Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(336 - 340; 29 gennaio - 13 marzo 2013).
340 - Il 13 marzo 2013 M.M. ha chiesto:
"Salve, mio nonno ha 77 anni e da circa 7 mesi sono comparsi dei sintomi: - non riesce più a camminare normalmente ma trascina i piedi - ha difficoltà nell'esprimersi ed è notevolmente calato il tono della voce - non ha più appetito e nel giro di pochi ha perso 15 kg - ha difficoltà a mettere forza anche nelle braccia Abbiamo effettuato le analisi del sangue ed è risultata una carenza di vitamina B12 e acido folico a cui abbiamo provveduto con gli integratori. Abbiamo anche fatto una TAC da cui è emerso questo :"l'indagine non ha messo in evidenza lesioni espansive in sede sopra-sottotentoriale nè alterazioni della normale tomodensitometria
cranio-encefalica nè immagini riferibili a lesioni vascolari in fase acuta. Segni di atrofia cortico-sottocorticale. Ipodensità della sella turcica (empty sella). Sistema ventricolare normoteso in asse rispetto alla linea mediana. Opportuno eseguire indagine di controllo salvo diversa indicazione clinica. " Nelle prime visite neurologiche il dottore era quasi certo fosse Parkinson ma ora non è più convinto e per ora ha somministrato RISCHIARIL. Sarei interessata ad avere un suo parere anche se mi rendo conto che senza una visita diretta non si potrà esprimere con certezza. La ringrazio! cordiali saluti."
  "Salve,
la perdita di peso, il calo dell'appetito e la "normalità" della Tac cerebrale, mettono in dubbio che si tratti di una patologia neurologica e quindi anche di Parkinson.
indagherei nel campo internistico-geriatrico, partendo da estesi esami del sangue, radiografie ed ecografie che vi dirà il curante e visita specialistica geriatrica o internistica. Ripeterei il dosaggio di acido folico e b12.Se il neurologo ha prescritto solo integratori (rischiaril) si conferma che crede poco al Parkinson. Si ritornerà dal neurologo se si escludono altre patologie.
Cordialità."
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339 - Il 4 marzo 2013 S.S. ha chiesto:
"Buongiorno prof. Bassi mia madre, 80 anni, da 7 malata di Parkinson é fin dall'inizio in cura con i tipici farmaci quali: Madopar, Frontal, Sinemed, Trittico, Zoloft. Assume inoltre Moduretic
per controllare la pressione, e Autirox da molto prima dell'insorgere del Parkinson per problemi tiroidei. Effettua periodicamente visite di controllo presso il centro di neurologia del
nostro ospedale. Il vero problema che le rende la vita difficile é un bruciore che si presenta per lo più durante tutte le notti e saltuariamente anche per qualche ora durante il giorno. Lei descrive questo come un fuoco che la brucia da dentro interessando principalmente viso, avambraccio e piedi, con minor intensità sono interessati anche gli arti inferiori, il busto e il resto del corpo.
Il disturbo arriva all'improvviso e scompare gradualmente dopo alcune ore. Tutto questo avveniva ancor prima (circa un anno) che la malattia fosse diagnosticata e quindi quando ancora non assumeva i farmaci relativi. Fin dalla prima visita (ed in seguito in tutte le
successive) in neurologia, questo disturbo (che io non essendo medico definirei assimilabile all'orticaria) é stato DISSOCIATO dalla malattia del Parkinson e le cause da ricercare in altre branche mediche. Sono state fatte visite dermatologiche senza alcun esito.
Ultimamente lo specialista allergologo (che tra l'altro collabora con il reparto di neurologia dove é in cura mia madre) avendo tutte le prove allergiche dato esito negativo, afferma che il bruciore é dovuto dalla malattia del Parkinson. Tutte le mie ricerche (in internet) non
mettono il disturbo di mia madre tra i sintomi tipici della malattia pertanto le chiedo: 1) Può essere che il fuoco di mia madre possa essere veramente legato alla malattia? 2) In caso contrario, quale altra branca medica potrebbe indagare sul caso? Cordialità."
