Terapia ristorativa nel morbo di Parkinson.
Prof. Paolo Stanzione
Università Tor Vergata - Roma

 

La terapia ristorativa è una strategia terapeutica ancora sperimentale, basata sul tentativo di riparare o ripristinare la funzione dei neuroni dopaminergici con mezzi farmacologici o biologici (terapie geniche), oppure di sostituire i neuroni degenerati attraverso trapianti cerebrali di cellule in grado di produrre dopamina. In questo ambito di ricerca sono state messe a punto innovativi strategie di chirurgia stereotassica che hanno reso possibile l'impianto di cellule di tipo eterologo ed/o autologo a livello dei sistema striatale di pazienti parkinsoniani.

A tale scopo, nell'ultimo decennio è stato tentato l'impianto di linee cellulari diverse ed i risultati più interessanti sono stati ottenuti utilizzando cellule adrenergiche della midollare del surrene e soprattutto cellule mesencefaliche embrionali.
Tali procedimenti terapeutici, condotti in diversi centri specializzati, sono stati limitati ad un ristretto numero di pazienti le cui caratteristiche cliniche erano soggette a severi criteri di inclusione. Gli studi che presentano un follow-up a lungo termine, almeno 3-4 anni, sono concordi nel mostrare, attraverso studi PET seriati nel tempo, la sopravvivenza di una variabile quantità di cellule trapiantate e quindi la validità funzionale della procedura chirurgica.
Per quanto riguarda l'analisi dei dati clinici riportati in questi stessi studi, il miglioramento dei sintomi motori parkinsoniani, pur essendo molto incoraggiante, presenta dei limiti, in quanto i benefici clinici osservati si sono rivelati talora transitori, ed è stata riportata l'insorgenza di effetti collaterali di tipo discinetico con il passare dei tempo.

In conclusione, l'approccio terapeutico ristorativo nella malattia di Parkinson, pur rappresentando ancora una procedura sperimentale, costituisce il presupposto teorico per il superamento della tradizionale terapia sintomatica e per la realizzazione di una possibile terapia eziologia del deficit dopaminergico anche se una maggiore conoscenza dei processi sottesi tra attecchimento di trapianto cellulare, effetti collaterali ed entità dei miglioramento clinico risulta indispensabile prima di utilizzare tale metodica su ampi gruppi di pazienti..

Azione Parkinson Roma News - n.1 marzo 2002