Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(246 - 250; 25 aprile - 7 giugno 2011).
250 - Il 7 giugno 2011 M.I. ha chiesto:
"Una mia conoscente ha il mormo di parkinson da 16 anni cosa si può fare per lei?"
  "Salve,
si può fare molto, a dispetto del fatto che in genere dopo 16 anni di malattia spesso viene raggiunto lo stadio di Parkinson avanzato con varie e complesse problematiche.
Bisogna diffidare di che dice che c'è poco da fare e da migliorare ed affidarsi a neurologi esperti in questo campo (nella sua Regione e nella sua città non mancano).
La terapia farmacologica va rivista e monitorata con frequenza, vanno utilizzate anche le altre terapie (vedi riabilitative), gli aiuti per combattere le varie difficoltà, e magari un supporto psicologico o di sostegno familiare.
Le associazioni dei pazienti - e familiari - sono molto preziose.
Cordialità."
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249 - Il 7 giugno 2011 D.P. ha chiesto:
"buongiorno dottore,
le scrivo perchè mia madre è malata da circa 10 anni di Parkinson.
Oltre a questa malattia è anche molto miope tanto da essere stata dichiarata invalita al 100%.
Nonostante ciò a 68 anni è ancora abbastanza autonoma.
Purtroppo è da due anni che è convita di diverse cose che non esistono.
Pensa che tutti le vogliono fare del male, che i suoi fratelli le entrano in casa di nascosto, che l'amministratore del suo condominio organizza riunioni contro di lei, che io e il mio compagno facciamo parte di stane "sette", che i dentisti da cui si reca per farsi curare i denti siano tutti d'accordo con noi per non farle bene i denti (lei è una donna sola oltre a me che sono figlia unica ha un fratello e una sorella che vivono nel suo stesso paese). Non sò quanti dentisti ha cambiato in questo ultimo periodo.
Insulta tutti minacciandoli di denunciarli e di farli arrestare, compresa me che sono sempre stata la sua ragione di vita.
Io ora vivo a Roma dove ho portato anche lei per un'anno, per averla vicino per la sua futura vecchiaia, ma un giorno lei è voluta tornare in Liguria dove ha sempre vissuto. Doveva andare in Liguria solo per l'estate ma poi invece ha cominciato a fare questi pensieri e non è più voluta tornare perchè dice che prima vuole che lascio il mio compagno perchè lui mi fa del male e se torna farà del male anche a lei.
Non vuole l'aiuto di nessuno in casa, non vuole andare dai neurologi e minaccia di denunciare chiunque le consigli di andarci perche è convinta che vogliamo farla "internare".
Dice che lei sta male perchè noi le diamo di nascosto delle "droghe". Va dal medico di base per farsi dare la ricetta per la levodopa e non so quale altro farmaco che in passato le avevano prescritto ma rifiuta anche di fare quello che la dottoressa le dice. Ho provato in questi due anni a farla ragionare per ore e ore ma non serve a nulla, non ne vuole sapere di spiegazioni, ha ragione lei perchè è come dice lei e basta.
Ho paura che in questo stato incontri anche qualche persona sbagliata che si possa approffittare di lei.
Come faccio a farla curare contro la sua volontà? Come faccio a tutelarla da qualche maleintenzionato?
Mia madre è tutta la famiglia che ho, mi ha cresciuto lei da sola facendomi sia da madre che da padre e oggi devo a lei quello che sono, ma come posso farla curare se lei non vuole?
La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione."
  "Salve,
quello che mi riferisce rientra nella psicosi dei parkinsoniani, dovuta sia dalla malattia che ai farmaci antiparkinsoniani. Si può trattare e migliorare o risolvere.
E' una complicazione piuttosto frequente specie negli anziani, di cui abbiamo già parlato.
Serve innanzitutto comprensione e pazienza cercando di spiegare ripetutamente dove le idee del paziente sono sbagliate, manifestando appoggio e solidarietà, evitando le situazioni e stimoli che acuiscono le reazioni del paziente.
Serve poi una rivalutazione della terapia farmacologica, spesso con riduzione dei farmaci a base di levodopa, da concordare con lo specialista.
