Cellule progenitrici immortali per "pezzi di ricambio" umani.
Virgilio.it
(23 febbraio 2004)

Un serbatoio per riparare danni al cervello e al midollo spinale.

Avere un serbatoio infinito di cellule neurali sane da usare per essere impiantate in pazienti malati di patologie neurodegenerative o che hanno subito danni al cervello o al midollo spinale, potrebbe non essere più un sogno. Infatti, Steven Goldman, dell'University of Rochester Medical Center, in una ricerca pubblicata sul numero di marzo Nature Biotecnology, riferisce di aver creato in laboratorio cellule nervose rese immortali, dopo che era stato introdotto, nel nucleo di cellule progenitrici specializzate che normalmente generano specifici neuroni nel midollo spinale, un enzima chiamato telomerasi. Un gene che rende immortali le cellule staminali.

Gli scienziati avrebbero raccolto cellule fetali progenitrici neurali, che nello sviluppo normale si trasformano in cellule nervose e nevroglia (reticolo di cellule non nervose del sistema nervoso centrale con funzione di sostegno, meccanico e trofico, dei neuroni) ritenute utili nelle terapie del trapianto, ma che hanno il problema di avere una vita limitata. Per superare questo scoglio gli scienziati hanno introdotto, in cellule estratte dal midollo spinale umano, nel momento in cui erano in quella fase di sviluppo in cui si producono solo certi tipi di neuroni, il gene della telomerasi a trascrizione inversa, per rendere immortali le cellule.

Dall'esperimento sono state ottenute cellule progenitrici immortali che generano solo neuroni, o meglio solo un tipo specifico di neurone, e non solo in coltura, ma anche dopo essere state impiantate nel cervello e nel midollo spinale di topolini vivi. Attenti alla sicurezza, gli scienziati affermano che queste cellule, a sei mesi dal trapianto, non hanno prodotto tumori, ed hanno enfatizzato il grande potenziale terapeutico delle cellule progenitrici rispetto alle cellule staminali, da tutti viste come possibile fonte di cellule in terapie salva-vita, che però, sottolineano, non danno ancora quelle certezze che ci si aspettava e che, come si è visto, in alcuni casi producono tumori.

Il fatto che le cellule progenitrici non mostrino alcuna tendenza allo sviluppo tumorale, malgrado sia stato introdotto nel loro nucleo l'enzima telomerasi, ritenuto l'elemento base della proliferazione cancerosa, fa ben sperare nella realizzazione di terapie mirate, come ad esempio nei malati di Parkinson che hanno bisogno di cellule che producono dopamina, o nei malati di sclerosi multipla che, invece, devono ricostituire la mielina distrutta. Questa ricerca è durata sei anni, dicono gli scienziati, ma ci vorranno ancora degli anni perché si possa conseguire lo stesso risultato sull'uomo.

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