normale aerosol, oppure di berla in infusione, come una tisana". L'Associazione dei farmacisti scoraggia invece dal fumarla, perché la combustione potrebbe liberare degli agenti nocivi alla salute dei pazienti.
Una prima assoluta questa dell'Olanda. Il Canada, la Germania e l'Australia sono sulla stessa via, avendo già autorizzato un uso limitato di cannabis, sempre il Thc, ma i Paesi Bassi vanno oltre, perché ne permettono la vendita nelle farmacie e l'uso privato.
In Europa anche il Regno Unito e il Belgio stanno studiando dei medicinali a base di marijuana da confezionare come antidolorifici.