Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(111 - 115; 19 - 31 agosto 2008).
115 - Il 31 agosto 2009 R.P. ha chiesto:
"Desidero sapere se e quanto i diversi tipi di cibo possono inibire l'efficacia del trattamento terapeutico canonico."
  "Salve,
certamente si.
E' importante conoscere gli effetti di certi cibi e quindi di una corretta alimentazione per ottenere una buona efficacia dei farmaci antiparkinsoniani: infatti alcune sostanze possono inibire l'assorbimento dei farmaci che si assumono.
L'elenco - ed il tema - è un po' lungo.
Mi pare che ottime indicazioni si possano già recuperare (raccomando di stamparle) in rete ed in particolare nel sito dell'Unione Parkinsoniani http://www.parkinsonitalia.it/diete.htm e nel sito dell'Aip http://www.parkinson.it/la_malattia/alimentazione-2.html in specie nelle pagine segnate.
Molte cordialità."
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114 - Il 27 agosto 2009 G.P. ha chiesto:
"Depressione e dolori alla schiena fanno sempre parte di questa malattia.
Sono due anni che mi curano con il requip da 4 e 8 mg a rilascio prolungato e poi con un antidepressivo cimalta da 60 è ok.
Grazie"
  "Salve,
devo fare alcune supposizioni: che si tratti di malattia di Parkinson con sintomi depressivi importanti e importante dolore al rachide (Colonna) e che l'antidepressivo sia cymbalta (duloxetina).
Posso solamente dire che il trattamento iniziale del Parkinson può essere affidato ad un farmaco come il ropirinolo, anche a rilascio prolungato e che, in presenza di depressione, un farmaco come cymbalta a 60 mg per un adeguato periodo è previsto.
Non è strano che l'esordio dei disturbi sia caratterizzato dai dolori e che vi sia una importante depressione dell'umore.La terapia può variare a seconda dell'età, dei caratteri del Parkinson e della risposta individuale, e un po' dalla preferenza ed esperienza dello specialista.
Nel suo caso non mi pare vi siano state fatte soluzioni "inusuali".
Vanno fatte però periodiche revisioni "discusse e magari condivise" della terapia.
Molte cordialità."
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113 - Il 26 agosto 2009 A.R. ha chiesto:
"Mio padre: stent carotideo gennaio 09; trauma cranico con soffusione ematica aprile 09.
Comparsa progressiva Parkinson dal 2004 rmn allora mostrava atrofia diffusa sottocorticale e leucocefanlopatia.
E' rimasta col tempo diagnosi Parkinson associata a deficit mensici sino a decadimento cognitivo (solo MMSE).
Tac luglio mostra marcata atrofia sottocorticale ed laucoaiosi: parkinson (ower body9 parkinson.
Sospeso jumex, 15 giorni fa ha iniziato madopar.
Desidero suo parere. Grazie"
  "Salve,
mi par di capire che probabilmente c'è una encefalopatia (sofferenza del tessuto cerebrale) multifattoriale di tipo vascolare-stent carotideo e traumatica con Parkinson (o parkinsonismo?) e decadimento cognitivo.
Ha iniziato una terapia piuttosto efficace sui sintomi parkinsoniani (madopar) da poco.
E' possibile che miglioramenti, ma soprattutto sul movimento, si possano vedere in breve tempo.
Considerando la complessità della situazione, forse potrei esser utile con una spiegazione telefonica (xxxxxxxxxx), se le cose non migliorano.
In ogni modo molte cordialità."
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112 - Il 22 agosto 2009 M.C. ha chiesto:
"Salve, mio padre è affetto dalla malattia di Parkinson e, come previsto, ha dificoltà di deglutire, la cosa capita ogni tanto. Vorrei sapere se ci sono metodi per far si che lo aiuti. Grazie."
  "Salve,
le difficoltà di deglutizione sono previste e frequenti nella malattia di PARKINSON E FORME PARKINSONIANE.
Vi sono efficaci sistemi e strategie per minimizzare il disturbo anche se sporadico.
Le pubblicazioni delle associazioni Parkinson trattano questo tema (vedi guida rossa della AIP e numeri del periodico della Unione Parkinson Italia).
Le associazioni di pazienti spesso hanno un accordo con i centri di riabilitazione per il trattamento della disfagia con l'aiuto di una logopedista.
Vi sono efficaci consigli recuperabili anche con una ricerca in Internet tra cui http://www.parkinson.it/parola.html.
Il primo passo forse è di contattare l'associazione parkinson più vicina o quella di Verona o Parma.o il centro Parkinson della vostra città (batti su un motore di ricerca: centro parkinson Brescia).
Molte cordialità."
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111 - Il 19 agosto 2009 L.F. ha chiesto:
"Dottore buongiorno, ho la mamma con Parkinson da circa 8 anni.
Ai problemi che la malattia porta si è aggiunto, da un paio di settimane, quello di una tosse insistente, per fortuna non sempre, sia nell'ingerire i liquidi che i solidi.
Sono parecchio preoccupata.
Possiamo aiutare la mamma in qualche modo, ci sono farmaci o tutto è inutile?
Grazie e cordialità"
  "Salve,
credo che la tosse possa dipendere da un problema di disfagia e che cioè la tosse possa esser scatenata dal fatto che cibo o saliva passa nella laringe o nella trachea non correttamente.
E' un problema che ha una certa frequenza nel Parkinson e sopratutto in alcune sue varianti e per il quale ci sono specifici provvedimenti.
Sto rispondendo a numerosi quesiti su questo tema in questi giorni (li troverà nel sito nell'archivio delle risposte).
Con l'aiuto di logopediste si può impostare meglio la deglutizione e correggere con efficacia il problema.
Per contattare le logopediste specializzate a ciò, un aiuto viene dalle associazioni locali Parkinson e dai centri di cura Parkinson e disturbi del movimento.
Vi sono pubblicazioni relative sia a stampa che in rete delle associazioni a cominciare dal nostro sito.
Molti auguri."