Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(146 - 150; 11 - 14 febbraio 2010).
150 - Il 14 febbraio 2010 N.D. ha chiesto:
"Egr. dott. Bassi,
a mio marito, affetto da Parkinson dal 2006, è stata diagnostica una possibile PSP (paralisi sopranucleare progressiva) in seguito alla lettura di TAC effettuata dopo due cadute occorse la prima settimana di novembre 2009. Successivamente ed immediatamente alle cadute le condizioni di salute sono drasticamente peggiorate: incapacità di esprimersi verbalmente, equilibrio e coordinazione precari ed una irrequietezza notturna intensa e costante.
Per attenuare l'attività notturna, che richiede sorveglianza continua, il neurologo dal quale è in cura dal 2006 ha prescritto l'uso di seroquel.
Le faccio presente che tramite seroquel l'irrequietezza si è attenuata ma ho notato una riduzione drastica della motilità; inoltre mi preoccupano le possibili allucinazioni dovute a tale farmaco (come indica il foglio illustrativo) in quanto durante i risvegli notturni, allontana sempre i guanciali, prende le mie mani e le stringe fortemente finchè non riesco a tranqulizzarlo parlandogli.
Le chiedo quale farmaco potrebbe risultare più adatto nell'attenuare l'irrequitezza notturna in sostituzione al seroquel.
Inoltre vorrei conoscere l'evolversi di questa rara patologia, (Le ricordo PSP presunta dal nostro neurologo e non accertata).
La ringrazio per l'attezione e il tempo messo a disposizione.
Cordiali saluti."
  "Salve,
vi sono degli altri farmaci della stessa famiglia del seroquel (neurolettici atipici) da provare quando il seroquel funziona poco, tra essi credo molto validi risperdal e poi zyprexa; se l'agitazione si associa ad insonnia si può utilizzare degli ipnoinducenti (benzodiazepine modificate).
L'evoluzione della psp (paralisi soparanucleare progressiva) dipende da caso a caso, per quanto c'è tendenza alla progressione dei sintomi. se la diagnosi non è definitiva (fatto non eccezionale) è ancora più DIFFICILE PREVEDERNE L'EVOLUZIONE.
Cordialità."
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149 - Il 14 febbraio 2010 P.G. ha chiesto:
"Nel mese di gennaio 2010 sono stato colpito da due ischemie transitorie a distanza di una settimana l'una dall'altra.
Ricoverato in neurologia e in seguito agli esami del caso (visita neurologica, ecodopler, Tac, esami del sangue, risonanza magnetica, elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, Rx al torace) sono stato dimesso con il seguente giudizio diagnostico: Encefalopatia ischemica acuta (TIA) in paziente con encefalopatia multilacunare, ipertensione arteriosa, pregressa ulcera peptica, fumatore.
La terapia consigliata: prinzide , lansoprazolo e plavix.
La domanda che vorrei porre e' la seguente: quale relazione c'è tra l'encefalopatia multilacunare e il morbo di Parkinson?.
La ringrazio. Saluti."
  "Salve,
e' presto detto.
Il Parkinson non dà una encefalopatia lacunare, cioè lacune ossia piccole zone di ischemia sparse, mentre zone di ischemia che interessano i nuclei della base possono dare un quadro simile al Parkinson.
Aspetti parkinsoniani,cioè rigidità e voce monotona ecc, possono esser dati anche dall'effetto combinato di molte piccole lesioni in zone diverse dai nuclei della base e ancora denominato encefalopatia multilacunare.
I comuni farmaci antiparkinsoniani sono meno efficaci se
alla base non c'è la tipica lesione parkinsoniana, ma invece le molteplici zone di infarto.
Cordialità."
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148 - Il 12 febbraio 2010 G.R. ha chiesto:
"Illustre dottore, mi scuso per il disturbo ma volevo un suo parere riguardo il mio piccolo di 9 anni.
All'età di 3 anni ha avuto la sua prima convulsione febbrile; poi purtroppo ne ha avute altre 4 ed è stato messo in terapia col depakin fino alletà di 6 anni.
Sospeso tutto non ha piu avuto niente fino al 14 ottobre scorso.
Premetto aveva da due giorni febbre a 39 virus a un ipoglicemia a 39 però niki ha avuto una crisi; io sono caduta in una depressione perchè ormai ero convinta di non vedere più il mio piccolo.
Così il neurologo mi ha fatto programmare un egg in sonno, effettuato il 4 febbraio.
Le dico l'esito: in veglia è buono, nel sonno sporadiche anomalie lente cuspidate e rare lente parossistiche diffuse. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che non c'è epilessia però di tenere sempre la temperatura bassa. Io sono molto preoccupata; quelle parole che cosa vogliono dire e il mio bimbo potrà guarire o vivremo sempre con l'angoscia di vederlo star male? Puo essere stato un caso sporadico per il forte virus o egg dice altro? Mi aiuti una mamma angosciata. Grazie di nuovo."
