Incontro del Coordinamento
Associazioni malati cronici
Palazzo San Macuto, Roma
28 novembre 2002
Terzo Rapporto sulle politiche della cronicità
Nota Stampa
(dalla pagina www.cittadinanzattiva.it/strumenti/comunicati/notastampa_cnamc_28_11_02.htm
non più in linea) |
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Prevenzione, domiciliarità,
personalizzazione ed integrazione al centro dei bisogni dei malati
cronici: presentato il Terzo Rapporto sulle politiche della cronicità
Crescono le patologie croniche in Italia e crescono i bisogni
di assistenza di quanti ne sono affetti. E' quanto emerge
dal Terzo Rapporto sulle politiche della cronicità, presentato
oggi a Roma dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei
Malati Cronici/Cittadinanzattiva. Alcuni dei numerosi dati contenuti
nel Rapporto: la popolazione italiana con una o più patologie
croniche è cresciuta del 2,7% dal 1998 al 2000, con un
incremento rilevante per osteoporosi (+28%), malattie allergiche
(+22,7%) ed ipertensione (+17,4%). Il Rapporto, scaricabile dal
sito www.cittadinanzattiva.it. Il segnalibro non è definito.,
contiene anche focus su patologie croniche come allergie, Alzheimer,
artrite reumatoide, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva,
cefalee, CFS (sindrome da affaticamento cronico), diabete giovanile,
incontinenza, obesità, osteoporosi.
La disabilità, problema allarmante
L'allarme principale riguarda i soggetti che, in seguito
all'incidenza di una o più malattie croniche, vengono
a trovarsi in condizioni di disabilità. Quasi due milioni
i disabili in Italia, e circa il 65% di essi con oltre 65 anni
di età è affetto da almeno una patologia cronica.
Se si considera che tali soggetti vivono da soli nel 28,4% dei
casi, e dispongono di risorse economiche scarse nel 42%, si comprende
il notevole impatto di questi soggetti sul fabbisogno socio-sanitario
del Paese. Stando a questi dati, prevenire le disabilità
vuol dire, in gran parte, prevenire l'insorgenza anche delle
patologie croniche.
Cosa lamentano i malati cronici
Oltre il 15 per cento (con un incremento di 4 punti percentuali
dal 1999 ad oggi) delle segnalazioni giunte al Pit salute, il
servizio di consulenza, informazione ed assistenza del Tribunale
per i diritti del malato, riguarda l'area delle patologie
croniche. Più del 50% di queste segnalazioni fa riferimento
alla necessità di orientamento all'interno del Servizio
Sanitario Nazionale determinato, in gran parte, dalla frammentazione
(13,2%) ed inadeguatezza (9,7%) delle informazioni, dalla burocratizzazione
dei percorsi assistenziali (11,6%) e dalla mancata presa in carico
(19,4%). Rilevanti le difficoltà di fruizione dei servizi
territoriali (29,3%), con una percentuale di segnalazioni quasi
doppia (53,7%) per i malati cronici con oltre 75 anni di età.
A fronte di una richiesta di servizi così evidente e pressante,
i cittadini lamentano anche il cattivo funzionamento di ciò
che viene messo a loro disposizione, in particolare per i servizi
territoriali: più della metà delle segnalazioni
(51,5%) riguarda le prestazioni di riabilitazione a domicilio
o nelle strutture apposite, quasi il 10% l'assistenza domiciliare.
Circa il 13% dei contatti lamenta, inoltre, la inadeguatezza
del personale medico ed infermieristico.
Le carenze dei servizi territoriali gravano di maggiori oneri,
come è ovvio, anche le strutture ospedaliere. Fra le segnalazioni
giunte al Tribunale per i diritti del malato nell'area delle
patologie croniche, l'8% (contro il 4% del 1999) riguarda
casi di dimissioni forzate, ingiustificate e premature
dalle strutture ospedaliere. Quasi il 10% di coloro che subiscono
dimissioni forzate vive da solo, il 26,5% con un coniuge che
non è in grado di garantire assistenza (indipendentemente
dal fatto che sia invalido o autonomo), e quasi il 40% è
costretto ad andare a vivere con un figlio o con altri parenti.
Il fenomeno è un evidente conseguenza del raccordo inadeguato
fra medicina ospedaliera e servizi territoriali, del mancato
decollo, in gran parte del Paese, dei distretti e dell'assenza
strutturale di servizi sul territorio.
Ticket sui farmaci (7,3% delle segnalazioni) e prestazioni
e nuove norme sulle esenzioni sono spuntati come funghi, nel
corso di quest'anno, in quasi tutte le Regioni. Ottenere
il riconoscimento per una invalidità (9,3% delle
segnalazioni), rappresenta ancora, in gran parte del Paese, una
sorta di corsa ad ostacoli e, una volta riconosciuto il diritto,
si devono attendere ancora parecchi mesi, se non anni, per godere
dei benefici economici.
Le nostre proposte
"Sono ancora numerose le patologie croniche prive di qualsiasi
riconoscimento e copertura finanziaria, per le quali ci sembra
indispensabile una integrazione del Regolamento di individuazione
delle malattie croniche ed invalidanti, cosa ormai possibile
su iniziativa diretta del Ministero della Salute", afferma
Francesco Tempesta, presidente del Coordinamento nazionale delle
Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC).
