Staminali isolate da muscolo umano da ricercatori dell'Università di Brescia.
Il Giornale di Brescia
(24 novembre 2004)
Ricercatori dell'Università degli Studi di Brescia e dell'Istituto Carlo Besta di Milano hanno isolato e riprodotto cellule staminali da un muscolo umano. Lo hanno annunciato gli stessi autori dello studio nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Regione Lombardia alla presenza del presidente Roberto Formigoni. Pubblicata sull'ultimo numero della rivista internazionale "The Lancet", la ricerca - sostenuta dalla Regione Lombardia - indica la possibilità di autogenerare, a qualsiasi età e da un semplice prelievo, cellule staminali muscolari e neurali. "Lo studio del team di ricercatori milanesi e bresciani ha dimostrato - hanno affermato gli esperti - che con una biopsia muscolare facilmente eseguibile senza alcuna conseguenza e danni per l'organismo, è possibile che tutti abbiano la propria sorgente di cellule staminali muscolari e neurali. Non solo, questa sorgente è utilizzabile a tutte le età, anche nel soggetto anziano e questo rappresenta uno scenario di grandi prospettive". La scoperta, frutto di una collaborazione tutta lombarda, è stata realizzata al Besta, in prima persona da Giulio Alessandri in collaborazione con Eugenio Parati, responsabile della Struttura di Neurobiologia e Terapie Neuroriparative dell'Istituto neurologico milanese, avvalendosi del coordinamento scientifico del prof. Muneretto dell'Università di Brescia . "Questa nuova fonte di staminali utilizzabile per trapianti da individuo a individuo o per autotrapianti - hanno affermato ancora i ricercatori - apre importanti ed inediti ambiti terapeutici nella cura delle malattie n euromuscolari come distrofia muscolare e del sistema nervoso centrale quali ictus cerebrale, Parkinson, Alzheimer e malattie neurodegenerative". Finanziato dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia, il lavoro scientifico è stato dedicato a Stefano Pagano, ricercatore del Besta prematuramente scomparso prima di poter vedere la pubblicazione della ricerca, a cui ha dato un contributo essenziale. Come essenziale è stata la collaborazione di altri ricercatori quali Anna Benetti, del Dipartimento di Patologia del Besta, Arnaldo Caruso e Manuela Baronio del Laboratorio di Microbiologia dell'Università degli Studi di Brescia oltre a Claudio Muneretto e Gianluigi Bisleri della Cardiochirurgia degli Spedali Civili di Brescia. In Lombardia sono impegnati sul terreno delle sperimentazioni medico-scientifiche ben 82 enti, mentre sono 451 i r eparti attivi degli Istituti (suddivisi per specializzazione medica). "Si tratta - è stato rilevato - di una realtà significativa, ai primi posti in Europa, che ha arruolato 18.214 pazienti e prodotto 1.571 studi completi o in via di completamento, di cui 356 sono già stati oggetto di pubblicazione". "Si tratta di un'importante scoperta scientifica ottenuta da un gruppo di ricercatori lombardi, tra i quali spiccano alcuni bresciani, tutto ciò a testimonianza dell'impegno e della grandissima preparazione di coloro che operano all'interno del sistema sanitario lombardo", ha commentato Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia. Che ha sottolineato: "A livello terapeutico, la scoperta permetterà di utilizzare le cellule staminali per la cura di numerose patologie neurologiche, superando i problemi di carattere etico".
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Questo testo era pubblicato su Internet nella pagina http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2004/11/24/10,CRONACA/T6.html, del 24 novembre 2004, non più in linea.