Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(176 - 180; 10 giugno - 28 luglio 2010).
180 - Il 28 luglio 2010 C. ha chiesto:
"Salve.
Mio padre soffre di Parkinson già da qualche anno, ha 70 anni e la sua patologia si manifesta nella rigidità dei movimenti, lentezza nel camminare a piccoli passi.
La sua cura consiste nell'incessante somministrazione giornaliera di farmaci in compresse, in particolare: "MADOPAR 200mg, REQUIP 4mg".
Posta in chiaro la situazione, avrei due domande da porle:
1. Da qualche mese in qua mio padre avverte sensibili dolori agli arti inferiori (specialmente alla parte alta) che gli impediscono persino di svolgere i tanto fondamentali esercizi di fisioterapia. Quanto spiegato è un sintomo normale per la malattia di Parkinson?
2. Una costante ed efficace attività di fisioterapia (es. quella da voi proposta in web) può avere come risultato la stabilizzazione della malattia, dunque non giungere alla paralisi?
3. Dopo la somministrazione dei suddetti farmaci, mio padre, sente una leggerezza rapidità nei movimenti e una maggiore facilità nel passo. Ma quest'effetto dura soltanto circa 2 ore dopo la somministrazione. E' normale tutto questo?
Spero di aver spiegato in maniera chiara il quesito, mi scuso se diversamente.
Ringrazio anticipatamente per una sua esaustiva e confortante risposta e le porgo cordiali saluti. "
  "Salve,
i dolori agli arti sono piuttosto comuni nella malattia di Parkinson (ne abbiamo già parlato).
La fisioterapia è un aiuto importante e bisogna praticarla con regolarità impegno e costanza fin dall'inizio della malattia: migliora vari sintomi della malattia ma difficilmente però rappresenta la completa cura e risoluzione della malattia: in particolare non sostituisce i farmaci che sono fondamentali per il miglioramento anche sul piano motorio.
E' normale che per un paio di ore, ma anche fino a 4 ore circa vi sia un evidente straordinario miglioramento della motilità, dopo la somministrazione dei farmaci specifici per il parkinson. purtroppo l'azione migliorante il movimento si affievolisce in breve tempo.
Per
questo si usano particolari formulazioni-ritardo e frequenti somministrazioni dei farmaci che agiscono sulla dopamina.
Cordialità."
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179 - Il 9 luglio 2010 M.S. ha chiesto:
"Egregio dottore, vorrei cortesememte un suo parere.
A mio padre, di 78 anni, è stato diagnosticato 10 anni fa il morbo di Parkinson e il conseguente inizio della terapia farmacologica prima con il Cabaser, poi con il Sinemet, successivamente con il Mirapexin ed infine con lo Stalevo.
Attualmente da sei mesi sta seguendo questa terapia, distribuita nell'arco della giornata: n.3 cp. mirapaxin 0,7, n.3 cp.stalevo 150, n.1 cp stalevo 100, n.1 cp sinemet 200 r.m.(ultima cp. prima di andare a letto).
Nel corso degli anni col variare dei farmaci o dei dosaggi riscontravo qualche miglioramento.
Attualmente invece noto un notevole rallentamento nei movimenti, episodi di freezing, allucinazioni ed a volte confuzione mentale.
Ne ho anche parlato con il neurologo che lo segue.
Gradirei avere un suo consiglio.
Cordiali saluti."
  "Salve,
inevitabilmente dopo 10 anni di malattia ci aspettiamo un aggravamento dei disturbi e minor risposta ai farmaci con effetti indesiderati degli stessi, come lei descrive.
mi pare che la terapia in corso sia razionale.
ricordo però che un controllo neurologico periodico (magari ogni tre mesi) può far ottimizzare il dosaggio dei farmaci e prevenire o trattare complicanze della malattia e dei farmaci.
Se le allucinazioni sono per lo più imputabili ai farmaci, la confusione potrebbe far parte del deterioramento cognitivo (stato di iniziale demenza) che è piuttosto frequente nel parkinson. Nonostante l'età avanzata fa fatto ogni sforzo per puntualizzare questo fastidioso disturbo.
Cordialità ed auguri."
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178 - Il 26 giugno 2010 A.R. ha chiesto:
"E' possibile togliere improvvisamente l'assunzione di 5 compresse di sinemet? Me lo ha consigliato il neurologo che ha in cura mio padre e sinceramente mi sono un pò preoccupato visto che è un farmaco che assume da circa 20 anni ed oggi mi ha chiesto di tolgierlo completamente per due giorni e vedere cosa succede ... "
  "Salve,
in genere le modifiche della terapia nel Parkinson si fanno lentamente .. la sospensione brusca del sinemet a pieno dosaggio dovrebbe avere una motivazione importante.
Ne parli serenamente con il vostro neurologo che avrà probabilmente una risposta che lo giustifica.
Cordialità."
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177 - Il 13 giugno 2010 x.x. ha chiesto:
"Buongiorno Professore,
sono affetta dal Parkinson mi curo con requip 8 e azilect; è capitato per 2 volte che mio marito si recasse in campagna a mettere dello zolfo a un vitigno e al suo ritorno a casa di sentirmi eccessivamente male. Mi sento quasi paralizzata e avverto vertigini fortissime. Potrebbe dirmi se si tratta di una reazione dei farmaci con lo zolfo oppure se devo indagare diversamente sulle cause di questi disturbi? Grazie per l'attenzione. Sono molto preoccupata, non vorrei la mia malattia stesse peggiorando."
  "Salve,
non credo proprio che lo zolfo usato dal marito possa aver causato dei problemi.
Provi ad esaminare assieme al suo medico curante e al neurologo possibili spiegazioni della cosa (che potrebbe avere molte altre cause).
La condizione dei pazienti parkinsoniani li espone facilmente ad essere ansiosi immotivatamente.
Cordialità."
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176 - Il 10 giugno 2010 A. ha chiesto:
"Mi è stata fatta una ECO DOPPLER TSA per accertare la presenza del morbo di Parkinson, devo ancora farla vedere, nel frattempo volevo avere qualche delucidazione.
Ecco il testo: Pervio l'asse carotideo con inspessimento parietale di natura fibrosa lungo il decorso specialmente a livello del bulbo e della biforcazione non determinante stenosi significative, nè alterazioni velocimetriche a carico della carotide comune, interna ed esterna che conservano flussi regolari bilateralmente. Le arterie vertebrali sono pervie, di calibro regolare e con flussi ortogradi. Le succlavie sono pervie con flussi normodiretti."
  "Salve,
l'ecodoppler dei tronchi sovraaortici (tsa) è un esame di valutazione della circolazione arteriosa cerebrale: serve per escludere problemi vascolari cerebrali e quindi è un esame complementare per il sospetto di malattia di Parkinson. Probabilmente è stato chiesto per un check-up globale neurologico, per escludere un parkinsonismo vascolare o per completamento in caso di rilevanti fattori di rischio vascolare. l'esame comunque è del tutto normale.
Auguri e cordialità."