Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(346 - 350; 26 aprile - 16 maggio 2013).
350 - Il 16 maggio 2013 A.L. ha chiesto:
"Sono un uomo di 83 anni. Mi è stato diagnosticato il Parkinson da circa 3 anni. Prendo al giorno: 2 cp SINEMED 100 + 25mg - 1/2 cp SINEMED 250+25 mg - 1 cp 100 mg rilascio modificato - azilect 1 mg.
Sono in buono stato psico-fisico. Sono disturbato nella deambulazione. Cosa posso fare per migliorare? Vorrei conoscere quali esercizi fare specificamente per questo disturbo. Grazie."
  "Salve,
per migliorare la deambulazione è utile fare attività fisica e camminare. Molti centri di cura del Parkinson hanno istituito con reparti di riabilitazione dei corsi in palestra per parkinsoniani
proprio al fine di migliorare il cammino. Possono esser eseguiti esercizi di ginnastica anche a casa con i suggerimenti presenti nel nostro sito www.parkinson-italia.info, ma anche nei manuali distribuiti nei centri Parkinson e dalle associazioni Parkinson, ed infine rivolgendosi a Fisiatri, meglio se esperti nella rieducazione per parkinsoniani.
Cordialità."
x x x x x
349 - Il 10 maggio 2013 S.C. ha chiesto:
"Iniziato dolore scapola curato con antidolorifici e miorilassanti poi spalla e un po' il braccio. Ora soltanto avambraccio con dolori lancinanti come scosse è anche un poco gonfio. Faccio tens e manipolazioni ma non ho avuto nessun risultato. Mi è stato detto che potrebbe dipendere dalla cervicale con schiacciamento Non so più cosa pensare. Mi può dire cosa potrebbe essere e cosa devo fare?"
  "Salve,
è probabile si tratti di una sofferenza di una radice (nervo) della colonna cervicale (una sorta di sciatica ma alta). Quindi può dipendere certo dalla cervicale che schiaccia un nervo. Purtroppo tens e manipolazioni sono poco efficaci. sono più utili antidolorifici e limitazione dei movimenti della parte colpita.
Essenziale è fare una risonanza della colonna cervicale e se il dolore non passa entro 2/3 mesi eventuale visita neurochirurgica.
Cordialità."
x x x x x
348 - Il 5 maggio 2013 F.A. ha chiesto:
"Buonasera dottore. Mia mamma ha 61 anni e nel 2008 le è stato diagnosticato il Parkinson. Il suo neurologo le ha prescritto il Madopar da assumere 4 volte al giorno e i cerotti Neupro 8 mg.
Mia mamma è diventata molto insicura, non può più fare nulla se non c'è la sorveglianza di qualcuno perché soffre di frequenti malesseri improvvisi. Le capita ormai spesso di avvertire improvvisamente caldo, nausea vomito e svenimenti. Questo problema le limita anche gli
incontri con altre persone perché è anche recentemente successo di andare al ristorante perché invitata e di sentirsi così male all'improvviso da dover essere riportata a casa immediatamente.
Tra pochi giorni mi sposo e ho paura che mia mamma possa non farcela per
colpa di questi malesseri. Le chiedo gentilmente di indicarmi come combattere questi problemi che credo siano legati alla sua malattia e ai farmaci che prende. In attesa di Sua risposta La ringrazio anticipatamente."
  "Salve,
i farmaci antiparkinson hanno molti effetti collaterali.
Anche madopar e neuropro , sia pur di classi differenti, hanno effetti indesiderati che sono simili e si possono potenziare tra loro.
E' quindi probabile che i disturbi descritti siano causati dalla terapia che sappiamo induce svenimenti, vertigini, malesseri, abbassamento della pressione e irregolarità del battito cardiaco. Peraltro anche la malattia stessa ed in particolare alcune forme di Parkinson possono esser causa di pressione bassa con svenimenti specie nei cambiamenti di posizione.
Questi malesseri vanno analizzati con il neurologo curante . Non andrà sospesa la terapia autonomamente (è pericoloso) ma valutato casomai se diminuire o cambiare farmaco. a volte basta semplicemente prendere certe precauzioni.
Negli anziani vanno studiate ed escluse altre cause proprie dell'età.
Cordialità."
x x x x x
347 - Il 29 aprile 2013 E.B. ha chiesto:
"Buongiorno Prof. Bassi, a mia nonna, 84 anni, è stato diagnosticato il Parkinson 4 anni fa, ora si trova in una casa di riposo a pochi passi da casa e in questo ambiente sembrava "rinata", si trovava molto bene. Tre settimane fa, per un blocco intestinale l'abbiamo ricoverata in ospedale per 1 giorno, tornata in casa di riposo è successo il peggio: dopo 24 ore, ha avuto un blocco della parte destra del corpo, blocco della parola, non deglutisce più il cibo e da 3 giorni non è cosciente. Le chiedo: è il caso di ricoverarla nuovamente in ospedale o è meglio non muoverla e lasciarla sotto flebo? Grazie. Distinti saluti."
  "Salve,
sembra probabile che sia accaduto un ictus od uno scompenso del Parkinson. la situazione sembra grave per cui necessita di cura intensiva. Il primo passo è la visita di un neurologo o almeno di un geriatra. Probabilmente in ospedale avrebbe garantito il massimo della
cura. La flebo o le flebo potrebbero esser un rimedio piuttosto limitato.
Cordialità."
x x x x x
346- Il 26 aprile 2013 L.M. ha chiesto:
"Gentile Prof. Bassi, ho effettuato una risonanza magnetica del rachide cervicale poiché ho problemi di impedimento motorio alla mano destra. Il risultato è che ho delle protusioni discali ad alcune vertebre. Io sono preoccupata per questo problema alla mano destra.
Il medico di famiglia dice che devo andare da un fisioterapista. Lei cosa mi consiglia? Grazie."
  "Salve,
è molto frequente il riscontro di protrusioni discali anche in chi non ha sintomi. Non sono importanti se non c'è ernia discale o compressione sul midollo.
Il fisioterapista ha poca possibilità di risolvere in fretta il problema del disturbo motorio alla mano. Consiglio di consultare un neurologo ed eventualmente più avanti un neurochirurgo.
Cordialità."