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22 gennaio 2013 S. ha chiesto:
"A mio padre di 76anni è stato diagnosticato il Parkinson
5 anni fa avendo un po'di tremore, rigidità, dolori a
gambe e braccia. Ha iniziato col requip, sinemet poi azilect
che gli è stato
tolto, e gli è stato aggiunto cardioaspirina, vitamine,
farmaci per la memoria, per la depressione e per proteggere lo
stomaco. Ne prende davvero troppi e sta sempre peggio, si sente
dolori forti che non sa spiegare, non riesce a fare più
niente, non si ricorda dov'è il
bagno o non sa come spogliarsi e vestirsi ecc... Cosa devo fare?
Si può cercare di diminuire le medicine? Può darsi
che abbia l' Alzheimer? come si fa ad esser certi che abbia sicuramente
una di queste malattie senza esami specifici? Grazie."
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"Salve,
il percorso di cura per i malati di Parkinson è lungo
e complesso, comprendendo spesso molte medicine , variazioni
di esse ed interventi per le complicazioni che il Parkinson porta
con sè; se poi ci mettiamo una età avanzata, i
farmaci sono effettivamente numerosi, ognuno con la sua ragione.
E' ragionevole domandarsi se tutti questi farmaci sono necessari,
indispensabili e non causino interazioni e problemi collaterali,
specie in un soggetto fragile come l'anziano. Guai però
a sospenderne autonomamente qualcuno a caso perché si
rischia di fare un gran danno. Casomai va discusso periodicamente
con lo specialista o il medico di famiglia la ragione di proseguire
con essi e la dose da assumere e richiesto quali sono i farmaci
essenziali e pericolosi da sospendere.
Quasi un terzo dei parkinsoniani col tempo presenta anche demenza
(o decadimento cognitivo) sinonimo di Alzheimer. Ma i farmaci.
l'età, la depressione, possono spiegare un quadro di questo
tipo, come lei descrive. Lo specialista nella sua visione complessiva
deciderà se il sospetto di demenza necessita di esami
specifici, del tipo i test per la memoria e cognitività
o la risonanza cerebrale se mai eseguita.
Parlatene pure senza indugio.
Cordialità." |
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