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Parkinson e sessualità. Canale D., Liberati C.D., Gasperi M. Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo, Ortopedia e Traumatologia, Medicina del Lavoro, Università di Pisa (IV Congresso Nazionale Parkinson Italia, Viareggio, 22-23 aprile 2004) |
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La Disfunzione Erettile (DE)
è definita come l'impedimento costante a raggiungere e
mantenere un'erezione del pene sufficiente al rapporto sessuale.
E' stato stimato che la disfunzione erettile colpisca circa 152
milioni di uomini in tutto il mondo e che nel 2025 si raggiungerà
persino una incidenza di 322 milioni di uomini affetti da DE.
In Italia il 12,8 % dei pazienti intervistati in uno studio condotto
su 2010 uomini d'età superiore ai 18 anni, ha riportato
problemi di disfunzione erettiva. In particolare, vi può
essere difficoltà a ottenere l'erezione (erezione parziale)
o a mantenerla (erezione fugace). La DE può colpire tutte
le fasce d'età; può essere primario quando il soggetto
non ha mai avuto un'erezione, o secondario ad altri fattori;
assoluto, o situazionale, quando l'erezione non si ottiene solo
in particolari circostanze o con taluni partner. Le cause possono
essere psicologiche, farmacologiche od organiche, ma più
spesso sono su base mista: infatti alla causa organica quasi
sempre se ne associa una psicologica (per esempio, l'infartuato
in terapia teme l'esperienza sessuale, che considera pericolosa;
il giovane diabetico peggiora il suo deficit erettile
su base vascolare o neuropatica con una reazione depressiva alla
malattia). Deficit erettili occasionali sono comunissimi
e non devono allarmare, ma è proprio a partire da questi
che spesso per ansia o insicurezza si sviluppa una disfunzione
durevole (ansia di prestazione). L'elenco dei farmaci potenzialmente
in grado di influire negativamente sull'erezione è alquanto
ampio ed è compito del medico curante scegliere, se possibile,
i meno dannosi. Tra i maggiori fattori di rischio ricordiamo:
stress, fumo, ipertensione, dislipidemia, diabete, neuropatia
alcolica, malattie vascolari, neurologiche e andrologiche. Il
primo passo per risolvere il deficit erettile è
tentare di chiarirne l'origine: una volta escluse o contenute
le cause organiche o farmacologiche, il compito del terapeuta
sarà quello di individuarne, insieme al paziente, le radici
psicologiche individuali, o relazionali di coppia. Nei casi di
origine organica la terapia sarà medica nei confronti
della malattia originaria, chirurgica o a base di farmaci vasoattivi. Alcuni casi particolari, come
Il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer e gli esiti di
ictus possono essere causa di DE in quanto responsabili di una
riduzione della libido o dei meccanismi di iniziazione dell'erezione.
Il desiderio sessuale (libido) può ridursi nella malattia
di Parkinson; in alcuni casi ciò è dovuto a complessi
meccanismi psicologici, in altri a un meccanismo neurochimico
diretto della malattia. Il trattamento farmacologico di fondo
della malattia di solito migliora la libido e anzi, a volte,
la esagera, il che può egualmente essere fastidioso. Problematiche
fisiche, in particolare negli uomini, quali difficoltà
a raggiungere l'erezione o impossibilità a mantenerla,
possono spesso far parte del quadro clinico della malattia. In conclusione, gli studi condotti fino ad ora hanno dimostrato come i parkinsoniani di entrambi i sessi abbiano una riduzione del desiderio sessuale per cause diverse a seconda che si tratti di un maschio o di una femmina, ma anche, nel nel maschio, DE. I nuovi farmaci attivi per via orale, inibitori della PDE5, hanno tutte le potenzialità per ripristinare una normale funzione sessuale in questi pazienti. Ciò comporta indubbiamente un miglioramento della qualità della vita che in questi pazienti è già inficita da altri disturbi. Bibliografia: |