Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(181 - 185; 6 - 30 agosto 2010).
185 - Il 30 agosto 2010 I.S. ha chiesto:
"Sono un uomo di cinquanta anni, da circa due mi hanno diagnosticato il Parkinson. Faccio uso soltanto del cerotto neupro da 8 mg. Il problema maggiore è quello del tremore della mano sinistra quando sono emozionato, o raramente quando mi capita di leggere un libro tenendolo tra le mani.
Come è possibile controllare questo particolare sintomo?
Grazie per la gentile risposta."
  "Salve,
il tremore è in effetti un sintomo principale del Parkinson, che è controllato o curato con difficoltà. ovvero risponde malino alla terapia.
Compare tipicamente da un lato del corpo ed è aumentato dall'emozione o dall'utilizzo impegnativo della mano colpita .
vi sono comunque alcuni principi di terapia fondamentali da ricordare: si possono usare per esso farmaci principali del Parkinson, come la levodopa o di seconda linea, come i opaminoagonisti (come il neupro), oppure di terza linea come gli anticolinergici e altri e si valuterà la risposta con i diversi dosaggi.
C'è poi una soluzione chirurgica, andando a colpire o stimolare, con uno strumento introdotto nel cervello, le zone responsabili di questo disturbo.
Il tutto andrà valutato e concordato con il neurologo che vi segue, meglio se lavora in un Centro Parkinson - ovvero dei disturbi del movimento.
Cordialità vivissime."
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184 - Il 26 agosto 2010 T.F. ha chiesto:
"Buonasera egregio professore,
le scrivo chiedendo un parere e possibilmente una risposta che possa aiutare mio padre ad affrontare la malattia nel miglior modo possibile.
Vengo al punto: circa un paio di anni fa mio padre è stato ricoverato in un Istituto ortopedico per un intervento alle ginocchia ma questo non è stato possibile farlo in quanto in quell'occasione gli è stato diagnosticato un Parkinson.
Da allora è iniziato un trattamento principalmente con SIMENET, ma con il passare del tempo i movimenti sono diventati più lenti e comunque è aumentata la lentezza dei movimenti e la diminuzione sensibile della forza muscolare sia agli arti inferiori che agli arti superiori.
Attualmente sta proseguendo la cura con il simenet con l'assunzione di due compresse al giorno.
Le chiedo se è il caso di aumentare il dosaggio o comunque se è il caso di introdurre un altro farmaco.
Mi dia per favore un suo parere e un suo consglio.
Distinti saluti e la ringrazio sentitamente per la sua attenzione."
  "Salve,
da quanto scrive, la malattia di Parkinson avrebbe almeno un paio d'anni di durata.
Non specifica il dosaggio ed il tipo di sinemet usato, comunque se il disturbo è in incremento, solitamente c'è un aumento progressivo del dosaggio di un farmaco principale come il sinemet.
Sempre in linea generale, per un malato di Parkinson si programmano visite frequenti (ogni 2-3 mesi) proprio per aggiustare la terapia e il suo dosaggio, che per lo più vedono incrementi progressivi o l'aggiunta di altri prodotti antiparkinsoniani.
Segua fiducioso i consigli degli specialisti nei disturbi parkinsoniani, che a Messina, Catania e Palermo so essere molto bravi.
Cordialità."
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183- Il 24 agosto 2010 A.F. ha chiesto:
"Buon giorno prof.
mia mamma (70 anni) è affetta dalla malattia da circa 2 anni e nel corso dell'ultimo anno ha quasi perso l'appetito al punto tale che è dimagrita di circa 15kg.
Vorrei sapere se tutto ciò è una conseguenza della malattia oppure di qualche altra cosa.
Inoltre vorrei che mi consigliasse qualche struttura specializzata che curi, forse è meglio dire che si occupa della malattia.
Grazie mille."
  "Salve,
la perdita di appetito e quindi di peso è piuttosto frequente nei pazienti parkinsoniani, ma anche negli anziani certo che 15 kg sono rilevanti e giustificano la ricerca di altre cause mediche attraverso un check up da concordare con il curante.
Nel Parkinson a spiegare ciò ci sono disturbi del sistema vegetativo con perdita di olfatto e gusto e secchezza della bocca e stitichezza; la riduzione di movimento riduce di per sè l'appetito.
Proverei a far introdurre più calorie concordando con un dietologo una dieta appropriata.
Per il riconosciuto ritardato svuotamento gastrico, si può pensare ad un uso moderato di cibi grassi ricordando che c'e una competizione tra proteine ingerite e il farmaco levodopa (va bene una dieta vegetariana e piccoli pasti frequenti).
Vanno trattati eventuali problemi di masticazione e di difficoltosa deglutizione (disfagia). Lo specialista vi indicherà caso mai se consultare una specialista della deglutizione.
