Le nuove frontiere delle cellule staminali in Italia.
La Repubblica.it - Salute
(23 settembre 2004)
Come in molte altre malattie, anche per il futuro delle patologie neurologiche forti speranze sono riposte nella ricerca sulle cellule staminali. Anche perché dalla sperimentazione animale, quella parte della ricerca che si effettua sulle cavie, arrivano notizie che fanno ben sperare.
C'è molta attesa per gli studi su possibili applicazioni nella cura delle distrofie muscolari. La ricerca si basa sul fatto che nei muscoli, ma anche nel sangue e nel midollo osseo, ci sono cellule staminali totipotenti (si differenziano in tutte le nostre cellule) che danno luogo a cellule muscolari adulte e producono pure la distrofina, la proteina che scarseggia nella forma più grave di distrofia muscolare. In Italia ci sta lavorando il professor Nereo Rocco, del Policlinico di Milano: iniettando queste staminali nei muscoli della scimmia, i ricercatori hanno osservato che le cellule si differenziano e ricostituiscono il tessuto muscolare mancante. Altre forti aspettative vengono dagli studi sulla sclerosi multipla. Sperimentazioni sui topi hanno dimostrato che possono funzionare due diverse strade. Cellule staminali ematopoietiche, quelle che generano il sangue, iniettate nei topi, hanno dimostrato un'efficacia immunosoppressiva sull'encefalite allergica, che è il modello sperimentale per la sclerosi multipla. In Italia ci stanno lavorando Uccelli e Mancardi, della Clinica Neurologica, dell'ateneo genovese. Infine sono in corso al S. Raffaele di Milano, presso il gruppo di Angelo Vescovi, sperimentazioni sulle scimmie nel tentativo di riparare le aree nervose danneggiate dal Parkinson e dalle lesioni midollari.
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