In palestra per battere il Parkinson grazie ai volontari e a tanti contributi.
da: L'Arena
(2 gennaio 2004)
Caprino. Una serata per far conoscere ai medici di medicina generale e alle associazioni la realtà dei malati di Parkinson, in modo da diventare i primi referenti della malattia negli ambulatori e tra i propri associati. Questo è emerso dall'incontro "Il malato di Parkinson, una realtà da conoscere" organizzato dal direttore sanitario del distretto di Domegliara e Caprino, Carmine Capaldo, tenutosi nella sala consiliare di Caprino. Proprio a Caprino, il 12 giugno 2000, è stata fondata l'Unione Parkinsoniani, che oggi ha una sede centrale in via Bertoni a Verona e a Caprino l'attiva succursale per la zona del Baldo-Garda. "L'Associazione", afferma il presidente Bruno Origano, "si prefigge una corretta e puntuale informazione sui problemi della malattia e dei risvolti sia del malato sia di chi lo accudisce. C'è poi l'assistenza: abbiamo elaborato una carta dei servizi basilari, presenti sul territorio veronese, ottenendo dai maggiori centri ospedalieri un ambulatorio dedicato dov'è presente sempre un neurologo. Quello che ci proponiamo è di stimolare le istituzioni sanitarie e sociali a far crescere l'attenzione verso l'ammalato di Parkinson".
Da parte sua, Antonino Sergi, neurologo dell'Ospedale di Bussolengo, ha evidenziato il profilo di questa malattia: "è abbastanza frequente, nell'Ulss 22 500 persone su 350mila sono affette da Parkinson, con almeno 50 nuovi casi ogni anno. I sintomi più tipici sono il tremore a riposo e una lenta ma costante riduzione della forza fisica, in assenza di deficit intellettivo. Si tratta di una malattia cronica degenerativa che porta il malato a una difficoltà crescente nel realizzare il movimento concepito".
Dal 1817, quando James Parkinson descrisse la sindrome, "notevoli sono stati i progressi nella sua cura, anche se c'è ancora molta strada da percorrere", ha chiosato il dottor Sergi. Laura De Togni, neurologa del Sacro Cuore di Negrar, ha spiegato quali farmaci possono essere impiegati: "Il farmaco di prima scelta, dopo la diagnosi, è il dopaminagonista. Un altro farmaco potrebbe essere la levodopa, molecola che sostituisce la mancanza di dopamina". Quanto alla terapia chirurgica, "può essere attuata se la malattia è in fase avanzata, la risposta terapeutica è insufficiente e in assenza di malattie internistiche. Non potrebbe essere prescritta a chi soffre di diabete o è cardiopatico. L'intervento viene eseguito nei centri profondi del cervello, ma presenta diversi rischi". Ha proseguito De Togni: "Fondamentale per questi pazienti è l'attività fisica".
In questo contesto l'Unione Parkinsoniani di Verona ha avviato, nel corso del 2001, un'attività di riabilitazione motoria a Sant'Ambrogio di Valpolicella, "inizialmente a pagamento", ha ricordato il presidente Origano, "quindi gratuita, per interessamento del dottor Bortoli, con una sovvenzione dell'Ulss 22. Quest'anno abbiamo formato due gruppi e aiutati dal Comune di Sant'Ambrogio svolgiamo attività riabilitativa nella palestra della scuola elementare ambrosiana e alla Casa diurna degli anziani. I gruppi sono condotti dal dottor Davide Concato".
"Visti i risultati positivi", ha concluso Origano, "speriamo di proseguire, contando sulla disponibilità dell'Ulss e dei Comuni. Sarebbe auspicabile che questo tipo di attività venisse organizzata direttamente dalle Ulss di competenza. E non mi riferisco solo alla 22, ma anche alle Ulss 20 e 21. L'Unione parkinsoniani è a disposizione per fornire alle strutture la necessaria collaborazione".
Massimo Ugolini
Copyright 2003, Athesis Editrice S.p.A.
Questo testo era pubblicato su Internet nella pagina http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Faa.htm, del 2 gennaio 2004, non più in linea.