Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(291 - 295; 5 - 10 aprile 2012).
295 - Il 10 aprile 2012 M.F. ha chiesto:
"Ho 65 e da 8 anni ho il morbo di parkinson, recentemente ho fatto degli esami del sangue e tutto nella norma, solamente ci sono gli anticorpi anti nucleo ANA metodo IF cellule hep Pattern. positivo titolo 1:80. volevo ssapere se c'è una correlazione con la mia malattia. attendo vostra risposta ringraziandovi anticipatamente."
  "Salve,
non sembra ci sia una correlazione tra Parkinson e titolo anticorpi ana: si tratta di un test non molto importante da solo e non proprio specifico per patologia, ma va discusso con il proprio curante.
E' confortante e tranquillizzante piuttosto sapere che gli esami del sangue sono nella norma!
Cordialità."
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294 - Il 6 aprile 2012 I.L. ha chiesto:
"Buongiorno, ho 56 anni e da 10 sono affetta da Parkinson (requip 3 volte 4mg levodopa 3 volte 100+25 azilect mantadan per il tremore) invalidità 80% vorrei chiedere la pensione per inabilità perchè adesso fatico abbastanza, ho difficoltà nell'uso dela mano destra per rigidità e tremore. Ma la domanda è: da qualche mese ho forti dolori alle ginocchia (in un preciso punto), alle spalle e ai gomiti. Da qualche giorno anche ai polsi...è l'età che avanza o il Sig. Parkinson che si sta risvegliando? Grazie."
  "Salve,
se il dolore è molto localizzato, bisogna escludere un problema ortopedico o reumatologico. Ne parli con il medico curante e vedrete se è il caso di fare delle radiografie, esami del sangue e una visita specialistica.
Peraltro il Parkinson comporta fastidiosi dolori muscolari e articolari che rispondono parzialmente alla terapia di base. Con il suo neurologo penso troverete una soluzioni per alleviarli magari usando farmaci antiparkinsoniani, antidolorifici e fisioterapia. Purtroppo il Parkinson aggrava quelli che sono i dolori dell'età.
Cordialità."
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293 - Il 5 aprile 2012 V.C. ha chiesto:
"Egregio Dottore, Le scrivo perché da quando avevo 10/13 anni soffro di numerosi tic nervosi. La cosa è abbastanza fastidiosa perché questi tic sono particolarmente evidenti (spasmi della muscolatura facciale, strizzo gli occhi di rado, muovo in continuazione la mano destra, contraendo le dita etc. etc. etc.). Questi tic non smettono mai, al massimo quando sono particolarmente rilassato ed esente da preoccupazioni, gente che urla, forti emozioni e/o stress si attenuano molto, salvo tornare a piena forza in situazioni come appena detto, di stress (ad es. periodi pre esami, ansia, scene di violenza in tv etc.). Non riesco nemmeno a concentrarmi nella lettura, o addirittura quando parlo con qualcuno faccio fatica a guardarlo fisso negli occhi senza distrarmi nel guardare altre parti del corpo, come le mani o mento, come se fosse una sorta di sfida nel non distrarmi. A causa di questo problema che mi perseguita da molti anni, ormai 26, faccio fatica a relazionarmi con gli altri, e spesso evito la gente che non conosco per paura di essere visto come uno affetto da problemi.. Ho consultato un medico della ASL di Xxxx, città in cui vivo, ma si è limitata a prescrivermi dello XANAX in pillole da 20 mg se non erro. Ovviamente non è servito a nulla e non mi sono nemmeno preoccupato di tornare da lei perchè quí la privacy è una parola sconosciuta.. Ho letto di una sorta di elettrostimolazione usata anche in questi casi ma non sapendo a chi rivolgermi, ho pensato di fare una ricerca online. Gent.mo Dottore, gradirei sapere se ha qualche consiglio/rimedio da propormi in merito a questo mio problema. Sicuro di un Suo positivo riscontro, ringrazio e porgo Distinti saluti."
  "Salve,
lei parla di una serie di tic, quindi va escluso che si tratti proprio della malattia dei tic, che comporta anche disturbi emotivi.
I pazienti, magari dietro colloquio con il proprio curante, giustificatamente possono cercare un altro specialista se hanno perplessità sul primo contattato.
Direi che si può cercare un appuntamento di visita (con impegnativa) presso un Centro o ambulatorio per i disturbi del movimento e Parkinson; nella sua regione sono presenti nelle principali città.
Cordialità."
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292 - Il 23 giugno 2012 M.A. ha chiesto:
""
  "Salve,

Cordialità."
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291- Il 5 aprile 2012 D.R. ha chiesto:
"Salve dottore, sono la figlia di un 61enne al quale è stato diagnosticato il mdp circa 3 anni fa. è in cura con requip al dosaggio di 12 mg/die, e dalla recente visita neurologica è emerso che la malattia è ben tenuta sotto controllo. Quello che però abbiamo osservato è un certo rallentamento delle funzioni cognitive: non articola molto bene le parole, fa fatica ad esprimere concetti, è sempre distratto ed è diventato molto irascibile e permaloso. E' possibile che tutto ciò sia dovuto ad un effetto secondario del farmaco? Che possiamo fare per farlo ritornare "agli antichi splendori"? La ringrazio anticipatamente."
  "Salve,
mi pare che lei parli di deterioramento cognitivo, problemi di linguaggio (fasia) e di comportamento. Il farmaco non dovrebbe essere reponsabile.
Un certo deterioramento cognitivo è purtroppo frequente nella malattia di Parkinson, ma raramente si arriva ad un disturbo della fasia.
L'irritabilità potrebbe esser dovuta allo stress causato dalla malattia.
Va ben valutato il problema cognitivo con test neuropsicologici.
Va discusso con lo specialista l'insieme dei sintomi ed eventualmente prescritti farmaci.
Va aiutato il paziente se possibile con pazienza, sostegno e incoraggiamento, eventualmente con aiuto di psicologa.
Cordialità."