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Parkinson, la medicina cinese può aiutare a fermare i tremori.
Il Giornale di Vicenza
di: mau. masc.
(19 ottobre 2003)

Novità dal convegno dell'Associazione vicentina a S. Giuseppe.

C'è una nuova via per convivere in maniera migliore con il morbo di Parkinson: "E' quella di coniugare le cure occidentali con i saggi consigli dell'antica medicina cinese e i suoi esercizi psico-motori , quali il Tai Chi Chuan". Lo ha detto il dott. Guido Galvanini, per anni primario ospedaliero e oggi specialista di medicina cinese, nell'ambito di un convegno sulle Terapie riabilitative promosso dall'Associazione vicentina malattia di Parkinson. Combattere il Parkinson non solo con i farmaci e le terapie occidentali, ma anche con l'ausilio della medicina cinese. "Due medicine che io ritengo complementari e non alternative l'una all'altra - ha sostenuto Galvanini - Se il nostro scopo è quello di offrire ai parkinsoniani una terapia e una qualità della vita migliori, la mia esperienza mi porta a dire che la medicina cinese, unita agli esercizi motori di Tai Chi Chuan, offre loro tanti e nuovi benefici".
Sono circa 500 mila i malati di Parkinson in Italia, e nel Vicentino hanno già largamente superato il migliaio.
"E' una malattia che colpisce sempre di più, in quanto è legata all'allungamento dell'età - ha sostenuto il dott. Luigi Bartolomei, neurologo al San Bortolo - Non mancano però manifestazioni di Parkinson in età giovanile, causate da forme genetiche". Grazie anche all'attività svolta dall'Associazione vicentina malattia di Parkinson, le persone colpite da questa malattia ("Non è facile convivere con una malattia subdola, che peggiora lentamente e inesorabilment" ha testimoniato Alfonsina Bassanello, da 18 anni parkinsoniana) stanno maturando nuove consapevolezze.
Non a caso sono già una ventina i malati di Parkinson che praticano (nella palestra di S. Giuseppe a Vicenza), sotto la guida di uno specialista, Pierluigi Nicolazzo, gli esercizi fisico-motori del Tai Chi Chuan, antica disciplina imperniata sul movimento, la postura, il rilassamento. Un'esperienza che a molti di loro ha già aperto nuove frontiere di qualità della vita rispetto al passato. "Con la medicina cinese non si blocca la malattia - ha detto senza mezzi termini il dottor Galvanini - ma se coniugata a idonei esercizi fisici, come appunto possono essere quelli del Tai Chi, si possono ottenere nel paziente sostanziali miglioramenti, come ad esempio quelli legati alla riduzione dei tremori".
Il passo incerto, la postura sempre più insicura: perchè la medicina cinese, se ben coniugata alle terapie della medicina occidentale, può aiutare i malati di Parkinson?
"La loro medicina ha un approccio completamente diverso dal nostro.
Agopuntura, dietetica, farmacologia nella medicina cinese partono da un punto fermo: il concetto di energia, di emotività.La loro medicina propone terapie psico-motorie che si prestano alla cura dei malati di Parkinson e, più in generale, a tutti quelli che non godono di buona salute.
Un paziente può stare meglio, pur vivendo la sua malattia: è qui che la cultura cinese ci può insegnare molto
".