Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(106 - 110; 1 - 15 agosto 2009).
110 - Il 15 agosto 2009 L.I. ha chiesto:
"Egr Prof Bassi,
pongo alla Sua cortese attenzione il seguente quesito.
Mio padre (anni 72) da 2 anni soffre di forte crisi depressiva, iniziando a non uscire da casa. Abbiamo dapprima contattato un neurologo il quale gli ha prescritto del Trittico da 75 mg, 1 cps al dì. Per diversi mesi devo dire la verità ha risposto positivamente. Ma col passare del tempo sono iniziati a sorgere altri problemi quali il cambiamento di umore, parlare poco, essere assente a tavola ed anche durante il giorno, disinteressandosi di cosa accade intorno ed iniziando a dormire tutto il giorno, avendo poi di conseguenza problema la notte agitando e non dormendo.
Successivamente ho deciso di cambiare neurologo il quale gli ha prescritto 1 cps di trittico al dì + 1 cps da 125 di seroquel. La situazione è completamente peggiorata. Difatti dorme per tutta la giornata mattina, pomeriggio e sera e la notte non dorme e non ci fa dormire lamentandosi ed invocando familiari che oggi non ci sono più. La notte quando deve andare in bagno non ce la fa a camnminare, non si ricorda dov'è e lo dobbiamo accompagnare. Sia il giorno ma sopratutto la notte è intontito. Gli parlo, dicendo di alzarsi e di uscire ma lui non ne vuole sapere continuando a dormire.
Si alza dal letto solo per pranzare e talvolta per cenare. Per il resto è assente. Ho letto dal foglio illustrativo che può essre il serooquel.
Cortesemente, Le chiedo di rispondermi e di aiutarmi perchè nè fisicamente e nè neurtologicamente ce la faccio a soppartare questa tragica situazione. Credo che può capirmi nello stato in cui mi trovo...
Cordialmente."
  "Salve,
considerando che vi sono sintomi depressivi e confusionali e che usiamo sedativi neurolettici importanti, non possiamo escludere effetti collaterali.
Anche se la depressione nell'anziano è complicata e resistente, è utile avere una consulenza psichiatrica, fare tutti gli esami del sangue, una tac o Risonanza cerebrale, oltre che dei test neuropsicologici per escludere che vi siano disfunzioni organiche e della sfera cognitiva.
Sarebbe bene concordare diagnosi e terapia con il neurologo, lo psichiatria e medico di base e fare un consiglio di famiglia per studiare strategie non solo farmacologiche, ma anche pratiche - ambientali. Molte Cordialità."
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109 - L'11 agosto 2009 G.G. ha chiesto:
"Mio padre ha 80 anni ed è affetto da Parkinson grave.
Assume MADOPAR 250 divisibili (1\\4 x 4 vv al giorno) e Azilect 1mg - 1 volta al giorno e zoloft 5 mg 1 volta al giorno.
Da qualche giorno è rigidissimo e non cammina più.
Inoltre durante il giorno dorme moltissimo. Quando non dorme spesso è agitato, soprattutto il pomeriggio.
Sabato ha avuto una crisi delirante dovuta a disidratazione.
I medici dell'ospedale dicono che la cura non è sufficiente per il suo stato parkinsoniano. Lo specialista che lo ha in cura in un'altra città dice che aumentando la levadopa peggiora la situazione a livello cognitivo. Ci chiediamo come mai questo blocco improvviso, visto che fino a qualche giorno fa camminava aiutato.
Grazie."
  "Salve,
lei ha premesso che il papà è anziano (80 anni) ha una grave forma di Parkinson.
Ci sarebbe stato un improvviso peggioramento con insonnia ed agitazione, ma anche con delirio attribuito a disidratazione.
Il caldo di questo periodo in effetti favorisce l'insonnia e la disidratazione.
Il peggioramento nel cammino potrebbe dipendere da varie concause, ed è COMUNE NEGLI STADI AVANZATI DI MALATTIA, ma in ogni caso andrei piano con l'aumento della terapia (comunque non molto elevata) a base di DOPAMINA che contribuisce sicuramente a problemi di confusione e allucinazioni.
L'ANTIDEPRESSIVO (ZOLOFT) TROVA LA SUA GIUSTIFICAZIONE SOLO SE è CERTO LO STATO DEPRESSIVO IMPORTANTE, PER il possibile AUMENTO DEGLI EFFETTI COLLATERALI NEUROLOGICI.
Se non riuscite a vedere in breve tempo lo specialista, telefonategli per puntualizzazione e consiglio.
Molti cordiali saluti."
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108 - Il 10 agosto 2009 S.A. ha chiesto:
"Salve prof., ho 61 anni ed a febbraio di quest'anno mi hanno diagnosticato un Parkinson con Dat-Scan. Prendo il Requip da 14mg. ma il mio equilibrio non migliora, prendo anche a pranzo una past. da 1mg. di Azilect ma non ho grandi miglioramenti.
