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E' più vicina la possibilità di avere a disposizione
riserve di cellule primitive da coltivare per rigenerare tessuti
e organi danneggiati da infarto, ictus, morbo di Parkinson o
diabete. E' un passo importante verso la clonazione terapeutica,
quello annunciato ieri dagli scienziati. E' anche un passo
molto critico, un esperimento destinato a risollevare l'acceso
dibattito etico sulla possibilità di ottenere embrioni
umani in laboratorio al solo scopo di prelevare da essi cellule
staminali. Una possibilità negata dal governo degli Stati
Uniti ai centri pubblici di ricerca, ma alla quale stanno lavorando
molte aziende private.
Il risultato, che molti ricercatori giudicano importantissimo,
tuttavia non significa che la clonazione terapeutica sia dietro
l'angolo. E' ancora tutto da studiare, infatti, il
problema delle possibili anomalie genetiche delle cellule ottenute
per clonazione. Possono nascondere alterazioni che si manifestano
nel corso dello sviluppo, come è accaduto finora a molti
cloni di mammiferi.
Questo articolo figurava nella
pagina www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/nazionale/Caa.htm
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