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L'uso ripetuto di molte
droghe ritenute "soft" ha effetti che, in alcuni casi,
possono dar luogo a forme di Parkinson giovanile.
da:
Avvenire on-line
di: Alberto Oliverio
(15 novembre
2003) |
La nuova legge sulla droga
introduce misure più restrittive rispetto al passato e
fissa le quantità, non sempre facilmente accertabili,
che segnano il passo tra l'illecito di tipo amministrativo e
quello di tipo penale. Ma al di là dei criteri fissati,
colpisce il fatto che la legge si inserisca in una realtà
piuttosto sconfortante in cui il consumo di droga investe un
numero sempre più largo di giovani e adulti e in cui si
è fatta strada una tolleranza per l'uso "sporadico"
di sostanze d'abuso come l'ecstasy, le droghe "naturali"
del tipo salvia divinorum, la stessa cocaina. L'allargamento
del numero di droghe disponibili sul mercato, droghe "naturali"
comprese, preoccupa per due ordini di motivi: da un lato i loro
effetti sulla salute, dall'altro la crescente tolleranza sociale
nei loro confronti. Sul primo aspetto si sono più volte
soffermati neuroscienziati e farmacologi: non esiste droga che
non abbia un qualche effetto duraturo sul nostro organismo, in
particolare sul cervello e che sia priva di effetti collaterali.
Ciò non implica che il fumare qualche spinello o l'assumere
una pasticca di ecstasy danneggi irreversibilmente il sistema
nervoso: ma l'uso ripetuto di molte droghe ritenute "soft"
ha effetti che, in alcuni casi, possono anche essere gravi, come
nel caso di alcuni derivati dell'amfetamina che possono dar luogo
a forme di Parkinson giovanile. Il pericolo di molte di queste
droghe è che esse sono spesso "sporche", contaminate
da sostanze chimiche dalle conseguenze imprevedibili, diverse
da partita a partita. La facilità con cui vengono sintetizzate
le droghe "fatte in casa" rende queste sostanze spesso
più insicure e pericolose di quelle commercializzate dai
narcotrafficanti che non vogliono certamente perdere i propri
clienti.
Altrettanto allarmante è notare l'aumento vertiginoso
del consumo di alcolici ritenuti "leggeri" come la
birra da parte dei ragazzi: bere notevoli quantità di
birra ad alta gradazione, come molte birre messicane, spagnole
o canadesi alla moda, significa sviluppare forme di alcolismo
strisciante e produrre danni cerebrali o al fegato. Si tratta
di danni che daranno notizia di sé negli anni, quando
i ragazzi saranno ormai adulti e, forse, non consumeranno più
alcolici coi ritmi attuali.
Come avviene nel caso del doping, le misure di legge inseguono
spesso un fenomeno estremamente dinamico: la lista delle sostanze
dopanti è infatti spesso superata dall'introduzione di
nuove sostanze. Altrettanto avviene nel caso della droga in cui
la legge fotografa una realtà che, purtroppo, è
in continua evoluzione. I ragazzi consumano droghe per i più
svariati motivi ma spesso li accomuna l'idea che "un po'"
di droga non faccia male. E' bene sappiano tuttavia che, oltre
agli incidenti del traffico causati da alcolici o da sostanze
da sballo, la droga ha sempre un qualche effetto duraturo che
si rivela passo dopo passo. E' paradossale che in una cultura
in cui ciò che è naturale e "biologico"
rappresenta spesso un valore, coesista una cultura dell'attentato
alla propria natura biologica, al benessere della propria mente. |