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Natura Scientifica della
Tensione e del Rilassamento.
Esistono molteplici definizioni differenti per i termini "rilassamento"
e "tensione". "Rilassamento" può voler
indicare tutto ciò che è compreso tra andare in
vacanza e fare un picnic, mentre "tensione" può
voler connotare un'atmosfera ostile o altri problemi "risolvibili"
ricorrendo all'alcol. In ogni caso, la definizione scientifica
di questi due termini è relativa agli stati e alle condizioni
specifiche della muscolatura scheletrica. La parola tensione
indica la contrazione (accorciamento) delle fibre della muscolatura
scheletrica, mentre il termine rilassamento ne descrive l'allungamento.
Quando siamo tesi, contraiamo i nostri muscoli. Quando siamo
rilassati invece, li rilasciamo a livello etimologico i termini
sono così definiti:
·Tensione: dal latino tensio = atto, effetto del tendere,
condizione di colui che è teso.
·Rilassamento: da rilassare, in latino relaxare, da laxare
= allentare, atto del rilassarsi, ad esempio, la tensione nervosa.
In Psicologia: tensione-rilassamento, una delle tre dimensioni,
insieme a eccitazione-calma, piacere-dispiacere, sulle quali
si basano i sentimenti umani (W. Wundt, 1899).
Principi di Rilassamento
Progressivo.
Una chiara comprensione del Rilassamento Progressivo inizia dal
concetto di "riposo" e di "rilassamento"
ovvero comportamenti volti al recupero delle energie. Purtroppo,
per quanto indispensabile sia, non siamo ancora in grado di massimizzare
l'effetto del riposo né di riuscire ad ottenerlo qualvolta
ne avessimo bisogno.
Il Rilassamento Progressivo può essere considerato perciò
come un metodo di sostegno per riposare bene. Il valore del riposo,
infatti, è profondamente conosciuto e valorizzato anche
da medici che solitamente lo prescrivono come una delle cure
più efficaci, come ad esempio la famosa e frequente "cura
del sonno". La semplice prescrizione, comunque, rimane priva
di valore se il paziente ignora il saper riposare, (come si sono
resi conto i miei studenti). Alla fine del corso di Rilassamento
Progressivo, i miei allievi hanno confermato l'importanza del
corretto riposo per i loro pazienti (e per loro stessi) e, più
importante, hanno imparato ad aiutarli a rilassarsi bene. La
loro conclusione è che la prescrizione del riposo è
molto superiore ad una prescrizione di Valium.
In ogni caso, imparare a rilassare completamente e correttamente
i propri muscoli non è un esercizio facile. Nel corpo
umano, infatti, esistono all'incirca 1.030 diversi muscoli striati
(che compongono circa metà del nostro peso corporeo) (Nota
1). Un prolungato uso errato di questi muscoli, dunque, può
portare ad un cronico mal funzionamento di varie strutture corporee,
per le quali non esiste un metodo di cura facile e veloce. Pertanto,
nella misura in cui abbiamo trascorso l'intera vita a usare i
nostri muscoli in modo scorretto, è ragionevole aspettarsi
che saranno necessari vari anni per poterli rieducare a funzionare
nella maniera giusta. L'ipnosi, gli psicofarmaci o altri metodi
proposti da religioni, filosofie o approcci attualmente di moda
non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo. Semplicemente,
servono tempo ed esercizio per poter pazientemente imparare a
correggere quelle abitudini negative che hanno causato il mal
funzionamento muscolare. Fortunatamente, i tempi necessari per
ottenere il desiderato risultato sono in proporzione molto più
brevi di quelli che sono stati serviti per imparare l'uso scorretto
dei muscoli.
Imparando il Rilassamento Progressivo, dobbiamo imparare ad ascoltare
le esperienze percettive del nostro mondo sensitivo interiore,
come siamo abituati a farlo con il mondo che ci circonda all'esterno.
Per raggiungere questa abilità altamente specifica, si
impiegano fondamentalmente due semplici principi fisiologici:
1) imparare a riconoscere uno stato di tensione, e 2) rilassare
tale tensione e contrastarla con uno stato di rilassamento. Si
crea una sistematica tensione in ognuno dei principali gruppi
muscolari, cosicché l'allievo può identificare
la sensazione unica di "tensione" (control signal)
per il gruppo di muscoli interessato. Questo stato di tensione
viene quindi studiato e conseguentemente eliminato tramite rilassamento.
