Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(286 - 290; 12 - 30 marzo 2012).
290 - Il 30 marzo 2012 P.RB. ha chiesto:
"Da pochi giorni ho scoperto di avere la malattia di Parkinson. Da quanto tempo era in incubazione ? Soffro di riflusso gastrico, è dovuto alla malattia?"
  "Salve,
gli studiosi ci dicono che l'incubazione del parkinson può essere di almeno 5 anni e più.
Per quanto il reflusso gastro esofageo sia molto comune nella popolazione, il parkinsoniano ha grande propensione a soffrirne per svariati motivi. Non essendo una patologia grave, la si può affrontare inizialmente con regole dietetiche e una corretta postura (eretta) nel dopopranzo.
Cordialità."
x x x x x
289 - Il 21 marzo 2012 B. ha chiesto:
"Chiedo spiegazioni per referto: referto analisi DNA-ricerca mutazioni nel gene Pink1-risultato: Dal DNA estratto da linfociti di sangue periferico sono stati amplificati, mediante PCR, gli 8 esoni del gene Pink1 che sono sottoposti interamente sequenzati. L'analisi ha rilevato per tutti gli esoni una sequenza nucleotica paragonabile ai controlli. Si fa presente che le normali tecniche di screening mutazionale non sono in grado di rilevare eventuali duplicazioni e/o delezioni di interi esoni in eterozigoti. Ringrazio e porgo cordiali saluti."
  "Salve,
la valutazione di una analisi genetica è piuttosto complessa. Consiglio di chiedere spiegazioni allo specialista che l'ha richiesta oppure al centro che l'ha eseguita. Cordialità."
x x x x x
288 - Il 21 marzo 2012 F.A. ha chiesto:
"Egregio dott. a causa di periodici attacchi di emicrania con e senza aura mi sono recato da un neurologo il quale dopo aver constatato che tutto andasse bene mi ha per sicurezza prescritto una RM al cranio. Questa la risposta all'esame fatto: RM ANGIO VASI INTRACRANICI: normali morfologia e segnale di flusso dei sifoni carotidei e del tronco basilare. Buona visibilità delle principali biforcazioni. Non si rilevano immagini definite da attribuire a stenosi nè a malfarmazioni vascolari. RM CERVELLO E TRONCO ENCEFALICO: flogosi mascellare destra. In fossa posteriore, regolare ampiezza delle cisterne dell'angolo ponto cerebellare. IV ventricolo in asse.Sistema ventricolare in sede, nei limiti morfovolumetrici della norma. Non si rilevano aree di segnale alterato del tronco encefalico e degli emisferi cerebellari. ISOLATE PUNTIFORMI AREOLE DI GLIOSI IN SEDE PERITRIGONALE CHE POTREBBERO ESSERE MESSE IN RELAZIONE ALLA PATOLOGIA EMICRANICA (DA RIVALUTARE COMUNQUE NEL CONTESTO CLINICO). Normale ampiezza delle cisterne della base e degli spazi liquorali pericerebrali della convessità. Con questa diagnosi mi devo preoccupare? Cosa significa? Potrei avere dei problemi in futuro? E' necessaria una risonanza con contrasto? Certo di un celere riscontro Le porgo distinti saluti."
  "Salve,
areole di gliosi in sede peritrigonali alla rmn sono di scarsissima importanza sopratutto se si è in età non più giovane. non vedo problemi per il futuro.
non cè motivo di preoccupazione. che possano esser messe in relazione alla patologia emicranica è un punto molto discusso dagli specialisti.
non mi pare necessaria una risonanza con contrasto, ma piuttosto esser seguiti da un neurologo nel tempo. da controllare i cosiddetti fattori di rischio vascolare come pressione, glicemia, colesterolo, fumo, sedentarietà. Cordialità."
