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Parte la prima cura genica
contro il Parkinson.
da:
Superabile.it, Il portale Inail per il mondo della disabilità
(20 agosto
2003) |
www.superabile.it/Superabile/HomePage/SuperabileNews/parkinson.htm
Negli Stati Uniti la terapia,
ancora in fase sperimentale, è stata autorizzata su 12
pazienti. Il primo a sottoporsi al trattamento è un produttore
televisivo di 55 anni. Nel suo cervello sono stati iniettati
3.5 miliardi di particelle di un virus modificate in modo da
trasportare un gene curativo, che dovrebbe alleviare i disturbi.
Il primo test di una nuova
terapia genica per la cura del morbo di Parkinson è stato
eseguito negli Stati Uniti, a New York, ed ha già suscitato
polemiche. Il paziente, americano, che si è offerto come
volontario per la sperimentazione, la prima al mondo di questo
tipo, è un produttore televisivo di 55 anni, Nathan Klein,
colpito dalla malattia. L'esperimento è stato condotto
da un gruppo della Cornell University di New York ed è
stato tenuto al New York Presbyterian Hospital.
Il concetto su cui si fonda la terapia è di iniettare
nelle cellule del paziente i geni che fanno produrre sostanze
in grado di alleviare i disturbi. I ricercatori, guidati dal
neurologo Michael Kaplitt, professore alla Cornell University
e direttore di neurochirurgia funzionale al Presbyterian, hanno
inserito, attraverso un microcatetere, nel cervello del paziente
particelle di un virus modificate in modo da trasportare un gene
'curativo', che stimola la produzione del neurotrasmettitore
Gaba. Nel cervello di Klein sono state inserite 3.5 miliardi
di particelle virali, ognuna delle quali racchiude una copia
del gene che dovrebbe ridurre nei pazienti diminuire i principali
sintomi della malattia, come il tremori e i movimenti incontrollabili.
Le particelle virali sono frammenti di adenovirus privati del
loro contenuto genetico e resi inoffensivi. Il test è
in fase clinica 1, ossia mira semplicemente ad assicurare che
non il trattamento non procuri danni alla salute. La Food and
Drug Administration, l'Agenzia Usa che regola il mercato dei
farmaci, ha autorizzato la procedura sperimentale per 12 pazienti
colpiti dal morbo in forma grave.
Una serie di esperti giudica però l'esperimento troppo
azzardato e pericoloso. Un rischio evidenziato, infatti, è
che le particelle virali utilizzate per trasportare i geni possano
danneggiare il cervello e distruggere grandi quantità
di neuroni. Ma Klein si è sottoposto al test perfettamente
conscio dei rischi: "So di essere una cavia - ha detto -
ma spero che la terapia funzioni almeno un po'". I primi
esiti sulla sicurezza del trattamento si avranno nel giro di
tre mesi. |