Si potranno "riparare" gli organi.
Il Giornale di Vicenza
(13 febbraio 2004)


E' pi¨ vicina la possibilitÓ di avere a disposizione riserve di cellule primitive da coltivare per rigenerare tessuti e organi danneggiati da infarto, ictus, morbo di Parkinson o diabete. E' un passo importante verso la clonazione terapeutica, quello annunciato ieri dagli scienziati. E' anche un passo molto critico, un esperimento destinato a risollevare l'acceso dibattito etico sulla possibilitÓ di ottenere embrioni umani in laboratorio al solo scopo di prelevare da essi cellule staminali. Una possibilitÓ negata dal governo degli Stati Uniti ai centri pubblici di ricerca, ma alla quale stanno lavorando molte aziende private.
Il risultato, che molti ricercatori giudicano importantissimo, tuttavia non significa che la clonazione terapeutica sia dietro l'angolo. E' ancora tutto da studiare, infatti, il problema delle possibili anomalie genetiche delle cellule ottenute per clonazione. Possono nascondere alterazioni che si manifestano nel corso dello sviluppo, come Ŕ accaduto finora a molti cloni di mammiferi.

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