Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(306 - 310; 1 - 19 giugno 2012).
310 - Il 19 giugno 2012 M.L. ha chiesto:
"Buongiorno, vi spiego in parole povere il mio problema. Mia mamma (età 65 anni) è affetta da morbo di parkinson da circa 2 anni, nel suo caso la malattia ha ridotto la mobilità delle gambe, seguita da un centro neurolesi ha effettuato una cura con dei cerotti di neupro 8mg, assieme a delle compresse di sinemet 100+25mg. la motorietà alle gambe è migliorata ma sono insorti gravi problemi psichici, si sente spiata da tutti, compra gratta e vinci in continuazione, non vuole più socializzare con altre persone, in quanto è convinta che con la sua presenza si attivino microspie e dispositivi elettronici (queste situazioni lei giura di vederle realmente). Abbiamo spiegato la situazione al neurologo che la tiene in cura, il quale gradualmente gli ha tolto il cerotto ed integrato delle compresse seroquel 25g, li prende ormai da 20 giorni, e non si vede alcun miglioramento. La mia domanda è: queste paranoie (mi scusi il termine ma non so come interpretarle) sono dovute agli effetti collaterali dei farmaci o è una conseguenza della malattia? In tutti e due i casi esiste possibilita di guarigione? Aspetto una vostra risposta. Cordiali saluti."
  "Salve,
direi che le manifestazioni psicotiche sono dovute essenzialmente all'azione collaterale dei farmaci antiparkinsoniani: il deterioramente cognitivo (demenza) che a volte accompagna la malattia potrebbe esser corresponsabile. Esiste sicuramente la possibilità di migliorare se non
eliminare del tutto tali disturbi psichiatrici riducendo fin che si può la terapia ed usando dei sedativi potenti come il seroquel a dosi adeguate. Utile che i familiari siano comprensivi ed aiutino ad interpretare correttamente la realtà. A volte serve la collaborazione
dello psichiatra e un bilancio delle funzioni cognitive.
Cordialità."
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309 - Il 17 giugno 2012 M.L. ha chiesto:
"Buongiorno Prof.Bassi, Le volevo chiedere questo: mio papà ha il morbo di Parkinson da circa 10 anni, la cura sta funzionando bene, volevo chiedere come poter diminuire il fatto che ci sia perdita della saliva, come si può risolvere? RingraziandoLa le porgo i miei cordiali saluti."
  "Salve,
la perdita di saliva o scialorrea è frequente nel Parkinson e per cui si può fare qualcosa.
Va osservato se vi sono in uso farmaci che ne favoriscono la secrezione e possono esser usati farmaci per diminuirla come gli anticolinergici e infine in alcuni casi si può provare la tossina botulinica o la radioterapia nelle ghiandole salivari.
Cordialità."
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308 - Il 6 giugno 2012 P.L. ha chiesto:
"Egr. Prof. mia moglie soffre da tanti anni di sindrome depressiva e DOC. E' stata, nel tempo, ricoverata e/o curata privatamente e ha sempre assunto farmaci antidepressivi con risultati più o meno significanti. Ora, da circa 6 mesi, manifesta sintomi di parkinsonismo (tremore, rigidità, bracinesia arti superiori,etc). Il neurologo sospetta di un parkinsonismo iatrogeno avendo asssunto nel tempo anche Serenase e trifalon. Ora sta assuemendo Abilify. Ha eseguito due risonanze magnetiche e il Datscan che non hanno rilevato significative alterazioni. Gli antidepressivi e nello specifico, i neurolettici o antipsicotici possono aver provocato la suddetta sindrome? Grazie e cordiali saluti."
  "Salve,
certamente sintomi del tipo parkinsoniano (rigidità lentezza e tremori) possono esser causati da farmaci chiamati neurolettici (ovvero sedativi maggiori) usati per le malattie psichiatriche.
Bene che risonanze e datscan siano normali.
Ora si tratta di vedere se si può ridurre se non sospendere i neurolettici per limitare i danni ed eliminare i disturbi simili al Parkinson.
Ne parli con lo psichiatra.
Cordialità."
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307 - Il 2 giugno 2012 A. ha chiesto:
"Gentilissimo Dottore mia mamma (anni 88) ha di recente fatto una visita da una neurologa e questo è il referto: "encefalopatia ipossica condizionante deambulazione paraparetica a piccoli passi, con quadro similparkinson". Devo dedurre che il fatto di camminare male è dovuto al Parkinson o ai fattori ischemici di cui soffre da alcuni anni? La ringrazio anticipatamente."
  "Salve,
la neurologa sembra ritenere che la sofferenza cerebrale di tipo vascolare, probabilmente suggerita da tac o risonanza, causi un quadro simile al Parkinson con un cammino alterato.
In questo senso il problema risiede nei fattori ischemici.
Cordialità."
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306- Il 1° giugno 2012 O.P. ha chiesto:
"Buonasera, ho 43 anni. Da giugno 2011 ho manifestato un tremore alla gamba destra. Dopo varie indagini (risonanze con contrasto ad encefalo, cervicale e dorso lombare) per sospetta decompressione midollare (esito negativo), mi è stato consigliato di effettuare una Spec Dat Scan dalla quale mi è stato diagnosticato il morbo di Parkinson.
Adesso sto facendo come cura Mirapexin. Chiedevo, data la mia giovane età, se poteva consigliarmi una cura alternativa o se ci fosse la possibilità, magari in qualche Centro specializzato, di effettuare un percorso sperimentale e magari più efficace per curarmi. Grazie mille per il suo aiuto."
  "Salve,
il mirapexin è uno dei farmaci più conosciuti con cui molti pazienti iniziano la cura. Viene usato a dosaggi vari e a volte si associa ad altri farmaci antiparkinsoniani.
I migliori risultati si hanno quando ci si mette in mano ad uno specialista esperto nei disturbi del movimento, meglio se in un Centro con centro dedicato, ci si attiene fedelmente e pazientemente al percorso di esami, cure con farmaci e no, controlli puntuali consigliati.
Nel caso di una malattia iniziale (di un anno) se non vi sono problematiche particolari, si vedono miglioramenti anche modesti ed il rapporto con il curante è buono, non andrei in cerca di altro.
Cordialità."