Così le staminali del cervello lottano contro la morte.
Brescia Oggi
(16 novembre 2004)

La scoperta del segreto apre una nuova via per comprendere meglio i tumori cerebrali.

Si nasconde in due proteine il segreto che permette alle cellule staminali del cervello di resistere alla morte: un kit di sopravvivenza presente soltanto in questo particolare tipo di cellule, destinate a trasformarsi in tutte le cellule presenti nel sistema nervoso centrale. Averlo finalmente scoperto, come ha fatto il gruppo dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) coordinato da Ruggero De Maria, apre adesso una doppia via che in futuro potrà permettere di comprendere meglio tumori cerebrali molto aggressivi, come il glioblastoma, e fornire nuove armi contro malattie neurodegenerative, come quella di Parkinson e di Alzheimer. Una volta compreso, infatti, il meccanismo della fortissima resistenza delle staminali del cervello potrà essere disattivato per sconfiggere i tumori, oppure attivato per difendere le cellule nervose da aggressioni e lesioni.
La ricerca, condotta presso il Dipartimento di Ematologia, oncologia e medicina molecolare dell'ISS diretto da Cesare Peschle, è pubblicata sul Journal of Experimental Medicine . Il lavoro è nato dalla collaborazione con istituto neurologico Besta di Milano, università Thomas Jefferson di Filadelfia, università Federico II di Napoli e Istituto Mediterraneo di Oncologia di Catania e finanziata da Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC) e ministero della Salute.
- Le proteine della sopravvivenza: «Quando avviene un danno nel cervello, le staminali possono resistere a stimoli che distruggerebbero altri tipi di cellule», ha osservato De Maria. All'origine di questa super-resistenza c'è la mancanza della «proteina della morte», chiamata caspasi 8, che spinge al suicidio tutte le altre cellule dell'organismo. Ma non basta: c'è una proteina-scudo, chiamata PED, che viene prodotta in grandissime quantità nelle cellule staminali del cervello ogni volta che compare una minaccia.
- Nuove armi contro malattie neurodegenerative: avere scoperto le difese delle staminali del sistema nervoso avvalora, secondo De Maria, l'ipotesi dellìefficacia dell'utilizzo terapeutico delle staminali nella terapia delle malattie neurodegenerative. Una volta scoperte, queste difese, inoltre, aprono la strada alla possibilità di utilizzare lo stesso meccanismo che le controlla per proteggere le cellule adulte del cervello dalle malattie neurodegenerative.
- Una nuova via contro i tumori cerebrali: la ricerca apre nuovi scenari "nella terapia delle malattie oncologiche", ha rilevato De Maria. "Le cellule staminali del sistema nervoso sono anche all'origine di tumori cerebrali, ci sono evidenze specifiche in proposito", ha aggiunto. Le staminali nervose, quindi, formano il tumore portandosi dietro il bagaglio che le rende quasi invulnerabili. Questo spiega, ha rilevato il ricercatore, perchè tumori cerebrali come il glioblastoma siano impossibili da curare e portino alla morte a un anno dall'insorgenza.
- Partiti primi studi su tumori cervello: proprio nel laboratorio di De Maria hanno preso il via le prime ricerche sui tumori cerebrali, condotte alla luce della scoperta. I primi studi sono avvenuti in vitro su tessuti sani e colpiti da tumore, in collaborazione con la Neurochirurgia del policlinico Gemelli di Roma. Adesso è cominciata la seconda fase dello studio, nei topi, utilizzati come modello sperimentale di un tumore cerebrale, il glioma, utilizzando cellule staminali. L'obiettivo è creare un doppio blocco per queste cellule tumorali, prendendo come bersaglio sia la caspasi 8 sia la PED.
Copyright 2000-2001, Edizioni Brescia S.p.A.
Questo testo era pubblicato su Internet nella pagina http://www.bresciaoggi.it/storico/20041116/Cultura/Faa.htm, del 16 novembre 2004, non più in linea.