A questo punto è molto importante sottolineare che l'agente
di queste due tappe, ovvero il riconoscimento della tensione
e l'eliminazione della stessa, non è l'istruttore bensì
l'allievo stesso. Il Rilassamento Progressivo pone l'enfasi sul
ruolo dell'allievo e non su quello dell'istruttore.
La sensazione di tensione viene denominata segnale di controllo
perché rappresenta letteralmente una forma di controllo
relativo ai circuiti neuromuscolari. Così come si guida
una macchina o un aereo, così si può controllare
il corpo umano tramite i muscoli scheletrici. Vediamo più
dettagliatamente in quale modo avviene questo controllo del corpo
umano.
Quando un muscolo si contrae, vengono attivati all'interno dello
stesso dei microscopici ricettori sensitivi. L'attivazione di
questi ultimi genera una successione di impulsi nervosi, che
sono portati al cervello attraverso fibre adibite al controllo
sensitivo. Ed è proprio questo fenomeno neuro-muscolare,
quale la generazione e trasmissione d'impulsi nervosi, a costituire
il control signal, il segno localizzato dello stato di tensione.
Questo fenomeno fu riportato già agli inizi del diciannovesimo
secolo dal famoso psicologo Sir Charles Bell, dal quale la definizione
di: "senso muscolare di Bell".
Imparando ad osservare le proprie sensazioni interiori, si può
sviluppare una notevole capacità di riconoscere i propri
control signals qualora si verifichino attraverso la nostra muscolatura
scheletrica. L'obiettivo a lungo termine che viene proposto dal
Rilassamento Progressivo, è quello di permettere al corpo
di monitorare istantaneamente tutti i control signals, così
da alleviare le tensioni che non sono desiderate. Il raggiungimento
di questa capacità di consueto monitoraggio e rilassamento
automatico può necessitare da un anno a più anni
di continuo esercizio. Livelli meno elevati di Rilassamento Progressivo,
però, possono essere ottenuti anche nel giro di qualche
mese o addirittura settimane.
Il processo completo tramite il quale possiamo controllare le
nostre tensioni è rappresentato dai loops o circuiti chiusi.
Quando i muscoli si contraggono, si generano scariche di impulsi
nervosi che vengono trasmessi al cervello attraverso le fibre
adibite al controllo sensitivo. Una volta entrati nel cervello,
questi impulsi danno luogo ad una serie di complessi eventi del
sistema nervoso centrale, a seguito dei quali gli stessi impulsi
nervosi tornano ai muscoli attraverso le fibre addette al controllo
motorio. Nel momento in cui questi impulsi motori giungono ai
muscoli, viene creata un'ulteriore contrazione muscolare che
a sua volta scaturisce nuovamente altri impulsi nervosi al e
dal cervello. Questi circuiti complessi consistenti da muscoli-sistema-
nervoso-cervello, cervello-sistema nervoso-muscoli, si ripetono
continuamente. Inoltre, tali circuiti sono composti sia da tessuti
nervosi sia da fibre muscolari e vengono quindi identificati
come circuiti "neuro-muscolari". Conseguentemente,
essi formano buona parte di ciò che verrà trattato
in questo libro. Attraverso il rilassamento dei muscoli scheletrici
è possibile indurre a uno stato di riposo tutti i componenti
dei circuiti neuro-muscolari, compreso il cervello stesso.
Il concetto di "circuito neuro-muscolare" è
tutt'altro che nuovo. E' un concetto che risale all'antica
Grecia e può essere ricostruito attraverso le opere di
filosofi e psicologi antichi per arrivare a ciò che propone
il pensiero scientifico contemporaneo. Alcuni dei più
noti pensatori hanno riconosciuto che alla base del funzionamento
del corpo umano sta proprio questa trasmissione di messaggi tra
i sistemi muscolari ed il cervello.