Il mio medico recentemente mi ha aumentato il Requip perchè non mi vuol iniziare a dare la Levodopa.
Che fare? Grazie per la riposta. "
  "Salve,
il disturbo dell'equilibrio in effetti è poco responsivo ai FARMACI ANTIPARKINSONIANI, che agiscono sopratutto nel migliorare destrezza e la velocità dei movimenti.
In genere si associa la levodopa ad altri farmaci specie i dopaminoagonisti, come requip ed azilect, e magari altri ancora con una serie di tappe e con il fine di evitare effetti collaterali della terapia anche a lungo termine.
Nel paziente particolare ed in base all'età ed agli obbiettivi discussi assieme, lo specialista può scegliere per varie ragioni una STRATEGIA FARMACOLOGICA al di fuori dello standard.
Il paziente dovrà innanzitutto vedere se il curante è un esperto nella cura del Parkinson (e disturbi del movimento) magari facendosi aiutare dal medico di famiglia e dalle associazioni di malati (parkinsoniani).
Una volta stabilito un patto di fiducia, il paziente ha il diritto-dovere di discutere, con tranquillità e serenità, la terapia. Gli ponga quindi senza problemi le sue domande fiduciosamente.
La chiarezza e la fiducia sono essenziali. Molte cordialità."
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107 - Il 5 agosto 2009 F.L. ha chiesto:
"Salve Professore,
a mia madre, oggi di 85 anni, due anni fa è stato diagnosticato un emiparkinson-sinistro. E' stata curata con una compressa mirapexin 0,18 al giorno in associazione a 1 compressa di mantadan, nicergolina e nicetile e poi 7 fiale al mese di citicolyn 500.
Circa un mese fa ha avuto problemi di allucinazioni notturne che sono sparite appena ha smesso di assumere il mantadan.
Adesso però il tremore è andato progressivamente aumentando sino a essere evidente in tutto il corpo. E' una causa della mancata assunzione del mantadan o una normale evoluzione del Parkinson? Sinora il neurologo ha fissato controlli ogni 4 mesi e sono stati sempre rispettati anche se la terapia non ha mai subito modificazioni.
La ringrazio sin da ora per l'attenzione."
  "Salve,
se le allucinazioni sono sparite con la sospensione del mantadan, è assai probabile che si trattasse degli effetti collaterali indesiderati di tale farmaco.
Se il tremore è in aumento, difficilmente dipende dalla mancata assunzione di una compressa di mantadan. Più che evoluzione (peggiorativa) del Parkinson penso che il tremore possa esser uno dei sintomi principali (ed appariscenti) di quella particolare forma di Parkinson della mamma: purtroppo il tremore è un disturbo piuttosto difficile da controllare con i farmaci.
L'età avanzata della mamma rende poi molto incerta la utilità di un tipo di farmaco a volte utilizzato (gli anticolinergici) allo scopo.
E' bene che i controlli dello specialista siano frequenti, anche ogni due mesi, ovvero tutte le volte che le cose non vanno bene o vi sono problemi. Non esitate a chiederne l'aiuto.
Cordialità."
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106 - Il 1° agosto 2009 G.F. ha chiesto:
"Da circa due anni ho scoperto, all'età di 59 anni, di avere il morbo di Parkinson che per ora sto controllando con due pillole di requip, una da due l'altra da 8 mg, a rilascio prolungato con relativa pillola di sinemet 100 mg+ 25 mg a rilascio modificato. Dopo un periodo di circa un anno ora penso che dovro modificare la dose in quanto dopo questo lungo periodo di benessere ho dei piccoli problemi di equilibrio nel camminare. La domanda: prima che questi sntomi diventino sempre più invalidanti non sarebbe bene tentare terapia con cellule staminali o Rasagilina?? Grazie."
  "Salve,
la difficoltà di equilibrio nel cammino è disturbo molto frequente e caratteristico della malattia di Parkinson, anche nelle forme non proprio avanzate.
La bontà della terapia si dovrebbe misurare di più su altre difficoltà.
Val la pena, dopo un anno, fare il punto della situazione, se non l'ha già fatto, con lo specialista per valutare bene l'entità dei vari disturbi, come la destrezza e lentezza dei
movimenti, lo stato emotivo, le difficoltà di equilibrio ecc. In tale controllo (è preferibile che sia trimestrale a meno che la situazione non sia perfetta) va ridiscussa ed affinata la terapia, che, ricordiamo, non è solo a base di farmaci, ma magari associata con la riabilitazione.
La terapia con cellule staminali (ne abbiamo già parlato e ne riparleremo) non è a mio parere ben proponibile al momento.
L'uso della rasagilina invece è una opzione farmacologica interessante anche per la comodità d'uso, che fa parte delle migliorie che sono lanciate oramai con una certa frequenza per rendere più facile ed efficace il trattamento della malattia con i farmaci.
Ne parli con il suo neurologo alla prossima visita.
Molte cordialità."