Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(331 - 335; 28 dicembre 2012 - 24 gennaio 2013).
335 - Il 24 genaio 2013 S.A. ha chiesto:
"Salve! Avrei bisogno di alcune informazioni sui farmaci mirapexin 0,18mg e disipal 50mg. Quale sarà la conseguenza nel caso non si assumono e se possono portare assuefazione? Calmano il tremore? Mia mamma li ha assunti per quindici giorni senza trovare giovamento. Grazie."
  "Salve,
Il mirapexin è un tipo di farmaco che agisce sulla dopamina ed è chiamato dopaminoagonista (farmaco principale). Il disipal è un anticolinergico, farmaco di seconda linea. Se si smette il disipal (che agisce principalmente sul tremore) non si hanno effetti particolari, se si smette il mirapexin i sintomi parkinsoniani potrebbero ricomparire. Questi farmaci non portano assuefazione, piuttosto è la progressione della malattia negli anni che fa apparire ridotta l'azione terapeutica con l'andar del tempo, anche se per spremere dei miglioramenti si aumenta progressivamente la dose di questi farmaci.
Se non avete visto giovamento può dipendere che state usando una dose piuttosto bassa di farmaci e che il periodo di valutazione 15gg è piuttosto limitato.
Cordialità."
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334 - Il 22 gennaio 2013 S. ha chiesto:
"A mio padre di 76anni è stato diagnosticato il Parkinson 5 anni fa avendo un po'di tremore, rigidità, dolori a gambe e braccia. Ha iniziato col requip, sinemet poi azilect che gli è stato
tolto, e gli è stato aggiunto cardioaspirina, vitamine, farmaci per la memoria, per la depressione e per proteggere lo stomaco. Ne prende davvero troppi e sta sempre peggio, si sente dolori forti che non sa spiegare, non riesce a fare più niente, non si ricorda dov'è il
bagno o non sa come spogliarsi e vestirsi ecc... Cosa devo fare? Si può cercare di diminuire le medicine? Può darsi che abbia l' Alzheimer? come si fa ad esser certi che abbia sicuramente una di queste malattie senza esami specifici? Grazie."
  "Salve,
il percorso di cura per i malati di Parkinson è lungo e complesso, comprendendo spesso molte medicine , variazioni di esse ed interventi per le complicazioni che il Parkinson porta con sè; se poi ci mettiamo una età avanzata, i farmaci sono effettivamente numerosi, ognuno con la sua ragione. E' ragionevole domandarsi se tutti questi farmaci sono necessari, indispensabili e non causino interazioni e problemi collaterali, specie in un soggetto fragile come l'anziano. Guai però a sospenderne autonomamente qualcuno a caso perché si rischia di fare un gran danno. Casomai va discusso periodicamente con lo specialista o il medico di famiglia la ragione di proseguire con essi e la dose da assumere e richiesto quali sono i farmaci essenziali e pericolosi da sospendere.
Quasi un terzo dei parkinsoniani col tempo presenta anche demenza (o decadimento cognitivo) sinonimo di Alzheimer. Ma i farmaci. l'età, la depressione, possono spiegare un quadro di questo tipo, come lei descrive. Lo specialista nella sua visione complessiva deciderà se il sospetto di demenza necessita di esami specifici, del tipo i test per la memoria e cognitività o la risonanza cerebrale se mai eseguita.
Parlatene pure senza indugio.
Cordialità."
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333 - Il 6 gennaio 2013 X.X. ha chiesto:
"Dottore, mio padre è affetto dal Parkinson da 11 anni: mi conferma che può essere esentato dal pagamento del bollo auto? Se si, deve preventivamente effettuare una qualche visita di
fronte a qualche commissione? La ringrazio anticipatamente."
  "Salve,
con l'aiuto della nostra assistente sociale ho recuperato che: certamente i malati di Parkinson disabili possono esser esentati dal pagamento del bollo auto con una visita (positiva)alla commissione invalidi della propria usl chiedendo specificatamente il riconoscimento della legge 104 nell'accertamento handicap specificandolo nella domanda per invalidità civile.
I particolari sono descritti nel sito dell'agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.gov.it entrando nella Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili.
Per incertezze consiglio di sentire la segreteria delle associazioni laiche per i Parkinsoniani presenti in moltissime città.
Cordialità."
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332 - Il 2 gennaio 2013 G.I. ha chiesto:
"Nella famiglia del sottoscritto, di anni 72 ed affetto dal morbo di Parkinson dal 2004, anche una sorella di anni 73 anni ed un fratello di anni 68 hanno lo stesso morbo di Parkison con prevalenza di sintomi motori (difficoltà a camminare), rigidità e ripiegamento del tronco in avanti, dolori muscolari ed articolari, ecc. Come e dove è possibile verificare le cause genetiche del morbo e la sua trasmissione ai figli? Grazie."
  "Salve,
pur rari, casi di trasmissione ereditaria del parkinson esistono.
Per studiare la famiglie a rischio serve una consulenza genetica attraverso l'intervento di un genetista, meglio se specializzato nel Parkinson. I centri Parkinson più importanti-citiamo Milano, oltre che una buon conoscenza diretta della genetica, hanno un genetista di fiducia (o servizio di genetica) cui inviano i pazienti. Esami in particolare come l'analisi dei cromosomi vengono eseguiti nell'ambito degli studi del genetista. I familiari in questione dovranno esser
disponibili alla visita e agli approfondimenti (non dolorosi).
Cordialità."
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331- Il 28 dicembre 2012 A.G. ha chiesto:
"Mia madre 62 anni, con papà e zia con morbo di Parkinson, da circa 8 mesi, è più lenta nei movimenti, rigida, leggermente la schiena curva. il neurologo durante la visita non ha notato nulla di anomalo, ma noi gli abbiamo messo il dubbio, cosi le ha prescritto
risonanza magnetica e un'ulteriore esame che lei non vuole fare perché le hanno detto che da radiazioni. E' sufficiente la risonanza? Prima si interviene con le cure e meglio è?"
  "Salve,
se vi sono familiari affetti da Parkinson la cosa va discussa e verificata con il vostro neurologo per le implicazioni genetiche.
Forse l'esame prescritto che comporta radiazioni è la spect con datscan in cui si inietta una sostanza molto debolmente radioattiva del tutto sicura e niente affatto pericolosa. la risonanza del cervello in effetti è un esame importante ma non sufficiente allo studio delle forme parkinsoniane. In genere è meglio inquadrare la malattia prima possibile per poter somministrare le medicine e ogni altro trattamento corretto. Non è un problema se si aspetta alcune settimane ad iniziare la terapia.
Cordialità."