Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(151 - 155; 16 febbraio - 2 marzo 2010).
155 - Il 2 marzo 2010 S.L. ha chiesto:
"Gentile Prof., vorrei sapere se il morbo di Parkinson diagnosticato circa un anno fa, può degenerare con perdita della memoria, irritabilità, euforia. A volte non riconosce i propri familiari.
E' sotto cura con Sinemet da 250 + 25mg (due volte al giorno) da circa due mesi, perchè prima il dosaggio era minore. Lei riscontrava e riscontra forti dolori alle articolazioni, mostra inappetenza e frequenti casi di vomito.
In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente."
  "Salve,
con una certa frequenza il m. di Parkinson si associa a importanti disturbi mentali definiti deterioramento cognitivo.
Talvolta vi sono anche disturbi dell'emotività e del comportamento con ansia irritabilità e stati di euforia.
Il mancato riconoscimento dei familiari potrebbe dipendere da uno stato di demenza, che è la forma più marcata di DETERIORAMENTO COGNITIVO.
Anche il dolore è frequente in questa malattia, talora riferito alle articolazioni - può esser trattato con comuni antidolorifici.
Abbastanza frequenti anche disturbi digestivi come inappetenza e vomito, che potrebbero esser in relazione all'assunzione di prodotti come il Sinemet.
Se si vede che il disturbo è presente solo dopo l'assunzione del Sinemet, si possono usare efficaci farmaci specifici, come il Motilium.
Parlatene però subito e fiduciosamente con lo specialista che vi segue.
Cordialità."
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154 - Il 25 febbraio 2010 M.B. ha chiesto:
"Egregio Professore, buonasera.
Sono ammalato di Parkinson diagnosticato nel 2005 (avevo 49 anni).
Al momento assumo una compressa di azylect+ cerotti neupro per complessivi 12mmg.
Non ho tremore; rigidità, soprattutto nei movimenti più fini, agli arti di sx.
L'eloquio sta lentamente divenendo meno chiaro e fluente! Dormo (con mezza compressa Imovane 7) in maniera soddisfacente.
Il quesito che le volevo sottoporre è il seguente: nell'evoluzione della malattia, a parte la stanchezza, è stato notato dolore alle gambe, fortissima tensione dietro le ginocchia e dolori muscolari - sempre e solo agli arti inferiori?
La ringrazio per la cortese attenzione"
  "Salve,
nel corso della malattia di Parkinson, già nei primi anni si trova frequentemente una serie di sintomi che ha elencato, quali dolori agli arti, sensazioni di crampi dolori e tensione muscolare.
Tali sintomi si avvertono sopratutto agli arti inferiori.
La rasagilina (azilect) potrebbe in realtà un pò contribuire a dare dolori alle articolazioni (artralgie).
Il dolore va studiato assieme allo specialista perché può essere assai fastidioso e va trattato a dovere.
Può dipendere da vari fattori che magari non sono legati direttamente dalla malattia di Parkinson.
Va in particolare studiato il rapporto con la terapia, se si attenua per esempio in assenza di terapia o nelle fasi in cui i farmaci perdono l'efficacia. bisogna tener un diario della presenza e tipo-distribuzione di esso.
Non c'è gran problema comunque a provare ad usare degli analgesici (i cosiddetti Fans).per ridurre il dolore molto intenso.
Analisi del disturbo e terapia vanno sempre fatte assieme al medico.
Cordialità."
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153 - Il 21 febbraio 2010 C. ha chiesto:
"Io le voglio fare una domanda che è sicuramente fuori tema non trattandosi di Parkinson, ma secondo me ha una certa attinenza. Io ho un ipertono da sclerosi multipla e anche chi è affetto da Parkinson ha un ipertono di origine extrapiramidale, le volevo chiedere se gli esercizi presentati in questo sito, le faccio i complimenti perchè sono presentati in modo molto chiaro, sono praticabili anche da chi ha un ipertono da sclerosi multipla.
La ringrazio per l'attenzione "
  "Salve,
l'ipertono da sclerosi multipla in genere dipende da un danno piramidale più che extrapiramidale, quindi non assomiglia a quello del m. di Parkinson.
Le consiglio di farsi seguire e trattare da un servizio di riabilitazione, con esperienza coi malati di S.M.
Credo siano presenti anche nella sua città, sia privati che pubblici.
Gli esercizi presentati sul sito non sono molto specifici per la sua condizione.
Cordialità."
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152 - Il 16 febbraio 2010 E.P. ha chiesto:
"Gentilissimo professore, mia madre di 80 anni è affetta da circa 5 anni da un tremito essenziale diagnosi fatta da diversi suoi colleghi concordi su questa diagnosi.
La paziente è stata trattata con farmaci betabloccanti partendo da dosaggi minimi ben tollerati passando a dosaggi maggiori che creano a mia madre effetti collaterali del tipo pressione alta fino ad arrivare all'incontinenza.
Premetto che mia madre soffre dall'età giovanile di asma ed i farmaci che prende per questa patologia possono dare effetti collaterali alla terapia dei betabloccanti.
Quindi è stata costretta a sospendere questa terapia limitandosi a prendere 15 gocce di rivotril 3 volte al giorno e del tavor al bisogno più urgente.
Le condizioni gradualmente vanno peggiorando.Sono a chiederle se vi sia un'alternativa a queste terapie con farmaci che non diano effetti collaterali e che possano ridurre il tremore che riguarda soltanto gli arti superiori e la bocca non gli arti inferiori e dove eventualmente rivolgermi per un consulto medico.
Le faccio presente che mia madre è già stata vista dal Prof. Xxxx e dal Prof. Yyyy e presso l'Istituto Besta di Milano.
In attesa, cordiali saluti."
  "Salve,
credo che a Pisa e a Milano abbia potuto avere sicuramente una qualificata valutazione, anche per una diagnosi precisa - cosa assai importante.
In ogni caso c'è la possibilità di utilizzare altri farmaci per il tremore essenziale, se i betabloccanti sono controindicati o inefficaci.
Tra i farmaci alternativi ai betabloccanti c'è il Primidone in prima linea, ma anche le benzodiazepine e li antiepilettici. il Primidone in particolare ha limitati effetti collaterali, anche in rapporto all'età.
Cordialità."
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151 - Il 16 febbraio 2010 F.P. ha chiesto:
"Ch.mo prof., mia madre che ha un Parkinson da circa 10 anni, in trattamento con madopar in quattro somministrazioni, ha avuto a periodi alterni, disturbi del sonno, con grida, urla improvvisi. Ultimamente tali sintomi si sono di molto accentuati (praticamente ogni notte, quasi tutta la notte in una sorta di stato allucinatorio) senza che lei ne abbia memoria se non per il fatto che alla mattina riferisce di non aver dormito bene.
Cosa consiglia di fare? La ringrazio molto."
  "Salve,
sappiamo bene che, purtroppo, la terapia con levodopa (madopar), può dare con una certa facilità disturbi del sonno, sogni vividi e terrifici, allucinazioni, incubi, di cui non si serba bene memoria.
Il disturbo va affrontato perché possono esserci dei rimedi efficaci.
Parli con lo specialista che vi segue per modificare-ridurre eventualmente la terapia ed usare eventualmente dei sedativi (neurolettici).
Cordialità."