Primi test di terapia genica per combattere
il Parkinson
Da: "la Repubblica"
dell'11 ottobre 2002 |
|
Via libera entro fine anno
negli Stati Uniti alla prima sperimentazione sull'uomo della
terapia genica, su un gruppo di pazienti colpiti dal morbo di
Parkinson.
La decisione della Food and
drug administration (Fda) si basa soprattutto sui risultati positivi
di uno studio condotto sui ratti e pubblicato su "Science",
nel numero che uscirà oggi.
La ricerca condotta dall'Università
neozelandese di Auckland e dal Weill Cornell Medical College,
ha dimostrato che la terapia genica riesce a rallentare la progressione
della malattia. Riesce cioè ad evitare la continua degenerazione
che porta alla morte le cellule nervose che producono la dopamina,
il neurotrasmettitore necessario ai centri del cervello che controllano
i movimenti.
Oltre che su questo studio,
il via libera della Fda si basa anche sui risultati di studi
sui primati, che hanno dimostrato che la terapia genica è
sicura e non tossica. Il primo test sull'uomo su malati di Parkinson
è perciò atteso negli Usa entro pochissimi mesi.
La sperimentazione sarà condotta presso il New York Presbyterian
Hospital e Weill Medical College della Cornell University e limitata
a 12 pazienti ad uno stadio avanzato della malattia e che non
rispondono alle cure oggi disponibili.
"L'articolo su "Science"
e la decisione di passare alla sperimentazione sull'uomo segnano
il culmine di dieci anni di ricerche in questo campo",
ha detto il responsabile dello studio, Matthew During, dell'Università
di Auckland. Tra gli altri autori della ricerca: Jia Luo e Michael
Kaplitt, del Weill Cornell Medical College. "Il nostro
obiettivo fondamentale - ha proseguito During è stato
occuparci della sicurezza dei pazienti sopra ogni cosa e National
Institutes of Health e Fda ci hanno aiutato a progettare una
sperimentazione clinica che promette di ridurre al minimo i rischi
di reazioni avverse nei pazienti. Speriamo che la nostra sperimentazione
aiuti a dimostrare che la terapia genica nei cervello è
sicura ed efficace". Il nuovo approccio che sarà
descritto su "Science" non punta a sostituire un gene
difettoso con uno sano, ma utilizza un gene per "resettare"
le cellule che si trovano nell'area del cervello che controlla
i movimenti, diventate iperattive a causa del morbo di Parkinson.
Queste cellule-bersaglio della
terapia genica si trovano nella regione del cervello chiamata
nucleo subtalamico (Stn), che diventa iperattiva nella malattia
di Parkinson. Ridurla "al silenzio" vuol dire far
diminuire il tremore e gli altri sintomi tipici della malattia.
Finora si è tentato di raggiungere questo obiettivo soprattutto
con la chirurgia, cercando di distruggere le cellule iperattive,
o impiantando degli elettrodi nel cervello.
Cliccate sul logo
alla destra per visitare il sito www.sciencemag.org e consultare
il testo dell'articolo (in inglese).
E', però, necessario sottoscrivere un abbonamento. |
|
|