A Napoli vi sono ottimi centri per la cura delle malattie parkinsoniane tra cui la Neurologia del Policlinico Federico secondo.
Le associazioni di malati di Parkinson possono darvi preziose indicazioni.
Cordialità."
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182 - Il 17 agosto 2010 A.C. ha chiesto:
"Salve, a giugno a mio marito è stato diagnosticato il Parkinson.
Ha cominciato la cura con requip da 0,25, poi è passato a quello da 0,50, per finire a quello da 2 a rilascio prolungato.
Il problema e che mio marito da quando ha cominciato questa cura sta malissimo, le spiego non ha forza nè fisica nè mentale insonnia claustrofobia stipsi è dimagrito 20 Kg in 3 mesi, faccio presente che è un atleta e pesava 94Kg ora sembra un'ombra che non sta nemmeno in piedi, quello che lo sta distruggendo è il problema che ha in testa, non riesce a farsi la doccia, la barba, non esce di casa perchè è senza forze.
Vorrei sapere da Lei sono le medicine che hanno provocato tutto questo o altro?
Faccio presente che da oggi il medico ha diminuito il requip da quello da 2 aR.P siamo tornati a quello da 0,50 e volevo sapere se ci sono complicanze per questo cambio,
La ringazio spero in una sua risposta perchè sono preoccupata."
  "Salve,
come con molte medicine, il problema degli effetti collaterali o indesiderati dei farmaci antiparkinsoniani è veramente consistente.
Teniamo presente peraltro che sintomi descritti, quali mancanza di forza, senso di malessere stipsi insonnia dimagrimento. possono dipendere dalla malattia di base e cioè il Parkinson o anche da altri motivi - i più vari.
Si sa che il requip può provocare sonnolenza e stato confusionale, abbassamento della pressione, nausea e malessere addominale.
Mi par di capire peraltro che - giustamente - il dosaggio di requip è stato incrementato progressivamente. In questo modo è più facile capire se i sintomi e miglioramenti sono legati al farmaco.
Val la pena di discutere con il vostro neurologo la situazione nel suo complesso e fare un bilancio dei vantaggi e svantaggi legati ai farmaci.
E' importante fare dei controlli clinici ogni due tre mesi e tenere un diario dei disturbi presenti rapportandoli alle varie ore della giornata e segnando l'ora esatta della somministrazione dei farmaci.
Cordialità."
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181 - Il 6 agosto 2010 F.M. ha chiesto:
"Salve, sono una signora di 38 anni, da poco diagnosticato Parkinson giovanile. Ho fatto la domanda di invalidità più di un mese fa. In attesa della chiamata per la visita vorrei sapere se mi viene riconosciuta l'invalidità e di che percentuale, oppure no (non dico la pensione)?
Sul certificato dello specialista risulta testualmente: "La pazienteè a noi nota per la malattia di Parkinson giovanile, insorta da circa due anni ed in trattamento farmacologico con residua rigidità agli arti di destra e tremore a riposo di lieve entità. Classificazione di Hohen & Yahr 1/5.IADL conservate tutte le funzioni".
GRAZIE MILLE PER L\'ATTENZIONE !!! "
  "Salve,
il grado di invalidità e l'eventuale assegno di accompagnamento - associato ad una invalidità di almeno il 100% - verranno decisi da una commissione per l'invalidità civile con una visita nella sede dell'Asl o in casi eccezionali a domicilio.
La commissione valuta il paziente con una visita collegiale di vari specialisti studiando anche la documentazione sanitaria e le motivazioni d'invio del medico di base o del proprio specialista.
Le decisioni di questa commissione - autonoma nel giudizio - dovranno esser confermate poi in sede provinciale per divenire operative; la comunicazione ufficiale arriva qualche mese dopo la visita.
A volte la commissione richiede una visita di approfondimento da uno specialista di propria fiducia.
La scala delle IADL (usata soprattutto per decidere di cure domiciliari) valuta le capacità di compiere attività che vengono normalmente svolte anche da soggetti anziani e che sono considerate necessarie per il mantenimento della propria indipendenza (sono le attività strumentali della vita quotidiana).ed è chiaramente rapportata al grado di invalidità e al bisogno di assistenza.
Se sono conservate tutte le funzioni (punteggio basso e poca invalidità) è un fatto assai positivo per il paziente!
Il punteggio della scala di Hoehn e Yahr tenta di fotografare le caratteristiche e la gravità della malattia di Parkinson specie nei cambiamenti con il tempo, valuta parametri particolari come disturbi della marcia e dell'equilibrio, bilateralità .... la necessità di sedia a rotelle: a ognuna delle quali è assegnato un punteggio in 5 stadi, in cui 0 rappresenta la normalità e 5 l’invalidità grave.
..... Ma sarà sempre la commissione per l'invalidità civile che deciderà.
Cordialità."