  "Salve,
da quanto scrive posso dedurre di fattori positivi, cioè una prognosi favorevole nel vostro caso è che la prima convulsione sia accaduta a tre anni, che l'ultima crisi sia accaduta con ipoglicemia e che sono già trascorsi 4 mesi da essa. .
La terapia con depakin va bene ed è molto efficace. Val la pena comunque sorvegliare se si sono puntate febbrili e trattarle subito con antipiretici e raffreddamento corporeo. Le anomalie
dell'elettroencefalogramma non ci aggiungono granché. se non che è probabile ci sia un problema epilettico ma non focalizzato. Il crescere dell'età diminuisce in modo consistente la possibilità di altre crisi.
Dovrete essere seguiti da un epilettologo infantile (in Lombardia e a Milano, come all'Istituto Besta, non mancano). Vi diranno di come gestire eventuali altre crisi, che sicuramente incutono paura nei familiari.
Nell'insieme mi pare che non ci siano affatto motivi per esser angosciati.
Cordialità."
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147 - L'11 febbraio 2010 C.M. ha chiesto:
"A mio padre, 73 anni, è stato riscontrato da 5 anni il morbo di Parkinson. Sta sta prendendo 1 e mezzo pasticca di Sinemet ma non gli fa più effetto. Cosa mi consiglia? Premetto che ha anche il diabete mellito, la polimialgia reumatica e l'ipertensione arteriosa."
  "Salve,
certamente il diabete la polimialgia e l'ipertensione complicano un po il programma terapeutico, però non c'è una vera incompatibilità tra i farmaci per il Parkinson ed i farmaci di solito usati per queste malattie.
Di solito dopo 5 anni il Parkinson si avvia verso una fase di ridotta risposta alla terapia impostata nei primissimi anni e in parallelo sembra che la terapia non faccia più effetto.
Non mi scrive che tipo e che dosaggio sta facendo di sinemet e come è suddiviso.
Ho la vaga impressione che vi sia spazio per una terapia più complessa magari con due farmaci specifici per il Parkinson.
AI FARMACI SI AGGIUNGE ANCHE UNA DIETA ADEGUATA, IN PARTICOLARE ALL'ASSUNZIONE DELLE MEDICINE ED UN PROGRAMMA DI KISIOKINESITERAPIA.
Il criterio di inefficacia di una terapia è complesso e da stabilire dal giudizio degli specialisti oltre che dai familiari.
Ne parli con lo specialista che vi segue puntualizzando la situazione.
Molte cordialità."
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146 - L'11 febbraio 2010 R.G. ha chiesto:
"Buonasera prof. mi rivolgo a lei per porle un quesito per me urgente.
Sono una signora di 54 anni affetta da morbo di Parkinson da circa due anni in cura. Attualmende sto assumendo 1/2 cp di Madopar 250 3 volte al dì, 1 cp. di Azilect 1 mg. 1 volta al dì ed applico giornalmente un cerotto Neupro 6mg. Inoltre la sera per dormire prendo 8/10 gocce di Minias.
Le scrivo perchè da circa un mese ho un dolore forte al ginocchio che mi impedisce di camminare, infatto sto usando una stampella.
Ho effettuato una RMN da cui è risultato che c'è un "edema spongioso al condilo femorale interno, quadro degenarativo del menisco interno senza segni di rottura a tutto spessore, inoltre versamento modesto intra articolare". Secondo gli ortopedici che mi hanno visitato sarebbe opportuna una artroscopia ma comunque mi dicono di provare prima ad effettuare delle punture intramuscolo di DIFOSFONAL per una decina di giorni unitamente alla FSK del ginocchio.
Le chiedo cortesemente se può dirmi se le punture indicate hanno qualche controindicazione per il morbo di Parkinson o possono produrre effetti indesiderati con le medicime che prendo.
Ci può essere qualche relazione con i problemi alle ginocchia ed il morbo di Parkinson?
Inoltre le chiede se c'è qualche problema per l'anestesia?
Certa di un suo cortese urgente riscontro la saluto cordialmente."
  "Salve,
non mi risulta che il difosfonal abbia controindicazioni per i farmaci usati per il morbo di Parkinson.
I suoi problemi alle ginocchia hanno un rapporto piuttosto incerto e debole con il Parkinson (che può un po' aggravare una artrosi o l'invecchiamento delle articolazioni).
Per quanto riguarda l'anestesia, non vi sono grossi problemi, anche perchè è probabile che non sia usata una anestesia generale.
In ogni caso va segnalata all'anestesista la terapia in corso.
Cordialità."