Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(206 - 210; 3 - 14 dicembre 2010).
210 - Il 14 dicembre 2010 A.B. ha chiesto:
"Buongiorno, mio marito ha 33 anni e soffre da un pò di tempo di alcuni disturbi alle gambe, che si presentano la sera quando è a riposo e che si manifestano con sensazione di fastidio, formicolii e scosse, e con un irrefrenabile bisogno di muovere le gambe per dare loro sollievo. Faccio presente che a sua madre, di 56 anni, vent'anni orsono fu diagnosticato il morbo di Parkinson. La mia domanda è: il Parkinson può essere ereditario? I fastidi che accusa mio marito potrebbero essere sintomi della stessa patologia della madre?"
  "Salve,
i disturbi del marito fanno pensare in primo luogo proprio alla sindrome delle gambe senza riposo.
A volte la sindrome delle gambe senza riposo si presenta tra i sintomi del Parkinson, ma difficilmente ne è il primo ed importante sintomo.
Non c'è una chiara ereditarietà nella sindrome delle gambe senza riposo, (la sua incidenza è piuttosto frequente) ma una certa tendenza a contrarre la stessa malattia nei discendenti.
Il Parkinson può essere ereditario ma solo in famiglie e casi veramente eccezionali.
Vi consiglio di farvi seguire in un centro per i disturbi del movimento-parkinson, presenti pure nella vostra Regione.
Cordialità."
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209 - Il 12 dicembre 2010 S. ha chiesto:
"A mia suocera, che soffre di un forte tremore del braccio destro a riposo, è stato diagnosticato una "degenerazione nigro-striatale bilaterale più marcata a sinistra". Si tratta del morbo di Parkinson o di un'altra malattia?"
  "Salve,
il termine degenerazione nigrostriatale può essere un sinonimo di morbo di Parkinson oppure denomina una forma di Parkinson allargata ad altre disfunzioni neurologiche.
In pratica, ad un quadro parkinsoniano possono aggiungersi disturbi importanti della coordinazione ed equilibrio, oppure tendenza alla pressione bassa, all'incontinenza urinaria ed altri ancora.
In genere è una diagnosi difficile che va verificata e controllata nel tempo, anche per le ripercussione sulle terapie da intraprendere.
Cordialità."
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208 - Il 7 dicembre 2010 R. ha chiesto:
"Salve, mio padre (74 anni) è affetto dal Morbo di Parkinson, il problema è che è anche affetto da demenza senile che non abbiamo capito se è dovuta ad alcune lievi ischemie che l'hanno colpito o ad altro. Lui è in cura da un neurologo di Xxxxx che dopo avergli fatto fare esami come la risonanza e poi anche la scintigrafia gli ha prescritto il medicinale REQUIP. Ha iniziato il 16 ottobre con dosi da 2mg per una sett., 4mg per un'altra settimana, poi 6mg ma quando ha iniziato il dosaggio di 8mg mio padre ha cominciato ad avere grosse allucinazioni di cui era consapevole e spaventato e allora il medico ha riportato il dosaggio a 6mg.
Con quest'ultimo dosaggio fino ad oggi lui è abbastanza collaborativo nei movimenti, non ha grossi problemi, ma il problema più grande è che da quando ha iniziato la cura è peggiorato mentalmente. Cioè continua ad avere piccole allucinazioni, a volte non riconosce mia madre che poi è quella che gli stà sempre accanto! Non riesce da solo ad andare in bagno per la minzione ma è sempre mia madre che giorno e notte deve ripetergli fino allo sfinimento come deve fare per abbassarsi il pantalone e tutto il resto.
Ha anche problemi del sonno: si alza con mia madre anche 4 volte per notte per andare in bagno (in tutto questo ha anche la sfortuna di essere stato operato per un tumore alla prostata quindi ha la vescica debole!), vede persone che non ci sono e soprattutto la notte scambia mia madre per un'altra persona che si prende cura di lui.
Vorrei chiedere se il peggioramento è dovuto al farmaco che sta prendendo, è strano che proprio da quando ha iniziato la cura sembra precipitare sempre più verso una totale demenza che crea problemi anche a mia madre che non sa come spiegargli le cose visto che non capisce bene. Magari la dose è troppo forte? Il medico dice che non c'è alcuna relazione tra il farmaco e i problemi di demenza che manifesta. Dovranno andare a fare il controllo agli inizi di gennaio e il medico, più volte sollecitato da mia madre che non riesce a darsi una spiegazione, anche perchè non gliene viene data una ben precisa, ha solo detto che prima bisogna cercare di intervenire sul Parkinson e poi si interverrà sul problema mentale.