  "Salve,
la sensazione spiacevole, di dolore e di bruciore che descrive è frequente e ben spiegabile nella malattia di Parkinson sin dalle fasi iniziali. Non farei indagini in altre branche mediche se non vi sono particolari sospetti ad una visita medica generale e la costanza e focalità di un dolore .Piuttosto va riconsiderata la terapia antiparkinsoniana e i suoi dosaggi alla luce dei rapporti che ci fossero tra i sintomi e la assunzione dei farmaci.
Cordialità."
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338 - L'11 febbraio 2013 A.C. ha chiesto:
"Buon giorno Proff.re , Ho 67 anni e da cinque mi è stato diagnosticato il Morbo di Parkinson in forma un po' strana perché ha proseguito la sua presenza in maniera veloce e difficile da curare . Volevo, se per cortesia mi può rispondere: da circa un mese , mi si è gonfiato il piede sinistro. Mi sono recata all'ospedale e mi hanno fatto tutti gli esami per capire di che cosa si potesse trattare .Oltre al gonfiore, dalla caviglia in su, sono comparsi dei puntini rossi .I medici che mi hanno visto, non riescono a trovare la soluzione. Ho fatto i raggi, l'ecocolordopler, la visita dalla dermatologa, tutti gli esami del sangue e non risulta niente. Attualmente la terapia che seguo è composta da : Stalevo 4 volte al giorno Sirio 1 , Pantoprazolo , Artane ,Mantadan ,Entact 1 volta Lexotan 2 Neupro cerotto 10mg , tutto questo da parecchio tempo e non ho mai avuto disturbi. Ne ho parlato col mio neurologo il quale mi ha detto di non poter mettere in relazione il gonfiore ai piedi con la malattia di Parkinson. Chiedo gentilmente un Suo parere ringrazio."
  "Salve,
non escluderei la responsabilità di qualche farmaco, specie se il disturbo è presente un po' anche all'altro piede. Ne ho già parlato un po' di tempo fa (vedi risposte del 2010), per cui ricordo che è sempre bene riguardare la collezione dei quesiti e risposte prima di porne di
nuovi.
Cordialità."
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337 - Il 31 gennaio 2013 S.C. ha chiesto:
"Volevo sapere e dopo aver effettuato l'intervento dbs posso prendere tranquillamente l'aereo. Grazie."
  "Salve,
c'è un avvertimento: per almeno 4 giorni dopo l'intervento, si dovrebbero evitare voli commerciali. Quando si viaggia parecchio lontano da casa si dovrebbe portare il sistema di riattivazione dell'apparecchiatura medtronic per riattivarlo nel caso venga disattivato da un sistema di sicurezza. Per sicurezza completa ponga il quesito al chirurgo che ha posizionato il sistema.
Cordialità."
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336- Il 29 gennaio 2013 L.M. ha chiesto:
"Gentilissimo professore mia mamma è affetta da Parkinson e presenta discinesie e frequenti cadute a terra e il neurologo che la segue dice che possono essere derivate al cuore queste cadute e deve fare una visita cardiologica più holter. Secondo lei potrebbe essere giusto? Secondo lei se non è cosi cosa dovrebbe fare? Attualmente prende farmaci a base di levodopa. Mi potrebbe consigliare? Grazie anticipatamente per una sua risposta."
  "Salve,
discinesie (movimenti involontari spasmodici) e soprattutto cadute a terra sono frequenti nel Parkinson anche nei primi anni di malattia.
Le cadute - da disequilibrio - di solito sono legate alla malattia, ma per l'età o per altri fattori potrebbero ben esser dovute ad altra causa, in primis da problemi cardiaci.
Credo proprio che una visita cardiologica, eventualmente corredata con un holter non sia inutile per escludere soprattutto aritmie cardiache. La levodopa ha una serie di effetti collaterali anche sul sistema cardiocircolatorio.
Cordialità."