x x x x x
287 - Il 16 marzo 2012 P. ha chiesto:
"Salve Dottore, mio padre 79 anni già aveva un tremore leggero a riposo alla mano destra poi ha avuto un attacco cardiaco e durante il ricovero per infarto (che è stato risolto con coronarografia) ha avuto problemi di forte agitazione e in terapia intensiva, si voleva alzare dal letto si staccava i fili delle macchine e era andato completamente in confusione mentale tanto che hanno dovuto più volte sedarlo perchè non si calmava, adesso è a casa prende farmaci per il cuore e per il diabete, gli è stato diagnosticato un parkinsonismo, ha ancora il tremore alla mano destra a riposo e a momenti per fortuna di minore entità, è ancora depresso confuso e agitato, ha iniziato la terapia di prova con Sinemet 100 1/2 compr.3 volte al di, vorrei sapere quali effetti questo farmaco può avere sull'umore e in generale a livello psicologico e se l'episodio di forte agitazione e confusione mentale che ha avuto in ospedale potrebbe ripresentarsi, grazie per la risposta."
  "Salve,
Sinemet certamente può avere importanti effetti indesiderati a livello mentale.
Può causare agitazione, incubi depressione, delirio, insonnia e confusione oltre che allucinazioni.
L'episodio confusionale avuto in ospedale potrebbe ripresentarsi soprattutto se si ripetessero condizioni scatenanti quali forte stress, cambiamenti del solito ambiente, perdita di sonno, uso di farmaci particolari, gravi malattie fisiche sospensione dell'assistenza-presenza di familiari.
Cordialità"
x x x x x
286- Il 12 marzo 2012 C. ha chiesto:
"Buonasera Dottore, sono una ragazza di 19 anni, le scrivo in merito a mia nonna. Da 4 anni soffre di una forma di Parkinson chiamato Parkinsonismo (non so bene di cosa si tratti, studio Farmacia ma sono al primo anno), curato da sempre con Levodopa. 2 mesi fa è caduta in casa, mentre si stava recando in bagno. Ha avuto emorragia cerebrale, ed essendo stata un mese e mezzo a letto in ospedale per le cure, ora non cammina più nonostante la riabilitazione eseguita. Eppure in ospedale ci era venuta con le sue gambe, insomma, vi era stata portata perchè lei non ne voleva sapere, ma comunque camminava!!!! Come mai adesso non cammina assolutamente più?? Lei sa darmi una spiegazione convincente? I medici dicono che è un po' per la malattia, e un po' per l'emorragia che ha avuto, oltre che per l'ospedalizzazione. Ma è veramente così?? Inoltre ha avuto un dimagrimento spaventoso, pur mangiando sempre molto, ormai è pelle e ossa. Come mai?? E' causato dal Parkinson?? Chiedo a Lei poichè i medici non ci danno risposte convincenti, e mia madre ormai è arrivata al punto di sentirsi in colpa per averla portata in ospedale. La ringrazio per l'attenzione e anticipatamente per la risposta."
  "Salve,
il parkinsonismo, o meglio i parkinsonismi, sono una famiglia di malattie per molti aspetti simili al Parkinson originale, dipendenti da cause varie , con prognosi a volte più benigna.
Non sempre rispondono alla Levodopa (farmaco principe nel Parkinson), ma di regola si fa un tentativo di usarlo.
Se la nonna ha avuto una emorragia cerebrale da trauma cranico, probabilmente c'è stato un grosso danno del cervello che può spiegare le difficoltà a camminare.
Se è anziana, un insieme di cause possono influire sulla capacità di esser autonoma nel cammino, in particolare l'età stessa, il dimagrimento e il Parkinsonismo.
Lasciando perdere le cause, bisogna rimboccarsi le maniche e darle la maggior assistenza medica e di assistenza non propriamente medica possibile, con l'aiuto di uno specialista e non abbandonando la fisioterapia, assieme allo stimolo, la vicinanza e la cura dei familiari.
Cordialità."