Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(271 - 275; 20 - 28 agosto 2011).
275 - Il 28 agosto 2011 L.S. ha chiesto:
"Buona sera, sono parkinsoniano da 6 anni. Accuso dei dolori alla spalla s e d ho fatto RM spalla destra e sinistra; il referto dice tumefazione della articolazione acromion claveale, dislocamento craniale della testa omerale, segni di tenosinovite del t del capo lungo del bicipite bilateralmente idradato con borsite sottocromiale.
Vorrei sapere questi dolori che accuso dipendono dalla malattia o posso operarmi da un buon ortopedico.
Certo di un suo riscontro la ringrazio; distinti saluti"
  "Salve,
premettendo che non sono un ortopedico e che devo dare una risposta generica, mi sembra possibile che si tratti di una forma di "periartrite di spalla".
I pazienti parkinsoniani sono soggetti a tale patologia piuttosto dolorosa .
Ne parlerei innanzitutto con il neurologo curante, per una ottimizzazione della terapia con farmaci.
E' importante la valutazione dell'ortopedico perché in certi casi vi sono terapie con farmaci o interventi (tipicamente leggeri in artroscopia) una valutazione fisiatrica potrebbe proporre terapie di tale specialità.
Cordialità."
x x x x x
274 - Il 27 agosto 2011 G.P. ha chiesto:
"Caro prof. volevo sapere cosa potrei prendere come antidepressivo; mi sento senza forze sia fisiche che mentali ho pensieri ricorrenti di suicidio sono in cura da 4 mesi con la setralina da 50 al giorno ma mi sento peggio di prima che iniziavo la cura."
  "Salve,
sia in un paziente parkinsoniano, che non, la persistenza di sintomi depressivi (pensieri di suicidio, stanchezza fisica e mentale) che persiste per mesi nonostante l'uso di un buon
antidepressivo (sertralina), richiede, a mio parere, l'intervento diretto di uno psichiatra.
E' meglio se lo psichiatra sta in contatto e ha una presentazione dal medico curante.
Purtroppo la depressione è frequente nella malattia di Parkinson: il senso di peggioramento potrebbe dipendere dalla malattia di base e dal suo avanzare e magari potrebbe risentire di una "sistemazione" della terapia.
Cordialità."
x x x x x
273- Il 21 agosto 2011 L.T. ha chiesto:
"Mio padre, 80 anni (fino a qualche mese fa molto ben portati) diagnosticato di malattia di Parkinson da 2 anni, ha frequenti episodi di pressione bassa che al momento del bisogno cura con gocce di Gudron. E' in cura con Madopar con 1/4 di pasticca ogni 4 ore e con 5 gocce di Lexotan 3 volte al dì (che prende due volte al dì invece) e di una pasticca di antidepressivo al giorno (1/2 mattina e 1/2 dopo pranzo) di cui non ricordo il nome. Con tutto ciò, lo vedo stanco e abbattuto, con episodi di confusione, nel momento di stanchezza fisica, come poco dopo pranzo o la sera, che con il riposo scompaiono. Si sono acuite a volte alcune sue abitudini che ha sempre avuto (è sempre stato una persona precisa e ordinata) nel caso specifico, il controllo delle medicine, che a volte ha preso doppie ... non ricordando di averle già prese. A febbraio u.s ha avuto una crisi con confusione mentale, con pressione bassa 30/60!
la cui Tac e RM, non ha riscontrato danni emorragici.
Come aiutarlo soprattutto per la pressione bassa, per la quale, per paura di sentirsi male o cadere, non vuole più uscire? Sono avvilita anche io ...a vederlo cosi...
Grazie infinite per la sua cortese risposta e mi scuso per la lungaggine, ma spero di essere riuscita a dare delle corrette indicazione per la sua risposta.
Ringraziandola di nuovo porgo distinti saluti."
  "Salve,
La pressione arteriosa bassa è un disturbo abbastanza frequente nei parkinsoniani, favorito dall'azione dei farmaci, sia ad azione sulla levodopa (vedi Sinemet e Madopar), sia dei sedativi ed antidepressivi.
L'età avanzata è una concausa.
Di solito si presenta come ipotensione posturale. cioè capogiri, mancamenti e poi stati confusionali al momento del passaggio da seduti o sdraiati a stare in piedi eretti.
Se è molto importante va puntualizzata la diagnosi e va esclusa una forma di parkinsonismo (ovvero parkinson non genuino); lo specialista vedrà se modificare la terapia o meno. Va richiesta la collaborazione del cardiologo per lo studio del sistema cardio circolatorio e terapie del caso; va evitato l'alzarsi in piedi di scatto.
Ci sono comunque farmaci che sono di grande aiuto.
Cordialità."
x x x x x
272 - Il 21 agosto 2011 C.P. ha chiesto:
"Sono parkinsoniano da 10 anni e prendo il madopar 250, ora da qualche mese non riesco a sboccarmi, cosa posso fare, sembrerebe che il madopar non faccia più effetto. Può essere una paralisi progressiva? cmq ci sono delle ore che sto bloccato e sono una persona normale. La ringrazio."
  "Salve,
dopo 10 anni di malattia ed uso di farmaci potenti come il madopar, è facile notare una difficoltà a "bloccarsi" o stare bloccato come se il farmaco non facesse più effetto.
Non penserei ad una forma di paralisi "sopranucleare" progressiva, che è una malattia cugina del Parkinson, ma che si sarebbe già evidenziata da tempo con sintomi facilmente interpretabili dallo specialista, tra cui una precoce assenza di risposta ai farmaci antiparkinsoniani.
E' opportuno fare il punto con lo specialista poichè ci sono strategie e soluzioni anche per questo stadio della malattia.
Cordialità."
x x x x x
271 - Il 20 agosto 2011 G.D. ha chiesto:
"Salve Gent.imo Dott.
mio padre ha 65 anni ed è affetto da Parkinson di tipo extrapiramidale; sono diversi anni che ha problemi di deambulazione con equilibrio precario e cadute frequenti. Ultimamente è peggiorato tanto e non riesce a fare le scale; lui assume lamictal da 100+50 mg 2 volte al dì e stalevo da 100+25+200 4 volte al dì ogni 4 ore.
Secondo Lei la cura è da cambiare e rivolgersi a Centri specializzati può essere utile?
Insomma si può intervenire sull'equilibrio o mio padre è destinato a cadere ... cordiali saluti grazie."
  "Salve,
cadute frequenti da disequilibrio sono frequenti nella malattia di Parkinson specie dopo qualche anno.
Serve molta attenzione per evitare fratture da caduta.
Il lamictal non viene utilizzato in genere come uno dei farmaci principali per il m. di Parkinson, ma -da solo- non è molto implicato per le cadute.
Per aiutar l'equilibrio vi sono anche sedute di riabilitazione.
E' sempre buona cosa rivolgersi a Centri specializzati nel Parkinson (e disturbi del movimento) che nella sua Regione non mancano, specie quando la malattia è impegnativa e vi sono problemi di terapie.
Cordialità."