Probabilmente, la presentazione più nota del concetto
di circuito è quella di Wiener (1948) che sviluppò
il concetto che il corpo funziona in termini di fedback loops
attraverso i quali l'informazione viene trasmessa da una regione
del corpo ad un'altra all'interno dei loops stessi. La domanda
che a questo punto plausibilmente ci si pone è la seguente:
se il corpo funziona mediante questi circuiti, quale è
il sistema di controllo che dirige i circuiti neuromuscolari?
Durante lo scorso secolo, una risposta (e successivamente confermata
in molte ricerche) venne trovata dallo psicologo Alexander Bain:
è la persona stessa ad avere il potere di controllare
e gestire la muscolatura scheletrica, essendo questa l'unica
per l'appunto "gestibile" da noi. Per questa ragione,
i muscoli dello scheletro sono stati chiamati muscoli volontari.
Infatti, per produrre un determinato movimento noi contraiamo
e distendiamo sistematicamente i muscoli di quella parte del
corpo che siamo interessati a muovere. Ad esempio, se decidiamo
di uscire fuori di casa, iniziamo con il mettere un piede davanti
all'altro. Il concetto è talmente ovvio che non necessita
ulteriori approfondimenti o spiegazioni. Quello che però
non è talmente ovvio è che le funzioni interne
del corpo funzionano in maniera simile ai muscoli dello scheletro
(che i muscoli dello scheletro hanno un'influenza simile sulle
parti interne del corpo). Come si può facilmente dimostrare,
nel caso noi decidessimo di incrementare il nostro polso, dobbiamo
semplicemente fare tensione su tutti i muscoli del nostro corpo.
Per decelerarlo, invece, una volta raggiunto l'incremento desiderato,
basta diminuire l'eccessiva tensione che abbiamo creato.
L'essenza del nostro messaggio è riuscire ad applicare
questi principi a quelle funzioni del corpo che sono meno evidenti,
ovvero nascoste e sofisticate, e riconoscere che è possibile
controllare mediante lievi tensioni muscolari.
E' importante enfatizzare che questi eventi si svolgono
su una scala alquanto piccola. Infatti, perfino le minime contrazioni
(tensioni) muscolari portano ad una attivazione, per quanto limitata,
dei ricettori muscolari. Questa attivazione è sufficiente
perché questi ricettori inizino a creare una serie di
lievi impulsi nervosi che, col tempo, sarà possibile individuare
come lievi tensioni o control signals. A loro volta, questi deboli
segnali di tensione potranno essere utilizzati per controllare
le meno evidenti attività del corpo. Tutto ciò
che occorre è imparare ad acutizzare i propri sensi ad
un altissimo livello per poter captare anche le minime sensazioni
che si generano all'interno del nostro corpo. A questo punto
ci troveremo nella posizione tale da saper manipolare i numerosi
circuiti neuro-muscolari che sono simultaneamente attivi nel
nostro corpo.
Considerando semplicemente la maniera in cui si possono usare
queste capacità, diventa importante riconoscere che nel
mondo esistono varie forme e sistemi di controllo. Ad esempio,
il sistema di controllo per l'energia elettrica responsabile
dell'illuminazione di una stanza. Per attivare il dispositivo
di accensione, l'energia elettrica viene fatta confluire all'interno
del circuito e la luce si accende. Alternativamente, per spegnere
la luce, il dispositivo viene disattivato e l'energia elettrica
cessa. Il controllo muscolare non funziona esattamente alla stessa
maniera. Riconoscere questa differenza è estremamente
importante per colui che vuole imparare a controllare la tensione:
nel momento in cui il dispositivo di accensione della luce viene
disattivato, occorre produrre una specifica attività per
terminare l'apporto di energia elettrica. Sarebbe contraddittorio
se si dovesse produrre un'attività per raggiungere uno
stato di rilassamento dei muscoli del corpo. Non si può
"lavorare" per rilassarsi, sarebbe paradossale.
