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L'Associazione Parkinson di
Trento organizza ormai da qualche anno un soggiorno marino di
una quindicina di giorni per i propri soci e i loro familiari.
L'iniziativa avviata in sordina e con un pizzico d'incoscienza,
aveva originariamente come meta la Calabria e precisamente un
villaggio turistico in prossimità di Tropea, raggiunto
dopo un viaggio decisamente lungo in pullman o in treno. L'aereo
era stato sempre snobbato per il costo e soprattutto per il timore
di volare.
Dopo la prima esperienza e nonostante i disagi dei viaggio, l'iniziativa
è sempre stata sollecitata dagli associati anche quando
il Direttivo incominciava a prendere in considerazione la sua
sospensione.
Mi sono sempre chiesto il perché di tanta determinazione,
nonostante le difficoltà incontrate di volta in volta.
Credo di avere incominciato a capirne le motivazioni quest'anno
in cui anch'io ho partecipato alla spedizione, non in Calabria,
questa volta, ma a Pesaro in una struttura diversa, seppure con
caratteristiche sostanzialmente favorevoli.
lnnanzitutto l'appartenenza a un gruppo di persone conosciute
e con gli stessi problemi. Il gruppo viene percepito dai partecipanti
come un'entità in grado di affrontare e superare tutte
le difficoltà di ordine relazionale e pratico legate alla
patologia. Esso tutela quindi i propri aderenti nei confronti
soprattutto dell'esterno e costituisce motivo di serenità
e tranquillità per chi ne fa parte.
In secondo luogo l'adesione ad una proposta valutata e ponderata
in tutti i suoi aspetti principali. Ciò sgrava i diretti
interessati dall'onere di provvedere in proprio all'individuazione
della località e della sistemazione logistica migliore
cosa che comporta valutazioni, confronti e contrattazioni di
varia natura. Ben difficilmente i singoli appaiono in grado di
affrontare e di portare avanti le trattative, soprattutto le
persone più anziane e meno esperte.
Infine la possibilità di accentuare o meno il proprio
coinvolgimento nel gruppo, aderendo o meno alle iniziative proposte,
senza pregiudicarne i rapporti interni o senza autoescludersi
dalla compagnia. In sintesi le motivazioni e le considerazioni
espresse consentono ai partecipanti di predisporsi a vivere l'esperienza
nelle migliori condizioni di spirito. Essi possono quindi godere
appieno del beneficio della vacanza e nel contempo del clima
di spensieratezza, amicizia ed euforia che si instaura nel gruppo
a tutto vantaggio dell'"amico Parkinson" che viene
quasi totalmente dimenticato.
Parkinson Italia News -
n.2002-2 |