Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(46 - 50; 5- 14 febbraio 2008).
50 - Il 14 febbraio 2008 E.L. ha chiesto:
"Salve! Mia madre ha 65 anni e sofre di Parkinson e diabete.
Vorrei sapere se il comtan che gli è stato introdotto nella terapia non è contraindicato per il diabete. Grazie."
  "Salve, non mi risulta che il Comtan abbia una controindicazione in caso di diabete. Cordialità."
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49 - Il 12 febbraio 2008 S.A. ha chiesto:
"Gentile Professore, ho 54 anni, e credo di avere i primi sintomi del morbo di Parkinson. Mio padre l'aveva e quindi posso riconoscere l'insorgenza della malattia.
Non mi è stata diagnosticata, e la lettera che Le sto scrivendo è il primo mio tentativo di capire.
Le chiedo gentilmente un consiglio. Ho letto che questa malattia se diagnosticata in tempo può rallentare di molto il suo corso.
Ho dei sintomi quali: una epicondilite, difficoltà ormai da parecchi mesi (circa 10 mesi) di allungare il braccio. Sto facendo delle applicazioni con laserterapia, ultrasuoni e ipertermia, anche se migliorata l\'infiammazione non passa.
Poi, mi sembra di aver accorciato i passi, scesa dal letto i primi passi sono brevi e tendo a trascinare i piedi; tendo inoltre a perdere l'equilibrio, inciampo e a volte casco; ho momenti di paura e ansia che prima non avevo.
Certamente tutto questo può dipendere da altro, ma, avendo avuto un padre parkinsoniano è possibile che genticamente possa aver ereditato questa patologia.
E' possibile diagnosticare in questa primissima fase se i sintomi sopra descritti rientrano in questa patologia? Quali analisi mi consiglia di fare? E dove? Grazie per la sua disponibilità."
  "Salve, da quanto mi descrive ho l'impressione che non siamo nell'ambito della malattia di Parkinson.
I sintomi riferiti non sono proprio patognomonici, c'è sicuramente molta ansia, le forme ereditarie sono decisamente rare.
La cosa più semplice da fare per tranquillizzarsi è
di contattare un neurologo esperto in questa patologia o gli specialisti di un centro Parkinson (o disturbi del movimento). Cordialità."
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48 - L'8 febbraio 2008 M.M. ha chiesto:
"A mio padre, in seguito ad ischemia cerebrale, avuta due anni fa (RMN encefalo: lesione di natura ischemica recente parieto-occipitale dx; esiti ischemici lacunari multipli; Angio RM dei grossi vasi arteriosi intracranici: Mancata visualizzazione della comunicante posteriore destra. Significativa area di stenosi estesa per circa 8 mm di lunghezza, al terzo medio del tratto P1 a destra. Tre piccole aree di substenosi concentrica si rilevano in successione al tratto P1 di sinistra. Ridotto il calibro di tutto il tratto P1 di sinistra. Aree di substenosi concentrica si rilevano bilateralmente al passaggio del tratto M1 al tratto M2. Non MAV. Non aneurismi.
- ANGIO RM DEI GROSSI VASI ARTERIOSI DEL COLLO.
Decorso tortuoso presentano entrambe le arterie vertebrali, con calibro simmetrico, nei limiti. Regolari calibro e decorso presentano le arterie carotidi comuni bilateralmente.Riconoscibile placca ateromasica al bulbo di dx Regolari calibro e decorso presentano le arterie carotidi interne bolateralmente.).
Come cura, una volta a casa, gli hanno dato la ticlopidina 250 mg 2 al giorno e nootropil, ma l\'anno scorso, in seguito ad un ricovero in un centro di riabilitazione (55 giorni), il Nootropil è stato sostituito con sinemet (3 al giorno).
Dopo tre mesi, l'ho riportato dal neurologo e il sinemet è stato sostituito da Sirio 125 mg melevodopa + 12,5 mg carbidopa, che prende già da 4 mesi. Sul farmaco, si parla di Parkinson e non prende proprio in considerazione i casi di ischemia o encefalopatia multinfartuale (è quello di cui soffre mio padre).
Il medico mi ha detto che glielo ha dato per dargli una carica in più (in quanto mio padre è molto rallentato sia nei movimenti che cognitivamente, anche se i suoi discorsi sono lucidissimi).
Era proprio necessario trattarlo con un antiparkinson quando il Parkinson non c'è?
Io ho anche domandato al neurologo, se si era accorto da qualcosa, che la malattia del Parkinson prima o poi doveva uscire fuori, e lui mi ha risposto di no. Cosa ne pensate, Vi prego di rispondermi. "
  "Salve, mi sembra di capire che il problema di base sia quello di una malattia cerebrale vascolare ischemica.