Contrariamente a quanto descritto sopra, il pedale dell'accelerazione
di una vettura rappresenta una forma di controllo molto più
analoga al funzionamento muscolare. Infatti, per incrementare
la velocità, eseguiamo lo sforzo di spingere sull'acceleratore
e dare gas. Alternativamente, lasciamo il pedale, diminuiamo
la "pressione" e la macchina decelera. In breve, quando
vogliamo produrre un'azione dobbiamo "pigiare l'acceleratore"
del nostro corpo, mentre quando vogliamo rilassare sia il corpo
che la mente dobbiamo semplicemente "staccare la spina"
e lasciar andare i muscoli. Per imparare a rilassarci, bisogna
imparare ad usare e gestire correttamente questi sofisticati
sistemi di controllo muscolare quali gli elementi di controllo
dei circuiti neuro-muscolari.
Riassumendo, all'interno di ciascun muscolo sono generati dei
segnali che trasmettono messaggi al cervello mediante impulsi
nervosi. Vi sono inoltre piccole cellule nervose che trasportano
messaggi motori dal cervello al fine di produrre contrazioni
sistematiche dei muscoli. Questi eventi nervosi e muscolari sono
alla portata di ogni fisiologo. La scienza è riuscita
ad accumulare una vasta conoscenza riguardo ai sofisticati principi
relativi alla causalità che esiste tra gli eventi elettrici,
chimici e meccanici che accadono all'interno dei nostri muscoli.
Ad esempio, sappiamo che questi circuiti funzionano in maniera
molto rapida, in quanto la velocità di trasmissione degli
impulsi nervosi nell'uomo risulta essere pari a 36-91 metri al
secondo (40-100 yards). Questo implica che la nostra capacità
di esercitare il controllo sulle funzioni del nostro corpo sia
altrettanto rapida, ciò vale anche per le funzioni più
nascoste e sofisticate che stanno alla base di tensioni negative.
Il metodo step-by-step che viene proposto nel capitolo 10 al
fine di imparare il Rilassamento Progressivo ti fornirà
l'opportunità di esercitare un controllo efficace sui
circuiti neuro-muscolari. In ogni caso occorre sviluppare e approfondire
la nostra conoscenza relativa all'origine e al ruolo della tensione
muscolare.
Tensione Generale e Localizzata.
Oltre alla tensione localizzata (quella confinata a specifici
gruppi muscolari), il corpo genera un tipo di tensione più
generale che interessa continuativamente tutta la muscolatura
scheletrica. Questa tensione generale è una tensione residua
che oltre a rappresentare una delicata e continua contrazione
delle fibre muscolari, denota anche lievi accenni di movimento
localizzato. Il rilassamento localizzato ci permette di rilassare
un gruppo limitato di muscoli specifici, mentre il tipo di rilassamento
necessario per alleviare la tensione generale richiede tecniche
differenti. Jacobson sviluppò un procedimento per controllare
questo fenomeno generale. Esso consiste nell'indurre un graduale
e uniforme irrigidimento di un determinato lembo; successivamente
questo irrigidimento viene gradualmente rimosso attraverso il
rilassamento (sempre graduale) del lembo interessato. Attraverso
sufficiente esercizio, questa procedura potrà permetterti
di azzerare completamente qualsiasi residuo di tensione. Ciò
può essere verificato mediante misure obiettive quali
l'elettromiografia. Inutile aggiungere che solo coloro che hanno
fatto pratica possono essere a diretta conoscenza sia della tensione
generale sia di quella localizzata.
Il riferimento al rilassamento graduale della tensione generale
ci offre un'opportunità di riflettere su varie connotazioni
presentateci dal termine "Rilassamento Progressivo".
Primo, sono necessarie delle esercitazioni giornaliere per poter
progressivamente riuscire a ridurre la tensione residua generalizzata.
Secondo, il termine "Rilassamento progressivo" sta
ad indicare che durante il periodo di pratica vari gruppi di
muscoli vengono progressivamente e successivamente rilassati
all'interno del corpo (prima un gruppo, poi un altro), in modo
che al termine del trattamento sarà possibile raggiungere
automaticamente (in modo naturale) uno stato di tranquillità
fisica e calma interiore.
Rilassamento Totale e Differenziato.
