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Il neurologo prof.
Renzo Bassi risponde alle vostre domande (81 - 85; 17 maggio - 2 giugno 2009). |
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85 - Il
2 giugno 2009 F.M. ha chiesto: "Mi potrebbe indicare alcuni Centri specializzai sul Parkinson nella nostra Provincia? Grazie."
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84 - Il
1° giugno 2009 T. ha chiesto: "Da un po di tempo a questa parte (circa 4/5 anni) ho un problema a concentrarmi, cioè mentre inizio a leggere dopo poche righe già il mio livello di attenzione è pari a 0 o meglio non riesco a rimanere concentrato su quello che leggo/faccio, anche su argomenti di mio forte interesse, inoltre non riesco a ricordare nulla di quello che ho letto. In altre parole non riesco a concentrarmi ed a ricordare. Non ho fatto nessuna terapia, sono andato dal medico curante ad esporre il problema ed in 15 secondi ha liquidato il problema come fattore di stress ( che non c'è) ovvero non mi ha preso sul serio. Andare da uno specialista privato non ne ho la possibilità economica. Cosa posso fare per risolvere il problema? Il mio attuale lavoro richiede una buona concentrazione e un'ottima memoria."
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83 - Il
23 maggio 2009 G.S. ha chiesto: "Carissimo professore, vorrei esporle il mio problema. A mia madre settantotenne, circa due anni, a seguito di problemi di deambulazione e instabilità, le è stata diagnosticata una sindrome parkinsoniana "senile". Attualmente in cura con madopar 200 mg + 50 mg (compresse divisibili) - 1/4 per tre volte al giorno. Premetto che mia madre era ipertesa, cardiopatica (prolasso della valvola mitralica e dell'aorta ascendente); per questi problemi prende alcuni medicinali (karvea 150 mg - diuremid - norvasc). Il suo problema è stato sempre la pressione alta, anche se per i suoi problemi cardiaci la minima a volte è bassa. Da un pò di giorni la sua pressione si è abbassata notevolmente (la massima arriva anche a 120) tanto da dover dimezzare le cure antiipertensive, e questo la fa sentire sempre senza forze. Il grosso del problema è che quando prende la dose giornaliera di madopar soprattutto a metà giornata e la sera, dopo qualche ora, si sente malissimo a volte con mancamenti (accompagnati da tachicardia e affanno) talmente profondi che non può nemmeno chiedere aiuto; poi assumendo gli zuccheri man mano le passa. Carissimo professore vorrei chiederle: secondo lei trattasi di ipotensione ortostatica dovuta all'aggravarsi della malattia o all'assunzione di madopar? Per le persone anziane che devono prendere antiipertensivi e diuretici esiste un medicinale antiparkinsoniano che fa sentire discretamente bene l'ammalato e che non danneggi il cuore, non abbassi nè alzi la pressione? Premetto che assolutamente non le sto chiedendo una cura on line, ma un confronto affinchè io possa capire se questo problema è legato all'assunzione del madopar. La ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta."
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82 - Il
20 maggio 2009 R. ha chiesto: "Salve. sono la figlia di un uomo di 72 anni che da circa 5 ha cominciato a presentare i primi sintomi del morbo di Parkinson. La prima visita neurologica fatta circa due anni e mezzo fà, ha evidenziato l'inizio della patologia. Inizialmente si è presentata con tremore alla mano destra, tale tremore si è esteso poi al braccio e da qualche mese anche all'altro arto. Attualmente noto anche una certa difficoltà nel camminare e una ridotta capacità di mantenere perfettamente l'equilibrio. Premetto che mio padre lavora ancora e fà anche un lavoro abbastanza stressante e stancante dal punto di vista fisico, ma dal punto di vista mentale è ancora molto attento e lucido. La neurologa che lo segue gli ha fatto iniziare una cura con l-dopa che sinceramente non sembra lo stia aiutando molto. Mio padre ha inoltre un leggero incremento della glicemia (assume antidiabetici orali) e una leggera insufficienza cardiaca (nulla di importante) ma sopratutto da una decina d'anni soffre d'insonnia e sporadicamente attacchi di panico. Non è mai riuscito ad eseguire una tac o rmn (prescritte dalla neurologa) per colpa della claustrofobia. Vorrei sapere di qualche Centro specializzato per fare un pò il punto della situazione visto che noto in lui una certa preoccupazione e un discreto disagio. Lui abita a Napoli, io invece sono infermiera a Siena, ma qualunque Centro in Italia andrebbe bene. Grazie."
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81 - Il
17 maggio C.B. ha chiesto: "Gentile Professore, da circa sei mesi mio padre cinquanteseienne, iperteso ed in terapia da circa venti anni con antipertensivi ha notato un leggerissimo tremore alla mano destra, comparso proprio in relazione ad un periodo di forte stress. Avendo una certa familiarità con il Parkinson (sua madre era affetta da una forma piuttosto grave ed invalidante, comparsa in età giovanile), l'ho convinto a consultare un neurologo, esperto in materia. Il neurologo ha prescritto una RMN encefalo che è risultata nella norma salvo per "piccole sporadiche lesioni cicatriziali post-ischemiche" che "si osservano nella materia bianca". Il neurologo ha quindi escluso il Parkinson ed ha ravvisato una "probabilissima" causa vascolare (per il tremore), corrobarata dalla presenza di episodi ischemici: questo nonostante già la RMN evidenzi che i tronchi sovraortici presentano "pervietà". Il medico ha pertanto prescritto un eco-color-doppler ed un eco-cuore. Ultimamente, però, è comparso un tremore bilaterale: quindi oltre alla mano destra, il tremore si è presentato (improvvisamente!!) anche alla sinistra. In attesa di compiere gli accertamenti clinici succitati (eco-color-doppler ed eco-cuore), potrebbe darmi un parere, visto che sono molto preoccupato per questo improvviso tremore che si è esteso di colpo anche all'altro arto. E' vero che il neurologo ipotizza un problema di tipo vascolare, vista anche la familiarità (sia suo padre che suo nonno sono deceduto per infarto acuto del miocardio) e l'ipertensione, ma il tremore si è esteso e per gli accertamenti clinici c'è ancora da attendere un mese! E' possibile una ingravescenza così rapida? Lei cosa ne pensa? Sono da escludere patologie serie o devo prepararmi al peggio? Il tremore è in qualche modo curabile, se anche gli altri esami clinici non evidenziassero particolari problemi? La ringrazio sentitamente per la risposta."
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