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"Prendimi l'anima" con due esperti.
Saginario s'interroga sulla psicoterapia. Non solo cura ma viaggio nel sé.
da: Libertà, quotidiano di Piacenza
di Anna Anselmi
(18 ottobre 2003)


"Psicoterapia per i sani?" Questo l'interrogativo sul quale si è soffermata Maria Grazia Saginario nel penultimo incontro del ciclo "Prendimi l'anima", organizzato dalla sezione terapeuti del Gruppo di Studio Interdisciplinare.

Ad introdurre l'appuntamento, giovedì sera nella Sala Giordano Bruno della Cooperativa Vicolo del Pavone, molto affollata come sempre avvenuto fin dal primo incontro della serie, è intervenuto lo psicoanalista Antonio Saginario sottolineando come il compito essenziale di un terapeuta resti il curare, prima ancora dell'analizzare.

La relatrice Maria Grazia Saginario, psicologa e docente alle università di Parma, Modena e Reggio, oltre ad insegnare al corso di laurea in Scienze Strategiche dell'Accademia militare di Modena, ha tra i suoi interessi professionali lo studio del ruolo terapeutico della poesia, argomento che sarà approfondito martedì 25 novembre (alle 17 presso la Sala delle Colonne dell'ospedale in via Taverna), ma di cui si è parlato anche al Vicolo del Pavone. Infatti, dall'esposizione di Maria Grazia Saginario è emerso un possibile e positivo uso delle tecniche della psicoterapia - tra le quali la poesia-terapia - anche in assenza di patologie mentali.

Con il suo intervento la Saginario non ha comunque voluto offrire un punto fermo indiscutibile (da qui il punto di domanda del titolo dell'intervento), ma piuttosto stimolare un dibattito, partendo dalla citazione di una nota massima del filosofo greco Epitteto: "Nessun uomo può dirsi libero se non è padrone di se stesso".

La psicologa ha così presentato quel cammino di libertà, che gli strumenti psicoterapici possono aiutare a percorrere. Il termine "psicoterapia" viene così ad assumere un'accezione più ampia rispetto alla definizione di Freud, che la vedeva come "una relazione clinica rivolta agli ammalati".

Tra le applicazioni citate da Saginario, l'utilizzo di tecniche psicoterapiche con i bambini, in un discorso più generale di educazione affettiva ed emozionale, a scopo preventivo, per non arrivare in futuro alla malattia. Nel caso di persone sane, la scelta di affidarsi alla psicoterapia diventa un fatto libero ed autonomo, che presuppone l'essere preparati ad affrontare il cambiamento, difficile ad ogni età, ma soprattutto per gli adulti. Da qui l'importanza dell'attività a contatto con l'infanzia. Adatta pressoché in qualsiasi contesto la conoscenza di esercizi di rilassamento, che una volta appresi possono essere sempre utilizzati.

Nella sua esperienza, Saginario ha rilevato come gli strumenti psicoterapici (dal training autogeno al metodo di rilassamento di Jacobson) possano aiutare i malati ad esempio del morbo di Parkinson ad affrontare con più serenità i loro disturbi.