L'obiettivo del clinico e del riabilitatore non sarà quello
di eliminare la tensione "in toto", bensì di
riuscire a far controllare meglio le funzioni interessate per
far sì che il paziente possa usufruirne, in modo adeguato,
della tensione necessaria alla normale vita di relazione. La
maggior parte delle persone, infatti, non solo pazienti affetti
da problemi neurologici, continuerà a tendere inutilmente
fasci muscolari, fino a quando non subentreranno sintomi quali
l'irrigidimento del collo, cefalea, ma anche bruxismo, ecc.,
tutte tensioni inutili, per non dire dannose.
L'obiettivo principale sarà, in questo caso, quello di
compiere un determinato movimento, in maniera efficace in modo
che i muscoli del corpo si rilassino automaticamente se non sono
da utilizzare nella produzione di un qualche movimento. In breve
tempo è comunque possibile imparare a rilassare selettivamente
quei muscoli che non sono necessari per l'esecuzione di un dato
movimento. Di conseguenza, si può riuscire ad eliminare
reazioni eccessive quali la rabbia nei confronti di situazioni
complesse o percepite come incontrollabili. Quando si è
rilassati, infatti, si contraggono esclusivamente quei muscoli
che sono indispensabili al raggiungimento dell'obiettivo prefisso,
questi ultimi saranno contratti a livello ottimale e non eccessivamente.
Molte persone sprecano una notevole quantità d'energia
stando eccessivamente tesi persino quando sono seduti o fermi
in piedi.
Riassumendo, la tensione rappresenta la contrazione delle fibre
muscolari, e il rilassamento è lo scioglimento della contrazione
che risulta nell'allungamento delle fibre muscolari. Al fine
di ottenere il controllo della tensione, la prima cosa necessaria
da imparare è saper riconoscere le tensioni deboli e la
seconda sciogliere le stesse mediante il rilassamento. A questo
stato di rilassamento viene, nei training di rilassamento muscolare
progressivo, contrapposto il precedente stato di tensione, è
così maggiormente conosciuto il controllo della tensione
in quella specifica regione del corpo. Esercitando questo controllo
della tensione è possibile gestire meglio la componente
muscolare dei circuiti neuro-muscolari, così da utilizzare
il proprio corpo per un'efficienza ottimale. Di conseguenza la
muscolatura scheletrica può essere utilizzata per controllare
efficacemente sia il comportamento esteriore del corpo, sia quelle
funzioni più interiori, quali i processi mentali e l'attività
del sistema cardiovascolare. Il controllo efficace segue l'apprendimento
del rilassamento selettivo e dell'ottimale contrazione di quei
muscoli necessari per compiere il movimento desiderato. Esercitandosi
sufficientemente si raggiunge l'automaticità, uno stato
in cui il corpo si rilassa selettivamente in maniera automatica.
I principi base del rilassamento scientifico, possono essere
efficacemente applicati alla nostra vita quotidiana in modo da
poter apprendere meglio come spendere le nostre limitate risorse
energetiche saggiamente. Il rilassamento, soprattutto nelle versioni
di Jacobson e Bernstain (Bernstein e Borkovec 1973) può
Inoltre essere proficuamente impiegato in molte situazioni cliniche
e sub cliniche in campo psicologico, psichiatrico e neurologico.
In particolare nel morbo di Parkinson esercizi guidati di rilassamento,
soprattutto se inseriti in un contesto di accoglienza psicologica
e dopo un attento esame clinico neuropsicologico e psicofisiologico
può rappresentare un eccellente trattamento coadiuvante
dei trattamenti più tradizionali farmacologici e fisisatrici.
Nota 1:
Alcune stime relative al numero di muscoli rsultavano inferiori
questa, come ad es. la spesso citata stima di 600. Conseguentemente
a decisioni di definizione l'attuale numero è in qualche
misura arbitrario. Taluni muscoli, quali ad es. i bicipiti del
braccio destro, pur essendo 2 muscoli vengono denotati con un
unico nome. Quindi, in una chart di nomenclatura, i bicipiti
ammontano effettivamente a 4 muscoli (2 per braccio). Talaltri
muscoli, specialmente quelli della schiena, e aventi un unico
nome, consistono da circa 20 muscoli separati.. Alla luce di
queste considerazioni, quindi, la stima di 1,030 fatta dal Dr.
Jacobson, risulta essere una stima piuttosto realistica. |