Vorrei un suo parere sperando di essere stata chiara! Grazie."
  "Salve,
le allucinazioni sono un sintomo verosimilmente legato all'utilizzo di farmaci agenti sulla levodopa, come il requip.
Se sono iniziati dopo il suo uso forse non c'entra molto la demenza.
Per fortuna c'è la possibilità di miglioramento usando dei farmaci antipsicotici e/o diminuendo la dose di requip.
La demenza di cui parlate solo qualche volta è dovuta a problemi vascolari cerebrali (vedi ischemie); queste potrebbero essere un fatto aggravante.
La malattia di Parkinson stessa spesso comporta una certa demenza, ma le allucinazioni sono tipicamente da farmaci.
Cordialità."
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207 - Il 7 dicembre 2010 L.G. ha chiesto:
"Egr. prof Bassi,
mio figlio che ha 30 anni giovedì 1/12 mattina si è svegliato con il lato destro del viso paralizzato (da qualche giorno aveva dolori al collo). Si è recato immediatamente al P.S. del Xxxxxx di Yyyyy ed è stato sottoposto a visita neurologica, otorino, ecodoppler, TAC e naturalmente esami del sangue.
Mio figlio è stato operato per carcinoma alle paratiroidi 6 anni fa ,quindi la preoccupazione era tanta. Comunque tutto negativo.
La diagnosi è "Paralisi di Bell", prognosi da 15 gg. a due mesi.
Farmaci prescritti:antibiotici (ogni 5 ore per 5 giorni), cortisone per 7 giorni + 7 con metà dose, vit. B12, collirio per eventuale secchezza dell'occhio (che non si chiude completamente) e bendaggio notturno.
Gli hanno inoltre detto che dovrà sottoporsi ad una Elettromiografia.
Potrebbe dirmi quando è più opportuno effettuare questo esame, una visita neurologica, una visita oculistica e dall'otorino e se è consigliabile fargli fare dei massaggi o quant'altro?
La ringrazio infinitamente.
Cordiali saluti."
  "Salve,
la paralisi periferica del facciale o di Bell dipende da una infiammazione del nervo facciale che nella maggior parte dei casi si risolve bene guarendo completamente nel giro di un paio di mesi.
La terapia impostata mi par corretta; probabilmente gli antibiotici sono degli antivirali.
Per aiutare la paresi si possono fare sedute di fisiokinesiterapia locale con massaggi particolari.
L'elettromiografia è indicata quando non si vede miglioramento o nel dubbio di diagnosi e di solito non c'è urgenza stretta.
Un controllo neurologico è indicato dopo 8-10 gg dalla prima visita.
Una visita oculistica serve per vedere se ci sono lesioni alla cornea da apertura persistente delle palpebre e da sfregamenti involontari.
La visita otorino dovrebbe esser fatta subito se c'è il sospetto di un danno nella zona dell'orecchio.
Se problemi riscrivetemi.
Cordialità."
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206 - Il 3 dicembre 2010 xxx ha chiesto:
"Salve Prof. Bassi, volevo farle una "semplice" domanda. Mia nonna è affetta da una tipologia di Parkinson da 4 anni, è molto anziana, purtroppo l'ultimo esame del sangue ha riscontrato una iposodiemia ovvero ha il sodio a 114. Ora la mia domanda è: quale può essere la causa? Calcolando che non prende diuretici, nessun farmaco da lei assunto è riconosciuto particolarmente pericoloso a proposito del sodio e assume cibi normalmente salati."
  "Salve,
sono molte le cause di iposodiemia, evenienza non rara in persone in equilibrio precario e anziane.
Ci sono dei farmaci come il Tegretol che la favoriscono, come diete squilibrate e molte varie patologie. Non è tipica della malattia di Parkinson.
E' complicato inquadrare bene l'iposodiemia e il quadro di squilibrio idroelettrolitico che si porta dietro. Forse il nefrologo è lo specialista più preparato per diagnosticare e proporre una terapia conseguente.
La iposodiemia va corretta ma non velocemente, pena gravi conseguenze nervose.
Va comunque studiata e trattata con sollecitudine.
Cordialità."