Quando l'antenna interferisce con lo stimolatore contro il Parkinson.
Il Gazzettino on-line
(16 gennaio 2004)
Mestre. Sarà pur vero che finora non ci sono prove scientifiche sui danni che le antenne per i telefonini potrebbero provocare alla salute, ma è un fatto che, da quando i ripetitori sono aumentati a dismisura, c'è chi un disagio lo sta provando sulla propria pelle. Dopo il caso della donna del Lido con le protesi al titanio alle gambe che "attirerebbero" le onde, adesso emerge quello che riguarda i parkinsoniani. In particolare, coloro che hanno sostenuto l'intervento per l'impianto del neurostimolatore subtalamico, cioè di quell'apparecchio che serve a contenere i tremori tipici della malattia e che rappresenta un rimedio d'avanguardia nel trattamento del morbo. Ebbene: sembra che le antenne ne alterino il normale funzionamento, provocando un fastidioso malessere nei soggetti coinvolti. A sollevare il grido d'allarme è la signora Annamaria (il nome è di fantasia), che l'operazione per l'impianto di neurostimolazione l'ha affrontata ancora nel 1997 e dopo più di sei anni conosce molto bene i disturbi dovuti ad un cattivo funzionamento dell'apparecchio. "Dieci giorni fa sono andata in cimitero - racconta - Cento metri prima dell'entrata del camposanto ho iniziato a sentirmi male, ho provato un dolore lancinante ai denti e contestualmente un formicolio ha invaso tutto il mio corpo. Abituata come sono, lì per lì non ci ho fatto più di tanto caso, sono entrata lo stesso e ho fatto quel che dovevo fare. Quindi sono uscita e mi sono diretta verso casa percorrendo la via Ognissanti. Ma ecco che, attraversato il viale Garibaldi, progressivamente ho iniziato a stare meglio. Il dolore ai denti e il formicolio sono sintomi che si verificano quando ci sono onde di campi elettromagnetici che interferiscono sull'impianto. E' stato in quel momento che ho realizzato: più ero in prossimità dell'antenna che sorge sul piazzale del cimitero e più stavo male, mentre più mi allontanavo e più i disturbi sparivano. Ho controllato se l'apparecchio era in funzione e funzionava normalmente. Ciò significa che c'era stato un fattore esterno di disturbo. Questa era la prima volta che andavo in cimitero da quando è stata montato quel ripetitore (a dicembre)". Suggestione? Niente affatto. La signora Anna, dopo aver fatto due più due, ha voluto andare alla verifica. "Martedì scorso sono ritornata e, anche se con un'intensità minore, ho avvertito ancora gli stessi disturbi". A quel punto, per avere la conferma se tra il malessere e i ripetitori ci sia davvero un collegamento, ha deciso di andare a fondo della questione. "Ho contattato la Metronic, la ditta di Milano che fornisce l'impianto. Sono stati di una correttezza unica, ma mi hanno riferito che non dispongono dei dati tecnici sulle emissioni delle antenne perché i gestori non li forniscono. Allora ho chiamato l'Arpav parlando con la responsabile dott.ssa Rosa, ma mi sono sentita rispondere che loro non sono competenti e avrei dovuto rivolgermi al centro dove sono seguita e al medico che mi ha in cura. Il quale ora sta raccogliendo informazioni al riguardo". La signora, così anche il medico, si dice convinta che sia stata l'antenna. Non può essere solo un caso che abbia avvertito gli stessi sintomi e per due volte consecutive. E, guarda caso, tutte e due proprio in prossimità del ripetitore.
Alvise Sperandio

Copyright Il Gazzettino on-line.
Questo testo era pubblicato su Internet nella pagina http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1700686&Luogo=Venezia&Data=2004-1-16&Pagina=PRIMO%20PIANO, del 16 gennaio 2004, non più in linea.