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Il neurologo prof.
Renzo Bassi risponde alle vostre domande (56 - 60; 25 marzo - 19 aprile 2008). |
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60 - Il
19 aprile 2008 V.I. ha chiesto: Stimato Prof.Bassi, sono un 94enne che, oltre i tanti malanni, da vari anni soffro di un "Movimento involontario cronico" all'alluce sinistro. Non mi procura un dolore vero e proprio ma un tormento insopportabile, notte e giorno, che di notte mi costringe a ricorrere al Valium, senza risultati soddisfacenti ma procurandomi una grave astenia (specie alle gambe) assai invalidante. Stimato Professore, rispettosamente Le chiedo se questo malanno è ascrivibile al Parkinson e se esiste un farmaco che lo cura. Nel ringraziarLa di vivo cuore Le porgo deferenti saluti."
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59 - Il
14 aprile 2008 P.B. ha chiesto: "BUONASERA. A MIO MARITO DI ANNI 48 E' STATO DIAGNIOSTICATO IL MORBO DI PARKINSON DOPO CHE PER UN PERIODO DI TEMPO AVEVAMO NOTATO POCA MOBILITA' AL BRACCIO DESTRO. HA FATTO UNA SERIE DI INDAGINI TRA CUI L'ELETTROMIOGRAFIA E PROPRIO IN QUEL CONTESTO IL MEDICO HA SOSPETTATO ATTEGIAMENTI PARKINSONIANI E CI HA CONSIGLIATO ULTERIORI INDAGINI. HA FATTO LA RISONANZA MAGNETICA E UNA VISITA SPECIALISTICA A SEGUITO DELLA QUALE E' STATO CONFERMATO UN INIZIO DELLA MALATTIA E GLI HAnno DATO UNA CURA: UNA PASTICCA AL MATTINO DI AZILECT. E' DA SETTEMBRE CHE E' IN CURA MA LA MOBILITA' AL BRACCIO NON E' MIGLIORATA E QUALCHE VOLTA TRASCINA ANCHE LA GAMBA. MA CIO' CHE MI PREOCCUPA E' L'ASPETTO PSICOLOGICO. NFATTI LUI CHE ERA UN TIPO ALLEGRO E' MOLTO CAMBIATO PUR ANCORA NON AVENDO SINTOMI GRAVI INFATTI CONDUCE LA STESSA VITA DI SEMPRE. NON VUOLE AIUTI PSICOLOGICI MA IO NON SO COME AIUTARLO,VISTO CHE LUI CONTINUA A DIRE DI AVER ACCETTATO LA MALATTIA. IN PIU' VOLEVO SAPERE SE I SINTOMI SI POSSONO CONCILIARE CON ALTRE MALATTIE VISTO CHE LA RISONANZA ERA NEGATIVA. SE POI FOSSE IL PARKINSON LE MEDICINE CHE PRENDE RALLENTANO LA MALATTIA O POSSONO ANCHE MIGLIORARLA? MOLTE GRAZIE."
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58 - L'11
aprile 2008 E.M. ha chiesto: "Egr.Prof. Ho 73 anni e MP dal 2003. Prendo mirapexin 07 dal 2006. Dose 2 compresse x 3 (dopo i pasti principali) che da circa 6 mesi il neurologo mi ha consigliato di spalmare in 1,5 x 4. Ora per un aggravamento (nella deambulazione) il neurologo mi ha prospettato l'assunzione di levodopa. Pertanto chiedo se scegliendo "Sirio" quando S più opportuno assumerlo? Prima dei pasti? Con la stessa cronologia del miraxepin? Sarà necessario diminuire il mirapexin? Il mio neurologo sarebbe più propenso a farmi assumere Stalevo, che a me non piace. La ringrazio per l'eventuale cortese risposta."
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57 - Il
10 aprile 2008 D.N. ha chiesto: "Buogiorno Professore, mia Madre (70a) da 1 anno è in cura per Parkinsonismo. Ha effettuato tutte le analisi previste (spect dat scam,pem,movimenti oculari,esami funzionalità cardiovascolari,etc) che hanno evidenziato, nella spect, una diffusa riduzione nei gagli della base, al livello del putanem, della dopamina solo nella parte dx, no ipotensione ortostatica. Ha rigidità e dolori alle gambe, lentezza nei movimenti, no tremore e difficoltà di deglutizione dei liquidi. E' in cura con madopar 200+50 1/2 cp 3 volte die. Ora, per allieviare i dolori alle gambe è stato introdotto il mirapexim 0,18 con effetti positivi x 2 mesi. Poi i sintomi si sono ripresentati ed è stato indrodotto, con schema crescente,1 cp da 0,18 3 volte die + madopar come sopra. Si sono presentati sintomi collaterali quali nausea, vomito,e cefalea. Il dosaggio complessivo madopar + mirapex. è alto? c'è la possibilità di alleviare i sintomi collaterali? A parte questo, la terapia sembra dare buoni risultati. Prende anche la papaya Immunage (quella di Montagner) è utile? Il dosaggio complessivo dei farmaci lo considera per stadi iniziali, medi o gravi della malattia? Grazie"
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56 - Il
25 marzo 2008 F.C. ha chiesto: "Mia madre, 70 anni quest'anno, da 10 anni è affetta dal morbo di Parkinson. In questi ultimi due anni la malattia è andata avanti molto velocemente e la situazione si è andata via via sempre più aggravando, oltre al problema di deambulazione si è aggiunto quello di tipo neurologico. La grande difficoltà è per chi le sta vicino, non si riesce in nessun modo a farla ragionare, vuole uscire da sola (è già caduta più di una volta), mangia tutto il giorno (infatti è in enorme sovrappeso), spesso è confusa (specialmente la mattina) e le capita di vedere cose o persone che non esistono (allucinazioni), la notte non dorme (incubi e richiesta continua delle medicine) per non parlare delle "gambe" che per la maggior parte della giornata sono "bloccate". Abbiamo, insieme al medico che la segue, cambiato terapia più volte, ma alla fine quest'ultimo ci ha consigliato il ricovero al fine di "rivedere" la terapia sotto stretto controllo medico. Qui nasce il grande problema, lei ASSOLUTAMENTE non è d'accordo non vuole andare in ospedale. La domanda o il consiglio che vi chiedo è come riuscire a "gestire" tale necessità se il malato non vuole assolutamente collaborare. Vi ringrazio anticipatamente, ed inoltre Vi chiedo se a Roma oltre alla betulla onlus (che opera solo in alcune zone) c'è un'altra associazione che può dare assistenza al malato ed alla famiglia (zona di residenza è Roma - Monteverde). Grazie. Cordiali saluti"
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