Quasi la metà dei colpiti dal morbo può mantenere intatte le facoltà cognitive.
Roberto Canali
(22 gennaio 2007)

Organizzati anche gruppi di sostegno psicologico. Quasi la metà dei colpiti dal morbo può mantenere intatte le facoltà cognitive. Ca' Prina vuole sconfiggere il Parkinson. Varato un nuovo programma: medici e operatori presenti 24 ore su 24, per i malati yoga e musicoterapia.

ERBA In prima linea contro il morbo di Parkinson Casa Prina, che da alcuni anni è impegnata nella ricerca e nella realizzazione di servizi finalizzati alla cura e all'assistenza di persone che affrontano problemi durante il processo d'invecchiamento. Una serie di studi che ha portato a risultati concreti, tanto da permettere all'equipe medica che sovrintende la casa di riposo di varare, dall'inizio di gennaio, un nuovo protocollo rivolto a tutti i malati di Parkinson. Un progetto aperto e gratuito anche per tutti i malati che non risiedono né frequentano Casa Prina, che oltre ai residenti accoglie ogni giorno anche un centinaio di esterni, ospitati e accuditi nel centro diurno. Grazie ai contributi del Centro ricerca Maria Manetta sono infatti state elaborate una serie di terapie che dovrebbero consentire, in concreto, di ottenere miglioramenti nel trattamento dei malati affetti da invecchiamento degenerativo. La malattia di Parkinson infatti limita le possibilità di movimento portando la persona a una graduale incapacità di gestire la vita quotidiana. Il malato di Parkinson può essere ancora in grado di camminare e spostarsi autonomamente in spazi limitati e conosciuti, ma può essere incapace di vestirsi e lavarsi, cucinare e svolgere tutte quelle attività necessarie all'organizzazione della propria vita. Inoltre solo nel 40/50 per cento dei casi compaiono sintomi di decadimento cognitivo o di demenza; frequentemente infatti il malato di Parkinson rimane lucido, con facoltà mentali e intellettive intatte. L'inserimento di questo tipo di malato all'interno della casa di riposo prevede un progetto che possa accogliere la persona rispettando le esigenze specifiche e fornendo un programma di assistenziale e terapeutico adeguato. Gli utenti residenti possono abitare differenti reparti della struttura, ma non possono essere accomunati da programmi assistenziali e terapeutici che vedono attiva una sola equipe in grado di gestire le varie attività. Questo progetto, sviluppato nei mesi scorsi, ha una duplice finalità: offrire al malato di Parkinson un ambiente di vita accogliente e idoneo alle esigenze individuali, e fornire prestazioni terapeutiche in grado di far fronte al decorso della patologia di ciascun paziente. Operatori, infermieri e medici sono presenti 24 ore su 24 in residenza e si occupano della gestione del malato ricoverato da un punto vista igienico-sanitario e medico. Specialisti e terapisti si occuperanno invece di servizi specifici, che verranno proposti anche a utenti esterni. L'equipe formata da personale qualificato è formata da specifiche figure professionali, che presteranno i propri servizi in aggiunta all'assistenza medico-infermieristica: in particolare saranno presenti gruppi di sostegno psicologico e di mutuo-aiuto, fisioterapeuti, logoterapeuti, yogaterapeuti, musicoterapeuti ed esperti in attività educative e culturali. Un progetto innovativo e unico per sua ampia offerta di servizi specialistici che sta godendo anche dell'interesse dell'Associazione italiana Parkinson, che proprio per i suoi risvolti sociali, sta seguendo da vicino l'iniziativa.

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Questo testo era pubblicato su Internet nella pagina http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=ERBA&Bassa=si&Pagina=18&IdNotizia=2287638, del 22 gennaio 2007, ora non più disponibile in linea.