"Dalla Finanziaria in discussione non arrivano, purtroppo,
molti segnali positivi", dichiara Stefano Inglese, segretario
nazionale del Tribunale per i diritti del malato. "Si annuncia
un rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale che ha molte
probabilità di essere virtuale più che reale. Si
accentua la tendenza a porre al centro le questioni di bilancio
piuttosto che le esigenze dei cittadini, mentre ai Comuni, chiamati
a svolgere un ruolo estremamente impegnativo su questo fronte,
si destinano sempre meno risorse. Ci sembra sia arrivato il momento
di assumere un impegno forte per un finanziamento adeguato delle
prestazioni socio-sanitarie e, in tal senso, chiediamo un impegno
preciso a Governo, Parlamento e Regioni in modo da garantire
risposte adeguate ai bisogni dei malati cronici, nel rispetto
dei principi di universalità, solidarietà ed equità
ai quali si è sempre ispirato, pur tra difficoltà
e limiti evidenti, il nostro servizio sanitario".
La tutela dei diritti del malato
Carmen Atzeri, Azione
Parkinson Roma |
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Da diversi anni siamo in contatto
con il Tribunale dei Malati e con Cittadinanza Attiva e attraverso
questi organismi abbiamo aderito al Coordinamento delle Associazioni
Malati Cronici., categoria diversa da tutte le altre per i particolari
bisogni e per la durata nel tempo delle terapie.
A questo coordinamento aderiscono oltre 200 Associazioni di malati
che hanno in comune questo problema . Insieme a loro abbiamo
definito i criteri e i bisogni di questi particolari malati.
Giovedì 28 novembre abbiamo partecipato, a nome di tutti
voi, all'Assemblea annuale che si è tenuta a Roma
e nella quale è stato presentato il Terzo Rapporto sulle
politiche della cronicità (questo rapporto si può
scaricare dal sito www.cittadinanzattiva.it).
Ci proponiamo attraverso questo organismo di influire sulle politiche
sanitarie, suggerendo e sottolineando i problemi irrisolti. Questa
alleanza ci dà la possibilità di sostenere e promuovere
politiche sanitarie più attente ai problemi della cronicità.
Utilizzando la forza dell'intero Coordinamento riusciamo
ad interagire con le Istituzioni a diversi livelli. Il nostro
ruolo attivo all'interno del Coordinamento è quello
di puntualizzare i bisogni e le carenze che via via notiamo per
metterli sul tappeto e poterli poi in qualche modo risolvere.
Crescono le patologie croniche in Italia e crescono i bisogni
di assistenza di quanti ne sono affetti. L'allarme principale
riguarda i soggetti che vengono a trovarsi in condizioni di disabilità:
quasi due milioni di disabili in Italia è affetto da almeno
una patologia cronica. Molte sono le segnalazioni dei malati
cronici raccolte dal Tribunale per i diritti del malato: difficoltà
di capire come muoversi all'interno delle strutture sanitarie
per l'inadeguatezza delle informazioni o la loro parziale
comunicazione, le lungaggini burocratiche, dover richiedere periodicamente
rinnovi per esenzioni ticket, difficoltà per le prestazioni
di riabilitazione a domicilio o nelle apposite strutture o per
l'assistenza domiciliare, riconoscimento parziale delle
conseguenze di una patologia .... Citando un esempio a caso:
come i diabetici, alcuni di noi utilizzano delle micropompe per
infusione, con aghi e siringhe speciali, che sono forniti gratuitamente
dalle ASL. Ma mentre per i diabetici il rimborso è ormai
automatico, per i parkinsoniani è un optional, spesso
negato, che varia da una ASL all'altra e neanche gli ospedali
riescono ad ottenere la pompa.
Ottenere il riconoscimento
per una invalidità spesso rappresenta una corsa ad ostacoli
e, una volta riconosciuto il diritto si devono attendere mesi
, se non anni, per godere dei benefici economici. Si è
parlato anche di "Residenze Sanitarie Assistite", di
"Assistenza Domiciliare", di assicurazioni, di un progetto
per ottenere riduzioni fiscali. Le carenze più pressanti
riguardano: le residenze sanitarie assistite, posti cioè
per lunghe degenze, ora praticamente inesistenti, dei punti di
riferimento cui fare capo per emergenze che garantiscano il rispetto
e una conoscenza particolare dei problemi dei parkinsoniani o,
come minino, l'obbligo di consultare telefonicamente uno
specialista.
"Dalla Finanziaria in
discussione non arrivano, purtroppo, molti segnali positivi"
, dichiara Stefano Inglese, Segretario Nazionale del Tribunale
dei diritti del malato. "Si annuncia un rifinanziamento del
Fondo Sanitario Nazionale che ha molte probabilità di
essere virtuale più che reale. Si accentua la tendenza
a porre al centro le questioni di bilancio piuttosto che le esigenze
dei cittadini, mentre ai Comuni, chiamati a svolgere un ruolo
estremamente impegnativo su questo fronte, si destinano sempre
meno risorse. Ci sembra sia arrivato il momento di assumere un
impegno forte per un finanziamento adeguato delle prestazioni
socio-sanitarie e, in tal senso, chiediamo un impegno preciso
a Governo, Parlamento e Regioni in modo da garantire risposte
adeguate ai bisogni dei malati cronici, nel rispetto dei principi
di universalità, solidarietà ed equità ai
quali si è sempre ispirato, pur tra difficoltà
e limiti evidenti, il nostro Servizio Sanitario".
Le conclusioni tratte da Stefano
Inglese ci spingono a continuare la nostra presenza nel Coordinamento
delle Associazioni dei malati cronici per sollecitare al massimo
le risposte che tutti noi attendiamo. |