Sempre con lo specialista si potrà decidere di usare dei farmaci antipsicotici, che sono piuttosto efficaci con pochi effetti collaterali.
Indubbiamente poterne discutere e confrontarsi con i familiari di altri pazienti analoghi, magari con l'aiuto di psicologi, di cui le associazioni di malati a volte dispongono. è un'altra risorsa importante.
Cordialità."
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248 - Il 3 giugno 2011 A.N. ha chiesto:
"Mia mamma 82 anni è malata di parkinsonismo vascolare. Da pochi giorni non parla più, a volte sembra voglia farlo, specialmente se stimolata, ma muove la lingua senza emettere parole, se dorme mi avvicino e la chiamo, poche volte risponde "o" con un filo di voce quasi un sospiro.
Non apre la bocca per mangiare, io gliela apro con un dito e metto il cucchiaio con il cibo, consistenza cremosa, e poi piano piano cerca di ingoiare. Come posso aiutarla? Io vorrei anche che ridicesse qualche parola se non altro per capire le sue necessità, e come faccio a farle aprire la bocca per il pranzo? Grazie."
  "Salve,
quello che mi descrive potrebbe magari esser legato ad una reazione psicologica, e in particolare ad una reazione depressiva.
Potrebbe anche esser legato a reali difficoltà a deglutire, a precedenti episodi di quasi soffocamento con il cibo deglutito, frequente nei pazienti anziani e parkinsoniani.
Da escludere anche altre malattie della gola e cavo orale
Pazienza e atteggiamento comprensivo di incoraggiamento sono indispensabili.
Ne parli con i medici che seguono la mamma. A volte ci aiutano dei terapisti specializzati nei problemi di deglutizione; possono lavorare negli ospedali o esser segnalati dalle associazioni di malati.
In genere sono ben disponibili ad insegnare nel dettaglio come alimentare correttamente il parente.
Cordialità."
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247 - Il 26 aprile 2011 D.S. ha chiesto:
"Da qualche tempo ho degli improvvisi spasmi involontari agli arti inferiori e superiori. Può succedere che mi si storce la bocca del tutto involontariamente, più che altro quando mi distendo ma a volte anche in piedi.
Mi può capitare mentre dormo e molta smania alle gambe insopportabile che non mi fa riposare bene.
Mi può dire cosa devo fare? Grazie."
  "Salve,
spasmi muscolari, movimenti involontari, smania alle gambe fanno pensare a fenomeni che possono capitare a pazienti pakinsoniani specie se sono in terapia con i farmaci antiparkinsoniani.
Pare che si riferisca a disturbi che tecnicamente si chiamano discinesie distonia e sindrome delle gambe senza riposo.
Alcuni farmaci sedativi potenti (neurolettici) potrebbero causare sintomi analoghi.
Magari provi a riscrivermi con maggiori dettagli.
Cordialità."
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246- Il 25 aprile 2011 P. ha chiesto:
"Mi è stato diagnosticato il Parkinson nel 2008 all'eta di 60 anni che attualmente curo con mrapexin e stalevo, faccio massaggi seguito dalla fisioterapia. Il mio problema più grosso e l'insonnia, infatti difficilmente riesco a dormire per più di un'ora e mezza per notte. Mi è stato prescritto il Minias che però non ha dato nessun effetto. Cosa mi consiglia?"
  "Salve,
sono varie le cause dell'insonnia nel paziente parkinsoniano: vanno analizzate e trattate con l'aiuto dello specialista: è un disturbo molto fastidioso, da non sottovalutare.
L'insonnia può dipendere dalla difficoltà a rigirarsi nel letto per l'acinesia, per l'azione disturbante o insufficiente dei farmaci antiparkinsoniani, far parte dei sintomi stessi della malattia, dipendere da una depressione sottostante, dalla presenza di allucinazione e incubi (brutti sogni) la presenza di dolori. crampi, inquietudine alle gambe.
Bisogna analizzare bene la terapia usata, vedere magari di spostare l'orario di somministrazione delle medicine o magari modificarne l'uso.
Il minias è un sedativo "generico" con effetti collaterali e riduzione attesa dell'azione ipnogena col tempo per il quale magari potrebbero esser scelte delle alternative.
Cordialità."