Questioni di ticket.
di Arturo Spiaggi |
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Il Governo con il Piano Sanitario
2002- 2004, ha stravolto tutte le norme della legge 299/99, giustificando
elementi di economicità apre la strada all'introduzione
dei ticket nella sanità favorendo la privatizzazione negli
ospedali e concedendo spazio alle assicurazioni. La decisione
è difficile da coniugare con i principi della universalità
e l'efficacia delle prestazioni attuali. Nella conferenza Stato-Regioni,
alla sanità regionale è fissato il tetto del 13%
del bilancio, il vincolo costringe la reintroduzione dei ticket
e della addizionale IRPEF, peggiorando il servizio, facendolo
pagare dal cittadino colpito dalla malattia. Sono a conoscenza
delle decisioni assunte da due regioni italiane, Sardegna e Lombardia.
La Sardegna applica i ticket nel modo seguente: la ricetta rilasciata
dal medico di base con una sola confezione, porterà al
pagamento del ticket di Euro 1,50, con due confezioni Euro 3,
pronto soccorso e visite specialistiche Euro 15. La Lombardia,
nel Servizio Sanitario Nazionale, i farmaci sono divisi in due
fasce, la A e la C. La A raggruppa tutti i farmaci gratuiti,
nella C tutti quelli a pagamento. Fra la A e la C saranno inserite
due nuove fasce, la B1 e la B2. Nella B1 saranno convogliati
i farmaci gratuiti che subiranno il pagamento del ticket fino
al 20% del valore del farmaco, nella B2 il ticket potrà
essere anche del 50%. Inoltre, il Governo deciderà di
spostare 152 farmaci, da gratuiti a tassati. Questo modo di dirigere
la sanità, scarica sugli utenti i costi, mettendo in difficoltà
le famiglie disagiate, le difficoltà finanziarie possono
incrinare l'armonia familiare. Le cause che determinano l'aumento
dei costi sono la cattiva gestione, gli sprechi, la confusione.
Le scelte fatte sono mirate a coprire errori, l'eliminazione
dell'universalità della terapia costringe il cittadino
a curarsi non in base alle necessità ma in base ai soldi
che l'individuo dispone. Consideriamo la sanità un settore
molto difficile da gestire, motivo per cui chiamare tutti gli
operatori a migliorare i rapporti fra malati, medici e familiari,
i cittadini a tutti i livelli, devono essere consigliati ed invogliati
ad affrontare esami preventivi, l'educazione e un corretto uso
della gestione dei farmaci. Lo sforzo fatto per capire e informare
come sarà la Sanità, come i Parkinsoniani saranno
coinvolti, la malattia in tutta la sua gravità impone
ai malati una terapia personalizzata assumendo diversi tipi di
farmaci molto costosi. La sola applicazione dei ticket, legati
al prezzo del farmaco, sarebbe un enorme danno alla già
fragile psicologia del malato di Parkinson. Un'importante impegno
assunto dall'Associazione è sollecitare la Commissione
unica del farmaco, a superare i ritardi, troppi farmaci sono
lasciati per lungo tempo a pagamento e non passati nella fascia
gratuita.
Notiziario Associazione Pavese
Parkinsoniani, settembre 2002 |