Essa è stata giustamente trattata con un antiaggregante (ticlopidina): ad esso sono stati aggiunti il Nootropil un farmaco che qui non ha un base scientifica molto solida e un antiparkinsoniano (Sinemet), probabilmente perchè la vasculopatia aveva determinato degli aspetti parkinsoniani.
Entrambi questi farmaci vengono talora utilizzati dai neurologici come tentativo, proprio per la mancanza di alternative e l' assenza di terapie capaci di modificare nettamente la sofferenza del sistema nervoso ; in qualche caso determinano un piccolo miglioramento.
Credo che sia importante capire perchè c'è questa vasculopatia cerebrale grave e trattare energicamente i cosidetti fattori di rischio vascolare. Cordialità."
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47 - Il 7 febbraio 2008 A.P. ha chiesto:
"Mio padre ha 59 anni. Ha il morbo di Parkinson da un anno e mezzo.
Da metà novembre ha iniziato con sintomi strani in crescendo. Prima allucinazioni visive e olfattive poi deliri di gelosia a volte anche violenti.
In questi ultimi quindici giorni è più tranquillo tuttavia passa tutto il giorno e la notte a controllare il telefono, la porta d'ingresso, a pedinare mia mamma mentre va al lavoro.
Passa le giornate a girare con la macchina intorno all'edificio dove lavora e la spia da un posteggio vicino. Oppure acquista telecamere, registratori da nascondere in casa.
Diagnosi dell'Ospedale Xxxxxx: Malattia dei corpi di Levy.
Cura adottata: 150 mg di seroquel la sera 50 mg la mattina.
Non credo che si possa vivere cosi'. Può aiutarmi?"
  "Salve, lei ha esordito citando la malattia di Parkinson, ma ha riferito di una diagnosi di corpi di Lewy fatta in ospedale.
In effetti la malattia a corpi di Lewy è una malattia degenerativa (cioè con progressiva morte di gruppi di neuroni causati da loro precoce "invecchiamento") come l'Alzheimer.
Proprio come l'Alzheimer c'è un declino cognitivo fluttuante e poi demenza e, come il Parkinson, c'è rigidità e rallentamento: in sostanza una forma intermedia tra le due patologie.
E' poi caratterizzata per la presenza proprio di allucinazioni e altri disturbi del comportamento e per la risposta molto scarsa ai farmaci antiparkinsoniani.
Purtroppo il cardine della terapia (ovviamente solo di supporto) è l'uso di sedativi neurolettici, come il Seroquel, che serve a combattere i disturbi "psichici" pur se può accentuare un parkinsonismo.
Per la difficoltà di gestione di questi malati qualche ospedale o meglio le associazioni laiche dispongono di psicologi che aiutano i familiari ad affrontare i vari problemi che la malattia comporta. Cordialità."
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46 - Il 5 febbrnaio 2008 F.G. ha chiesto:
"Gentile Professore, ho 42 anni , dall'eta di 20 anni circa soffro di un lieve tremore essenziale alle mani ed anche alle gambe nel caso di emozioni intense compaiono occasionalmente tremori che sono grossolani.
Da circa 2 mesi pero' sono comparsi tremori all'avambraccio, mano e gamba sx immediatamente al risveglio e a volte prima di addormentarmi mentre sono a letto.
Mi sono molto preoccupato e poco dopo e' anche comparsa una sensazione di debolezza discontinua sempre all'arto sup ed inf. sx.
Il Neurologo non ha rilevato deficit di alcun tipo e mi ha prescritto Inderal che al dosaggio di 6o mg al giorno ha risolto quasi completamente i tremori anche se persiste ancora un po' il senso di pesantezza al braccio e alla gamba sx (a volte questa sensazione migliora con l'attivita' sportiva a volte no) che non riesco a capire se di ordine psicologico.
Il Neurologo mi ha anche proposto un scintigrafia cerebrale per valutare la presenza di M. Parkinson giovanile.
La risposta all'Inderal puo' essere sufficiente per escludere la M. di Parkinson? Grazie."
  "Salve, mi pare di capire che si tratta proprio di una forma di tremore essenziale, cioè non parkinsoniano.
Se il betabloccante (inderal) ha risolto il tremore, è assai improbabile che si tratti di malattia di Parkinson (che si aggiungerebbe al tremore essenziale).
E' d'altra parte vero che le malattie tremorigene spesso hanno manifestazioni cliniche complesse con difficoltà a fare una diagnosi precisa.
La scintigrafia cerebrale con Datscan molto probabilmente confermera' che si tratta della patologia più benigna. Cordialità."