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La malattia di Parkinson (MP)
colpisce la terza età, con una età media di insorgenza
pari a 60 anni. Inizialmente i sintomi sono monolaterali, diventano
in genere bilaterali con il passare degli anni di malattia, in
media dopo circa 6 anni.
La disabilità della MP ha un impatto importante sulla
qualità della vita del paziente. Capacità come
il lavarsi, vestirsi, mangiare e la mobilità ne sono condizionati.
I disturbi del cammino e le conseguenti cadute possono comportare
il rischio di fratture, limitando ulteriormente l'autonomia del
paziente.
I risultati della riabilitazione vanno descritti utilizzando
terminologia e valutazione adeguata.
Nella recente letteratura i tipi di misure di outcome segnalate
nel MP sono le seguenti:
1. Motor impairment
....a. globale (UPDRS parte 3)
....b. misure singole di rigidità
equilibrio, cammino etc
2. Attività di daily living (UPDRS ADL score, parte 2)
3. Misure di handicap e qualità di vita generiche (SF36)
o specifiche (PDQ-39)
4. Scale di depressione e di ansia (HADS..)
5. Effetti avversi da farmaci
6. Carer Outcome (Carer Strain Index)
7. Analisi dei costi
Per la terapia occupazionale
1. Misure individuali nel farsi il bagno vestirsi..
2. Test a tempo delle attività ( es. alzarsi da una sedia)
3. Attività di ADL (UPDRS ADL score, parte 2)
Il trattamento riabilitativo comprende varie tipologie di esercizi
di mobilità, training al cammino, e alle attività
di vita quotidiana, terapia di rilassamento, esercizi respiratori.
E' importante l'educazione del paziente sulla malattia e sul
beneficio del trattamento.
Pochi studi hanno rigorosamente valutato il beneficio clinico
della riabilitazione in trials ben controllati rispetto ai sintomi
neurologici, alla abilità del cammino ed alle ADLs, alla
qualità della vita e alla integrazione psico sociale.
Il trattamento di gruppo può aumentare l'effetto psico
sociale della riabilitazione, per il malato ed i suoi familiari.
Una recente metanalisi di deGoede e colleghi, ha ricercato i
risultati di esperimenti ben controllati sull'efficacia della
riabilitazione nel paziente con MP. I risultati di questo studio
supportano l'ipotesi che il paziente tragga beneficio dalla riabilitazione
in termini di ADLs e abilità nel cammino (velocità
del cammino e ampiezza del passo), ma non in termini di segni
neurologici. La mobilità può essere più
facilmente influenzata dalla riabilitazione rispetto ai segni
neurologici.
Recentemente, sei reviews sistemiche della Cochrane Collaborations
hanno valutato l'efficacia delle terapie paramediche per la MP,
quali la fisioterapia, la terapia occupazionale, la terapia del
linguaggio e della deglutizione. Tutti i trials considerati erano
di ridotte dimensioni, vi era scarsa descrizione del tipo di
intervento, il disegno dello studio non era randomizzato, mancava
una seria analisi statistica. La conclusione principale di queste
reviews è che vi sia una insufficiente evidenza per supportare
o rifiutare l'uso di terapie paramediche nella MP.
In accordo con A. Thompson e D. Playford per migliorare la qualità
di questi studi devono essere fatti vari passaggi:
1. raggiungere un consenso su cosa è lo standard per ogni
trattamento riabilitativo
2. attuare trials randomizzati ben disegnati, con controllo in
doppio cieco, per testare l'efficacia e l'efficienza della riabilitazione
3. selezionare misure di outcome adeguate
4. monitorare il paziente per almeno 6 mesi per stabilire la
durata del beneficio residuo.
5. i trials dovrebbero essere riportati in accordo con le linee
guida CONSORT.
6. se possibile aggiungere valutazioni strumentali funzionali
nuove, quali la PET e la fMRI.
Sono nate varie scale per valutare
e monitorare i problemi di impairment e le limitazioni nelle
attività dei pazienti con MP. Le prime scale utilizzate
dai neurologi si sono rivelate insufficienti per fini riabilitativi.
Le scale cliniche coprono un ampio spettro di impairment del
paziente e possono essere utilizzate al letto del malato.
Esistono anche scale che valutano la disabilità in termini
di ADL.
Le attuali "rating scales" possono essere distinte
nelle seguenti categorie:
1. misure dell'esame motorio condotto dal clinico
2. quantificazione della severità dei sintomi motori o
comportamentali come descritto dal paziente o dai familiari
3. valutazione della disabilità ed handicap come giudicato
nelle ADL
4. valutazione quali quantitativa degli effetti avversi dei farmaci
Se analizziamo le varie scale in funzione delle ADL che compie
il paziente parkinsoniano vediamo che non sono esaustive e spesso
poco approfondite, per cui è opportuno implementarle con
altri strumenti specifici.
In tutti gli stadi della malattia
all'interno di un team di lavoro multidisciplinare, il lavoro
riabilitativo precoce può servire per : la valutazione
e monitoraggio dei problemi di movimento, incoraggiare il fitness
generale attraverso un lavoro che attiva l'apparto cardiovascolare,
muscolo scheletrico e neuromuscolare, prevenire complicazioni
secondarie quali il non uso di una parte del corpo, difficoltà
di trasferimento, controllo posturale e deambulazione, debolezza
muscolare, rigidità articolare e deficit respiratori,
introdurre strategie di movimento da usare durante il corso della
malattia ed educare il paziente ed il caregiver al trattamento
del paziente nel contesto di un gruppo multidisciplinare.
Successivamente la riabilitazione può intervenire per
l'impairment muscolo scheletrico, per il cammino le cadute e
i trasferimenti; per la valutazione ambientale; per fornire ausili;
avvisare il caregivers sulla promozione e l'efficacia del movimento
Infine nelle fasi avanzate di malattia occorre che venga assicurato
il movimento ottimale, un adeguato posizionamento, prevenire
le cadute, promuovere la cura della pelle, la cura polmonare
e nutrizione
Esistono varie soluzioni proponibili
per il paziente affetto da MP. Essi dipendono dalla disponibilità
che offre il territorio in cui vive il paziente.
1. Ricovero in ambiente per acuti: malattia neurologica o medica
intercorrente, per il trattamento dei sintomi di malattia, per
un controllo farmacologico, per un approccio neurochirurgico,
o un problema di motilità importante
2. Ricovero in DayHospital: utile quando è necessario
coordinare le varie figure professionali nel trattamento riabilitativo
del paziente con MP
3. Cure ambulatoriali: nel momento in cui è possibile
il trasporto del paziente per brevi periodi durante il giorno
con finalità specifiche
4. Gruppi di auto mutuo aiuto organizzati in gruppi di esercizio
In conclusione è necessario progettare protocolli assistenziali
in Pazienti affetti da MP con standardizzazione delle procedure
e uso dei Linee Guida o Consensus di esperti.
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